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coreografi: Tudor


Antony Tudor (nato William John Cook), Londra 4 aprile 1908 - New York 19 aprile 1987
si veda la prima galleria dedicata


UN PRIMO SGUARDO. Tudor viene considerato uno dei maggiori tra i coreografi britannici, soprattutto per il talento espresso nell'analisi introspettiva dell'uomo, della sua psiche, dei suoi momenti di difficoltà e di insoddisfazione.
Si formò a Londra con Marie Rambert, Harold Turner e Margaret Craske, e debuttò come ballerino e coreografo nel Ballet Club (poi Ballet Rambert) della Rambert, entrandovi nel 1930. Tra le sue prime creazioni del periodo londinese, Jardin aux Lilas su musica di Chausson del 1936 e Dark Elegies su musica di Mahler del 1937 sono i due capolavori che lo resero noto al pubblico come creatore del "balletto psicologico" e che peraltro vengono riproposti ancora oggi.
Nel 1938 fondò con la De Mille lo sfortunato Dance Theatre, che si sciolse subito dopo. Più felice fu il London Ballet, da lui fondato il medesimo anno, le cui star Maude Lloyd e Hugh Laing portarono al successo un paio di sue creazioni finché, allo scoppio del conflitto mondiale, Tudor si trasferì con Laing a New York. Qui nel 1940 iniziò a lavorare come ballerino e coreografo per il Ballet Theatre, riprendendo i vecchi successi e creando nuovi capolavori. Tra essi Pillar of Fire su musica di Schoenberg del 1942 e Romeo e Juliet su musica di Delius del 1943. Lasciato il Ballet Theatre nel 1950 si dedicò all’insegnamento e lavorò come coreografo freelance o come direttore artistico presso numerose compagnie internazionali.
Nel frattempo dal 1956 il Ballet Theater aveva mutato il nome in American Ballet Theatre: nel 1974 Tudor ne fu nominato associated director e per l’ABT creò ancora un paio di capolavori: spicca The Leaves are Fading del 1975 creato su Gelsey Kirkland.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Ballerino, coreografo e insegnante britannico, assieme ad Ashton e a MacMillan, Tudor è considerato uno dei maggiori tra i coreografi britannici, soprattutto per il talento mostrato nell'indagine introspettiva della psiche umana nei suoi momenti di debolezza o difficoltà. Le sue più celebri creazioni aprirono la strada e consolidarono un nuovo genere di balletto: il cosiddetto “balletto psicologico”. Del genere, fortemente influenzato dalla danza moderna tedesca, Tudor non solo fu l’iniziatore, ma ne rimase il massimo maestro. La narrazione dei fatti lascia il posto a quella dei sentimenti di personaggi mutuamente legati in grovigli psicologici. Ne viene uno stile espressionista, ma nobile, di grande austerità ed eleganza, trattato, però, ancora con un vocabolario prettamente accademico, il cui modulo fondamentale di indagine psichica è il pas de deux caratterizzato da specialissimi lift. Il genere ebbe grande fortuna negli anni ’40 e ’50 del ‘900 per poi passare gradualmente di moda.

Nato a Londra come William John Cook, Antony Tudor scoprì tardivamente il fascino della danza grazie a una recita londinese di Anna Pavlova e, ormai quasi ventenne, nel 1928 decise di accostarsi alla disciplina seguendo nella nativa Londra le lezioni di Marie Rambert; dopo questo inizio, proseguì gli studi con Pearl Argyle, Harold Turner e Margaret Craske. Nel 1930 entrò come ballerino nella compagnia della Rambert, il Ballet Club, rivestendovi in aggiunta funzioni di assistente della Rambert. Ben presto iniziò anche a creare per il Ballet Club una serie di fortunati balletti, nei quali si esibì come ballerino in svariati ruoli. Il primo di questi, tutti presentati nel piccolo Mercury Theatre di Londra, fu Cross Garter'd del 1931, ispirato alla Twelfth Night (La dodicesima notte) di Shakespeare, su musica di Girolamo Frescobaldi. Seguirono al Mercury, sempre per il Ballet Club, Lysistrata su musica di Serge Prokofiev nel 1932; Pavane pour une infante defunte su musica di Maurice Ravel l'anno successivo; The Planets su musica di Gustav Holst del 1934; The Descent of Hebe su musica di André Bloch del 1935.

I due anni successivi segnarono la nascita di due dei suoi più celebri capolavori, anch’essi proposti con la compagnia di Marie Rambert, che dal 1935 aveva mutato nome da Ballet Club a Ballet Rambert: Lilac Garden (Jardin aux Lilas) nel 1936 e, nel 1937, Dark Elegies, entrambi esempi paradigmatici di "balletti psicologici" ed iniziatori del nuovo genere.

Tudor creò sia libretto che coreografia del balletto in un atto Lilac Garden (Jardin aux Lilas), coadiuvato nella stesura del soggetto da Hugh Stevenson, che si occupò anche di scene e costumi. Su musica di Ernest Chausson, precisamente sul suo Poème, il lavoro fu presentato il 26 gennaio 1936 al Mercury Theatre di Londra col Ballet Rambert, per l'interpretazione di Hug Laing, Maude Lloyd, Peggy van Praag e dello stesso Tudor. La creazione, capolavoro di sottigliezze della psiche espresse coreuticamente, è l'archetipo dei "balletti psicologici": la protagonista, Caroline, offre un ricevimento d'addio al nubilato alla vigilia del suo matrimonio di convenienza con un uomo che non ama. Tra gli invitati sono presenti sia la donna, a lei sconosciuta, che è stata l'amante del suo promesso sposo, sia l'uomo profondamente amato da Caroline e, naturalmente, il promesso sposo. E' così coinvolto un quartetto di amanti edoardiani animato da mutue tensioni inespresse, che vengono qui indagate attraverso il succedersi di incontri casuali, confessioni accennate ed interrotte, desideri repressi e rinunce. Al termine Caroline lascia la festa al braccio del promesso sposo, reprimendo il desiderio di un ultimo bacio all'uomo amato.
Come per il precedente, sono di Tudor sia lbretto che coreografia del balletto in un atto Dark Elegies, su musica di Gustav Mahler, precisamente sui Kindertotenlieder cantati da un baritono (o anche da un contralto) presente in scena. Vide la luce con décor di Nadia Benois al Duchess Theatre, anch'esso col Ballet Rambert, il 19 febbraio 1937, riunendo i consueti interpreti principali Tudor, Hug Laing, Maude Lloyd, Peggy van Praag e anche Agnes de Mille e Walter Gore. Il balletto indaga le reazioni di alcuni abitanti di un villaggio di mare a una tragedia naturale, imprecisata, forse un nubifragio, che li ha colpiti: singolarmente o in gruppo piangono i loro morti e la perdita dei figli; il dolore estremo prima esplode per poi sfumare nella rassegnazione.

Nei suoi primi balletti, oltre a creare egli stesso parecchi ruoli, Tudor ne affidò altri ad Hug Laing, superbo artista, che del coreografo sarebbe stato il futuro compagno dell'intera vita.
In questi anni ‘30 Tudor aveva lavorato anche in campo commerciale e integrato la sua attività di ballerino e di coreografo presso altre compagnie londinesi, oltre a quella della Rambert: nel 1932 creò Adam and Eve su musica di Constant Lambert per la Camargo Society e danzò con il Vic-Wells Ballet della de Valois al Sadler Well's Theatre di Londra fino al 1935.
Lasciata la compagnia della Rambert nel 1937, fondò con Agnes de Mille il poco fortunato Dance Theatre, scritturando come primo ballerino Hug Laing. Per la compagnia coreografò Gallant Assembly su musica di Giuseppe Tartini, tuttavia la stessa si sciolse subito dopo la prima settimana di rappresentazioni ad Oxford. Per questa ragione nel 1938 dovette radunare una compagnia ad hoc per portare in scena al Westminster Theatre di Londra la più recente creazione: Judgment of Paris su musica di Kurt Weill, con libretto, scene e costumi di Hugh Laing. Lo stesso anno, il 1938, fondò assieme a Laing il London Ballet con elementi del Ballet Rambert, scritturando tra le star, oltre allo stesso Laing, Maude Lloyd e Peggy van Praag. Per la sua compagnia creò, lo stesso anno, Soirée musicale, su musica di Gioacchino Rossini e di Benjamin Britten, e Gala Performance su musica di Serge Prokofiev, presentato al Toynbee Hall Theatre di Londra con décor di Hugh Laing il 5 dicembre 1938. In questo lavoro il coreografo dimentica le inquietudini della psiche umana e propone una gustosa satira di uno spettacolo di gala in cui gareggiano tre étoiles: una ballerina russa, una italiana e una francese; ne viene una gioiosa caricatura, piena di humor, dei corrispondenti tre stili di danza, buffamente coronata dal tentativo di ciascuna delle tre star di rubare la scena alle altre al momento dei ringraziamenti finali.

Allo scoppio del conflitto mondiale fu invitato ad unirsi a una compagnia americana di recente formazione, il Ballet Theatre di New York. Attratto dalla prospettiva Tudor si trasferì con Laing a New York dove iniziò il suo sodalizio artistico con il Ballet Theatre, di cui divenne coreografo residente per una decina d’anni, oltre che ballerino. La compagnia era nata nel 1940 dalla ristrutturazione di un precedente gruppo fondato poco prima da Michel Mordkin. In questo precedente ensamble Mordkin aveva riunito i migliori allievi della scuola da lui aperta a New York dopo che si era definitivamente stabilito negli Stati Uniti. Fu lo stesso Mordkin a rivedere il suo gruppo con l’appoggio finanziario di Rich Pleasant e la collaborazione della sua allieva Lucia Chase e a dargli il nuovo nome di Ballet Theatre. Tuttavia Pleasant e la Chase esclusero Mordkin dalla direzione della compagnia soltanto un anno dopo la sua formazione. La compagnia, che inizialmente includeva Antony Tudor, Anton Dolin, Nora Kaye, Leon Danielian ed altri allievi di Mordkin, era destinata a prosperare; nel 1956 avrebbe assunto il nome prestigioso di American Ballet Theatre, conservando nel suo repertorio, accanto ai classici russi, importanti esempi della coreutica americana: proprio i maggiori capolavori di Tudor ed altri di Jerome Robbins, Agnes de Mille e William Dollar.

Per l’allora Ballet Theatre, Tudor riprese nel 1940 alcuni suoi balletti, presentandoli al Center Theatre di New York; tra questi si ricordano Lilac Garden, Judgment of Paris e Dark Elegies, da lui stesso interpretato accanto a Hugh Laing, Lucia Chase e Dimitri Romanoff. Per la stessa compagnia, nel 1941, mise in scena al Lewisohn Stadium di New York Goyescas (poi noto come Goya Pastoral), su musica di Enrique Granados e riprese al Majestic Theatre di New York Gala performance, mentre nel 1942 creò Pillar of Fire, balletto in un atto e due scene, di cui scrisse anche il libretto, su musica di Arnold Schoenberg. Quest'altro esempio di balletto psicologico fu presentato l'8 aprile 1942 alla Metropolitan Opera House di New York, con scene e costumi di Jo Melziner, per l'interpretazione della straordinaria Nora Kaye nel ruolo di Hagar a fianco della Chase come Sorella Maggiore, di Annabelle Lyon come Sorella minore, di Hug Laing come Uomo della Casa di Fronte e dello stesso Tudor come l'Amico. La musica è Verklärte Night, ispirata al poema tedesco omonimo di Richard Dehmel. Quest'ultimo è la base per il più articolato soggetto della creazione tudoriana: Hagar è disperata per le vessazioni della sorella maggiore e per l'indifferenza dell'uomo che ama, apparentemente attratto dalla freschezza della sorella minore. Per provare almeno una volta nella vita quell'amore che sembra esserle negato si concede a uno sconosciuto, perdendo così il rispetto della comunità in cui vive. Sarà l'uomo che ama a cercarla, a soccorrerla e perdonarla dimostrando di corrispondere il suo amore.

L'anno successivo, il 1943, Tudor propose per il Ballet Theatre una versione distillata del Romeo and Juliet, balletto narrativo in un atto ispirato al dramma di Shakespeare, su musica di Frederick Delius arrangiata da Antal Dorati, con scene e costumi di Eugene Berman. Laing e Alicia Markova crearono i ruoli del titolo a fianco di Nicolas Orloff (Mercuzio), Jerome Robbins (Benvolio), Antony Tudor (Tebaldo), Lucia Chase (Nutrice), Dimitri Romanoff (Frate Lorenzo), Sono Osato (Rosalina). Il lavoro debuttò ancora incompleto alla Metropolitan Opera House di New York il 6 aprile 1943 e solo quattro giorni dopo il pubblico potè assistere alla produzione, finalmente completata, nella sua interezza. Il successo di tutte queste proposte impose la neonata compagnia come importante impresa artistica, destinata a fiorire sempre più negli anni a venire. Sempre per il Ballet Theatre seguì Dim Lustre su musica di Richard Strauss, che vide la luce al Metropolitan Opera House di New York il 20 ottobre 1943 per l'interpretazione di Nora Kaye, Laing, Tudor, affiancati da Michael Kidd, John Kriza e Rosella Hightower. Della successiva creazione, Undertow su musica di William Schumann, Tudor curò coreografia e libretto ispirandosi a un'idea di John van Druten. Presentato dal Ballet Theatre alla Metropolitan Opera House il 10 aprile 1945, il balletto indaga gli stati emotivi di un Trasgressore, interpretato da Hug Laing al debutto. I personaggi sono abitanti di una qualsiasi grande città, ma portano i nomi mitologici dei loro archetipi: Cibele (Diana Adams al debutto), Polimnia (Lucia Chase), Ate (Alicia Alonso), Polluce (John Kriza), Satiri (Fernando Alonso e altri), Baccanti (Marjorie Tallchief e altre), Imene, Pudicizia, Nemesi e così via. Una serie di accadimenti correlati genera tali pressioni psicologiche da condurre inevitabilmente al delitto. Successiva creazione di Tudor per il Ballet Theater fu Shadow of the wind su musica di Gustav Mahler portato in scena alla Metropolitan Opera House il 14 aprile 1948 da un cast di prestigio che affiancava Igor Youskevitch, Hugh Laing, Dimitri Romanoff, Alicia Alonso, John Kriza, Diana Adams.
Anche questi, che sono tra i suoi balletti migliori, contribuirono a render famoso Tudor come "coreografo psicologico". Nel 1946 il Ballet Theater della Chase si recò in tournée al Covent Garden di Londra, dove, assieme ad altro, presentò pezzi di Tudor con la partecipazione dello stesso coreografo in scena.

Come si è visto, anche col Ballet Theatre il coreografo continuò ad esibirsi come ballerino nelle sue creazioni finché si ritirò dalle scene nel 1950, lasciando nel contempo l'ormai affermato Ballet Theatre per assumere la direzione della Metropolitan Opera Ballet School a New York e dedicarsi, negli anni successivi, all'insegnamento; in seguito ha fatto parte del corpo insegnante della Julliard School, dove avrebbe creato balletti minori per la relativa compagnia. In questi anni si diede anche all'attività di coreografo come freelance presso compagnie internazionali: per il New York City Ballet coreografò Lady of the camelias su musica di Giuseppe Verdi nel 1951, riprese Lilac Garden lo stesso anno e creò La Gloire su musica di Beethoven nel 1952; per il Philadelphia Ballet concepì Offenbach in the Underworld su musica di Jacques Hoffenbach (Gaité Parisienne) nel 1954, rifacendone una seconda versione per il National Ballet of Canada nel 1955 e riprendendolo nel 1956 per l'American Ballet Theatre. L'azione si svolge in un café alla moda negli anni '70 dell'800. Tra le celebrità internazionali che lo animano in tardissima serata ci sono una famosa cantante d'operetta, un suo ammiratore e un granduca. Sopraggiungono una debuttante con tre amici e un giovane pittore spiantato, che tenta di racimolare un po' di quattrini offrendo i suoi disegni. Non c'è una vera trama, salvo un susseguirsi di approcci che lasciano il tempo che trovano senza che succeda nulla di significativo. Nel 2002 il balletto è stato ripreso da Donald Mahler per l'ABT con Nina Ananiashvili (Etoile d'Operetta), Marcelo Gomes (Sua Altezza Imperiale), Olga Dvorovenko (Madame la Patronne).

Tudor fu direttore artistico del Royal Swedish Ballet dal 1963 al 1964 e, per esso, creò Echoing of trumpets su musica di Bohuslav Martinu nel 1963, riprendendolo nel 1967 per l'American Ballet Theatre con un cast che includeva Cynthia Gregory. Il pezzo fu creato in memoria del villaggio ceco di Lidice, distrutto nel '42.
Dalla seconda metà degli anni '60 si è recato sovente all'estero per rimontare personalmente sue vecchie creazioni o coreografarne di nuove. Nel 1967 rientrò a Londra per creare per il Royal Ballet, su Anthony Dowell e Merle Park, un balletto ispirato a un episodio del Libro della Giungla di Rudyard Kipling: Shadowplay, su musica di Charles Koechlin. L'anno successivo per il Royal Ballet coreografò Knight Errant su musica di Richard Strauss e rimontò Lilac Garden. E' del 1969 The Divine Horsemen su musica di Werner Egk, un balletto per l'Australian Ballet. Seguirono Fandango su musica di Marin y Soler nel 1972 per il National Ballet of Canada e, lo stesso anno, Cereus su musica di G. Grey per il Pensylvania Ballet.

Dal 1973 Tudor proseguì l’attività di insegnante come Professore di Tecnica del Balletto al Dipartimento di Danza, Università di California, Irvine. Nel frattempo, come si è detto, il Ballet Theatre aveva mutato il nome in American Ballet Theatre, nome mantenuto a tutt'oggi a livelli di grande prestigio; il contributo di Tudor alla continua ascesa artistica negli anni '40 della compagnia da cui era disceso l'ABT era stato così determinante che nel 1974 fu nominato associated director di quest'ultima, la compagnia figlia, e nel 1986 venne soprannominato "la coscienza dell'ABT" dall'allora direttore della compagnia, Mikhail Barishnikov, in occasione della consegna di un Capezio award.
Rientrato nell'ABT nel 1974, l'anno successivo per esso creò The Leaves are Fading, concependolo per Gelsey Kirkland. Balletto in un atto su una selezione di brani musicali di Anton Dvorak, andò in scena al New York State Theatre di New York il 17 luglio 1975 con scene di Ming Choo Lee e costumi di Patricia Zipprodt. La creazione raggiunge l'essenza del "balletto psicologico" mettendo in scena con grande lirismo e malinconia, quasi senza una pur minima trama, il romantico incontro di sette coppie di giovani, che si innamorano per poi lasciarsi. Lo stesso anno l'ABT riprese Shadowplay con Mikhail Baryshnikov e la Kirkland.
Nel 1976 Tudor aggiunse ai suoi capolavori The Tiller in the Fields, presentato dall'American Ballet Theatre al Kennedy Center for the Performing Arts a Washington. Anch'esso era su musica di Dvorak e fu concepito per Gelsey Kirkland. Ancora per l'ABT creò Little Improvisation su Musica di Robert Schumann nel 1980. Lo stesso anno il Royal Ballet riprese Dark Elegies.
Nel 1980 Tudor ricevette il titolo di Coreografo Emerito dell'American Ballet Theatre. Egli fu anche insignito di riconoscimenti artistici dalla Brandeis University, che si aggiungono alla Medaglia d'oro Carina Ari nel 1973 e al Dance Magazine award nel 1974. Nel solo 1986, oltre al Capezio Dance Award sopra ricordato, gli furono attribuiti lo Handel Medallion e il Kennedy Center Honor.

Nelle immagini:
- Antony Tudor durante le prove di Shadowplay del 1967, Photo Anthony Chrickmay
- Hugh Laing, Maude Lloyd, Antony Tudor e Peggy van Praagh in Lilac Garden
- Hug Laing e Nora Kaye in Pillar of Fire durante la tournée del Ballet Theatre al Covent Garden, 1946, Photo Baron (particolare)
- Maude Lloyd e Antony Tudor in Dark Elegies nel 1937, Photo Huston Rodgers
- Tudor (estrema sinistra), Chase e Kaye (al centro) et al. in Pillar of Fire durante la tournée del Ballet Theatre al Covent Garden, 1946, Photo Baron
- Nora Kaye e Hugh Laing in Romeo and Juliet durante la tournée del Ballet Theatre al Covent Garden, 1946, Photo Baron
- Diana Adams, John Kriza e Hug Laing in Undertow durante la tournée del Ballet Theatre al Covent Garden, 1946, Photo Baron
- Kaye, Alonso, Norman Vaslavina come ballerina russa, italiana, francese in Gala Performance durante la tournée del Ballet Theatre al Covent Garden, 1946, Photo Baron




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7/9/2008
Andrea Boi e Marino Palleschi leggi gli articoli di marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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