torna all'Home page
Ballet Class
Una nuova rivoluzionaria app per il tuo iPhone
Un nuovo prodotto di Balletto.net
login

lo shop di danza
Scarpa da punta Reart € 42.00

coreografi: Fokine


Michel Fokine - Mikhail Fokin -, Pietroburgo 1880, New York 1942
Galleria fotografica Fokine


Karsavina-FokineDiplomatosi presso l’Accademia Imperiale di Balletto della città natale, Fokine è entrato nella compagnia del Teatro Marijnskij divenendone solista, insegnante e, nel 1904, primo ballerino. In quell’anno progettò Dafni et Cloe, un balletto ispirato all’arte greca, e ne corredò la sceneggiatura di annotazioni che riassumevano le sue idee sulla riforma del balletto. Secondo tali opinioni la danza avrebbe dovuto interpretare e mai degenerare in tecnica fine a se stessa; lo spettacolo avrebbe dovuto fondere musica, pittura e movimento in una concezione unitaria. Sottoposte alla direzione dei teatri imperiali, le sue considerazioni innovatrici non destarono interesse, ma erano destinate ad attirare l’attenzione di Diaghilev per la consonanza di pensiero sul necessario equilibrio fra le varie componenti di un balletto.

(Approfondimento 1, La riforma di Fokine)
(Approfondimento 2, La presenza in Russia di Isadora Duncan)

La creazione per Anna Pavlova dell’assolo La Morte del Cigno (1905), su musica di Saint-Saens, precede una serie di balletti, presentati al Marijnskij, che saranno in seguito modificati e ripresi con grande fortuna dai Ballets Russes di Diaghilev: Le Pavillon d’Armide, dalla fantasiosa ambientazione storica, Chopiniana (1907) (che nella versione del 1909 per i Ballets Russes si chiamerà Les Sylphydes) e Une Nuit d’Egypte (a cui Diaghilev, per la stagione del 1909, cambierà il titolo in Cleopâtre).

(Approfondimento 3, La Morte del Cigno e le creazioni per il Marijnskij)

Del 1908 è l’incontro di Fokine con Diaghilev, avvenuto grazie a Benois. Dimessosi dai teatri imperiali, Fokine diventa il coreografo pricipale dei Ballets Russes e inizia una fase creativa più matura che, grazie anche alla sintonia delle sue idee riformatrici col pensiero del grande impresario, lo avrebbe condotto ad esiti rivoluzionari da cui sarebbe scaturita la danza del ‘900. Per la prima stagione parigina del 1909 al Teatro dello Châtelet Diaghilev decise di aggiungere alle rielaborazioni dei tre balletti appena ricordati una nuova versione delle Danze Polovesiane dal Principe Igor e Le Festin, una composizione basata sul folklore russo e sul repertorio, che commissionò al coreografo.

(Approfondimento 4, Les Sylphydes)
(Approfondimento 5, Altri titoli della prima stagione dei Ballets Russes)

La successiva stagione dei Ballets russes, riconfermò il valore di Fokine con una ripresa di Carnaval e con Shéhérazade, balletto di ispirazione esotica su musica di Rimsky-Korsakov, con scena e costumi, fortunatissimi, di Leon Bakst. L’ambientazione del balletto favorirà la moda e il gusto per l’orientalismo. Sempre del 1910 è L’Oiseau de Feu, il primo balletto concepito interamente da Diaghilev commissionando di bel nuovo tutte le sue componenti, a partire dalla musica di Stravinsky.
Con le sue precedenti proposte Fokine aveva iniziato il recupero della danza maschile. Nel 1911 Fokine ribadì ulteriormente il tramonto della prima ballerina ottocentesca sia con lo strabiliante Le Spectre de la Rose (Weber; Bakst), sia con Petruska Stravinsky; Alexander Benois). Tra i molti meriti di della coreografia di questo capolavoro stanno le scene di massa e la differenziazione caratteriale dei personaggi ottenuta attraverso il movimento, a volte soltanto cambiando il modo di eseguire un medesimo passo.
(Approfondimento 6, Shéhérazade, L' Oiseau de Feu, Petruska e altri titoli)

Seguono Le Dieu Bleu, Thamar e Daphnis et Chloe del 1912, lo stesso anno in cui Diaghilev presenta l’Après-Midi d’un Faune, la prima coreografia di Nijinsky.
A Fokine comincia ad essere chiaro che Diaghilev sta volgendo il suo interesse alle coreografie di Nijinsky e, probabilmente per questa ragione, dopo la stagione londinese del 1912, Fokine lascia i Ballets russes. Tuttavia, restato senza coreografo alcuno, dopo la sua rottura con Nijinsky, Diaghilev riuscirà a convincere Fokine a rientrare nei Ballets Russes. Questi aggiunge ancora qualche creazione per Diaghilev. Tra queste, tutte del 1914, si ricorda La Légende de Joseph su musica di R. Strauss, in cui debutta Léonid Massine, e Le Coq d’Or su musica di Rimsky-Korsakov.
(Approfondimento 7, Le ultme creazioni di Fokine per i Ballets Russes)

Interrotta definitivamente, allo scoppio della prima guerra mondiale, la collaborazione con Diaghilev, Fokine proseguì la sua attività nei teatri europei e americani riprendendo i capolavori creati per i Ballets Russes o proponendo nuove coreografie. Dal 1923 si stabilì a New York da dove si mosse molto di frequente per far fronte a tali impegni. A quanto già creato per Diaghilev, Fokine aggiunse una cinquantina di lavori, tra i quali ben pochi contengono gli elementi innovativi riscontrabili nei precedenti titoli. Ci si limita a ricordare: L’Apprendista Stregone (su musica di Dukas, Pietroburgo 1916), La Valse per Ida Rubinstein (1931), L’Amore delle Tre Melarance (Scala di Milano 1936), Don Juan (su musica di Gluck, Londra 1936).
(Approfondimento 8, La riforma di Fokine: considerazioni finali)

nella foto: Karsavina e Fokine


ID=107
23/11/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




cerca nel giornale  

scrivici - pubblicità - la redazione - i numeri della Community - disclaimer - regolamento della Community   
  Balletto.net Snc Tutti i diritti riservati  P.IVA 04097780961