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scenografi e costumisti: Larionov


Mikhail Larionov, Tiraspol 1881 - Fontenay-aux-Roses (Parigi) 1969

UN PRIMO SGUARDO. Pittore e scenografo russo, naturalizzato francese, studia a Mosca dove conosce Nathalia Goncharova, sua futura compagna. Oltre a dare importanti contributi al neo-primitivismo, dal 1912 elabora il raggismo (rayonism). Il neo-primitivismo è uno stile vicino all’arte popolare russa, che propone forme geometriche semplificate e spigolose, accese da colori violenti, realizzate anche incorporando tecniche e composizioni tratte dalla pittura delle icone. Il raggismo (rayonism) è, invece, uno stile sostanzialmente volto a rappresentare gli oggetti evidenziando gli incroci dei raggi luminosi da essi riflessi. Ne viene un effetto dinamico non estraneo alle contemporanee idee futuriste.
L’attività di Larionov per il balletto è principalmente associata alle produzioni di Diaghilev per i Ballets Russes: nel 1914, a Parigi, collabora con Goncharova al décor di Le Coq d'or di Fokine- Rimsky Korsakov. Tornato in Russia, nel 1915 Diaghilev lo chiama a Losanna, assieme alla compagna, e lo investe di incarichi diversi che riguardano Liturgie e Storie Naturali, nessuno dei quali vedrà la luce. Larionov crea scene e costumi per altri balletti di Diaghilev: Le Soleil de Nuit del 1915, di Massine-Rimsky Korsakov; Kikimora (1916) e Baba Yaga, di Massine-Liadov, confluiti poi in Les Contes Russes (1917). Dal 1919 Larionov e Goncharova si stabiliscono definitivamente a Parigi, naturalizzandosi francesi circa vent'anni dopo. Nel 1921 Diaghilev affida a Larionov scene, costumi e coreografia di Chut (Le buffon) e nel 1922 l’artista è coadiuvato dalla compagna nel lavoro per Renard, di Nijinska-Stravinsky; lo riprenderà nel 1929 per la versione di Lifar. Dopo la morte di Diaghilev nel 1929, Larionov metterà in scena, nel 1932, Sur la Borsythène di Lifar.

LA SCHEDA APPROFONDITA. Pittore, incisore, critico d'arte e scenografo russo, naturalizzato francese, studia alla scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, dove è allievo di Valentin Serov e dove incontra Nathalia Goncharova, che diventerà sua compagna e moglie. Nel 1906 è invitato da Diaghilev ad esporre con l'Unione degli Artisti Russi presso il Salon d'Automne a Parigi. In seguito Larionov espone sia in Russia che in Europa occidentale e quando incontra Nikolai Riabushinskii, editore di Zolotoe Runo (Il Vello d'Oro), il mecenate si fa subito sponsor dell'artista e lo aiuta ad organizzare l'esposizione del Vello d'Oro di pittura francese contemporanea a Mosca. Come conseguenza Larionov, e con lui molti altri artisti, si accostano al post-impressionismo.

Nella seconda metà del primo decennio del '900 lo vediamo tra i fondatori del movimento Il Fante di Quadri e del gruppo Il Bersaglio; in questi anni contribuisce al neo-primitivismo e, dal 1912, elabora la corrente artistica del raggismo (rayonism), anche a seguito del nuovo interesse manifestato per il post impressionismo e le sue ricerche sulla luce. Il neo-primitivismo è uno stile grafico che propone forme geometriche semplificate, distorte e spigolose, accese da colori violenti, ispirate agli oggetti realizzati dai maestri dell'arte popolare russa, realizzate, però, anche incorporando tecniche e composizioni colte, tratte dalla pittura delle icone. Il raggismo (rayonism) è, invece, uno stile effimero nella durata, ma di grande importanza per l'evoluzione della pittura astratta in Russia; sostanzialmente mira a rappresentare gli oggetti evidenziando gli incroci dei raggi luminosi da essi riflessi. Infatti il punto di partenza riposa sull'osservazione secondo cui noi non percepiamo gli oggetti col loro contorno, come vengono usualmente rappresentati in pittura, ma come somma dei raggi luminosi da loro riflessi. Di conseguenza l'elemento base della pittura raggista è la summa di linea e colore ottenuta utilizzando raggi e macchie frastagliate di colore. Come il cubismo, il raggismo, partendo dalla decomposizione degli oggetti della realtà, si evolve gradualmente in astrazione pura. Lo stile crea un marcato senso dinamico, che non è estraneo alle idee futuriste diffuse in quegli anni in Russia dalle visite di Marinetti. Nel 1913 Larionov e Goncharova firmano il manifesto del raggismo e l'anno successivo l'artista organizza col Bersaglio una mostra dove espone i suoi primi lavori nello stile. Nel 1912 partecipa con Goncharova alla seconda esposizione del Blaue Reiter, svoltasi a Monaco di Baviera, e subito dopo entrambi organizzano l’esposizione Coda d’Asino, alla quale partecipa Chagal.

Nel 1914 Larionov si reca a Parigi con Goncharova e, rinnovata la loro amicizia con Diaghilev, i due artisti lavorano per lui al décor di Le Coq d'Or, che verrà interamente attribuito alla pittrice. Dopo aver esposto alla Galerie Paul Guillaume, entrambi tornano in Russia appena dopo lo scoppio della guerra. Richiamato sotto le armi, Larionov viene subito dopo ricoverato per tre mesi a seguito di una ferita subita in battaglia. Nel giugno del 1915 i due artisti raggiungono Diaghilev a Losanna, dietro sua richiesta, per collaborare con lui e con lo sparuto gruppo che l'impresario era riuscito a raccogliere per ricostituire una compagnia dopo che i Ballets Russes si erano sciolti allo scoppio del conflitto.

Il primo progetto messo in cantiere da Diaghilev è Liturgie, un balletto dedicato alla passione di Cristo, idea concepita dall'impresario e da Massine ammirando la pittura primitiva italiana durante un viaggio in Italia. Goncharova è incaricata di scene e costumi, mentre Larionov aiuta Massine nella coreografia. Una serie di difficoltà sorte a proposito della musica fa però tramontare il progetto. Per ulteriori dettagli si veda l'articolo 1915, otto mesi a Losanna. Altrettanto sfortunato è il progetto di Storie Naturali, un balletto su musica di Ravel, dove decorazioni mobili e animali meccanici dovrebbero sostituire i ballerini. La proposta non vedrà mai la luce, ma restano alcuni figurini di costume di Larionov in linea con lo spirito futurista: tra essi La Dama col Ventaglio e Il Pavone Meccanico, riprodotto nell'articolo sopra linkato.

Si concretizza, invece, la richiesta di Diaghilev a Massine di tradurre in balletto un'opera di Rimsky Korsakov. Questa prima coreografia di Massine per i Ballets Russes di Diaghilev ha titolo Le Soleil de Nuit; per il lavoro del 1915, oltre a collaborare alla coreografia, Larionov fornisce scene e costumi in stile neo-primitivista. Per commenti in merito e per immagini di bozzetti e figurini si rimanda nuovamente all'articolo sopra linkato. Seguirono scene e costumi per altre creazioni dei Ballets Russes, tra esse Kikimora (1916), Baba Yaga, miniature coreografiche di Massine su racconti Russi con musica di Liadov, nel 1917, che faranno parte di Les Contes Russes. Altre immagini relative al periodo trascorso a Losanna si trovano nella galleria Ballets Russes, seconda fase: 1914 - 1929.

Dal 1919 Larionov e Goncharova si stabiliscono definitivamente a Parigi, naturalizzandosi francesi circa vent'anni dopo.
Nei primi anni '20 espone all'Internazionale d'Arte Moderna a Ginevra e, successivamente, a New York e Tokyo. E' tale la fiducia che Diaghilev ripone in lui, che nel 1921 gli affida l'intero progetto di Chut (Le buffon), per il quale Larionov crea sia i costumi che la coreografia e fa da supervisore. Nel 1922 è coadiuvato dalla compagna nel suo lavoro per Renard, su musica di Stravinsky, con coreografie della Nijinska; lo riprenderà nel 1929 per la versione di Lifar. Dopo la morte di Diaghilev nel 1929 riprende a dipingere e solo occasionalmente si occupa ancora di teatro, ad esempio mettendo in scena Sur la Borsythène di Lifar nel 1932. Nel 1950 un improvviso problema di salute gli impedisce ulteriore attività.

Nelle immagini opere di M. Larionov:
- Raggismo blu
- Bozzetto per Chut
- Costume per Chut
- Figurino di costume per Renard


ID=1159
14/6/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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