adler® Ven 8/4/2011, 0:35 ID=306933
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Questo lo saprei fare anch'io...
Nel vostro tempo avete l'abitudine di frequentare gallerie o esposizioni d'arte contemporanea?
Vi è mai capitato, durante la vostra visita, di sentire qualcuno (o perchè no? voi stessi) davanti ad un opera, diciamo... non facilmente comprensibile, commentare con disappunto: "ma questo lo saprei fare anch'io!" ?
Oppure rapidamente abbandona scandalizzato l'esposizione?
Lo ritengo comunque un comportamento naturale. Esistono obiettivamente tantissime forme d'arte contemporanea che volutamente esigono dal visitatore un approccio culturale molto sofisticato e talvolta uno stravolgimento delle proprie convinzioni estetiche e morali.
Salvo casi evidenti d'indifferenza o ignoranza manifesta, il rifiuto verso un certo tipo d'arte non è sempre sintomo di limitatezza culturale o scarsa apertura mentale ma piuttosto la consapevolezza d'aver raggiunto un confine, un borderline della propria "tolleranza estetica", dove al di là non si vuole o si ha paura di andare.
Conosco persone, con discreta preparazione culturale, che non accettano ad esempio i "tagli" di Fontana o il dripping di Pollock e che davanti al “Quadrato bianco su fondo bianco” (1918) di Malevich esclamano la famosa frase: Questo lo saprei fare anch'io...
Del resto, pure Van Gogh (che riuscì a vendere un solo quadro in tutta la sua vita) era illustre incompreso nella sua epoca, mentre oggi si fanno follie miliardarie pur d'accaparrarsi una sua opera.
Mi incuriosisce conoscere fin dove arrivano i vostri confini estetici (se ne avete) o aneddoti curiosi sul vostro personale rapporto d'incomprensione con l'arte contemporanea.
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