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Storia del balletto per immagini e impressioni

di Marino Palleschi e Andrea Boi

Il ricco repertorio iconografico di queste pagine ci guida in un meraviglioso viaggio nella storia del balletto, lasciando parlare le immagini, in grado di evocare suggestioni e impressioni

1 Ott
2017
10:28

Questa Storia del balletto per immagini e impressioni si articola in gallerie divise in capitoli, ciascuna delle quali affida il racconto del proprio contenuto a un ricco repertorio iconografico, integrato da testi e chiarimenti, piuttosto sintetici, ma tutt’altro che scarni. L’intenzione degli autori è stata di attribuire alle immagini il compito di indurre suggestioni che favoriscano la comprensione delle dinamiche e degli accadimenti storici, sociali, ma soprattutto politici, che hanno condotto alla concezione odierna di balletto.

L’opera è appunto limitata al percorso che le forme di spettacolo con momenti di danza hanno effettuato per confluire nell’odierno genere chiamato balletto. Il periodo storico considerato va, quindi, dal Rinascimento, dalla metà del Quattrocento, fino all’Illuminismo e all’epoca preromantica, fermandosi ai primi anni dell’800. Rimangono, dunque, esclusi il balletto romantico, quello post romantico e la danza del Novecento.

Oltre trecento immagini illustrano i mutamenti del teatro con danza addirittura partendo dal suo antenato, il ballo equestre, che lascerà traccia nella danza accademica riscontrabile nell’uso di alcuni termini come manège o come pas de cheval. Per meglio comprendere cosa rientri oggi nel termine balletto abbiamo seguito la tecnica “per negazione”: partiti da quella forma di spettacolo che è universalmente considerata il capostipite del balletto, ossia il balletto di corte rinascimentale e, poi, barocco, in esso abbiamo individuato le caratteristiche che non si riscontrano nel balletto ottocentesco o odierno e a quest’ultimo siamo giunti mostrando le tappe compiute dalla danza per superare tali caratteristiche, ossia per:

  • liberarsi dalla dipendenza da altre forme di intrattenimento e così diventare il linguaggio artistico prioritario di uno spettacolo che può anche fonderla ad altre discipline artistiche quali musica, drammaturgia e pittura, ma, in tal caso, queste ultime sono intese come componenti dello spettacolo subordinate alla danza e funzionali a essa;
  • acquisire una funzione narrativa attraverso un lessico di movimento sufficiente a far evolvere una drammaturgia o soltanto a veicolare un’atmosfera anche astratta, con pari compiutezza di canto e recitazione, in questo eventualmente coadiuvata da altre forme artistiche quali musica e pittura (scene e costumi);
  • cominciare a essere esclusivo appannaggio dei professionisti.

 

La scelta del repertorio iconografico è dovuta a Marino Palleschi, che si è occupato anche dei testi avvalendosi della collaborazione di Andrea Boi per alcuni dettagli tecnici. Andrea Boi ha ideato e curato l’impaginazione. Attualmente pubblicati i capitoli I - La danza nell’Italia rinascimentale e barocca e II - La danza tardo-rinascimentale in Francia.

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