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articolo: Fantasia: La Danza delle Ore (Parte II)


Il celebre lungometraggio prodotto da Walt Disney, Fantasia, propone, nella sequenza della Danza delle Ore, una serie di interessanti interpretazioni della tecnica della danza. Questo pezzo esamina la seconda, la terza e la quarta parte della sequenza.

Balletto dell’Ippopotamo; Pomeriggio. La prima ballerina è un ippopotamo di nome Hyacinth. Emerge dalla profonda pozza in cui il grappolo d’uva di Mlle Upanova si è sventuratamente inabissato – finendo ovviamente nella sua bocca. Scrollandosi di dosso l’acqua, graziosamente appoggiata sulle punte, sorretta miracolosamente dallo specchio d’acqua, Hyacinth viene raggiunta dalle ancelle ballerine, che le portano il tutù e di che incipriarsi il naso e sotto le braccia allo specchio. Rassicurata la sua vanità, abbandona il piumino da cipria e viene tirata fuori dalla pozza da due ippopotami del corpo di ballo. A questo punto, Hyacinth Hippo inizia il suo assolo di danza: alcuni pas de chat e una serie di graziosi panché. Subito dopo si produce in una serie di quattro grand jeté-scené-scené e ben dieci pirouette in punta. Lo sforzo la fa già sbadigliare, sfregare gli occhi, stirare, afflosciarsi con i piedi in quinta e cadere nelle braccia degli ippopotami, che la scortano al suo giaciglio e a un sonno riposante.

"Nella seconda sequenza", scriveva O’Connor, "improvvisamente ci portavamo fuori, alla luce brillante del mezzogiorno. Adottammo l’ellisse, come tema. Rendeva di più l’azione e combaciava con gli ippopotami rotondi e i movimenti circolari del loro balletto". Secoli di dipinti sulla Venere delle Acque furono messi in satira da Hyacinth, dando un’impronta per indirizzarne la pantomima e la personalità. Ella non indossa nulla, a parte un tutù trasparente; la sua abbondante fantasia è pienamente visionaria, e si abbandona al suo assolo. La sua graziosa ciccia oltrepassa i limiti della fisica dei corpi e gira, prende velocità e si dispone su di lei, in seguito ai volteggi, allungandosi e schiacciandosi. Queste forme esprimono la sua personalità, che nella danza si espande in enormi proporzioni, esattamente come le sue forme.

Tali cambiamenti estremi del corpo vanno veramente al di là della logica, delle leggi della fisica e forse persino dei limiti dell’arte del disegno tecnico; era anche uno stile di animazione obsoleto, ai tempi già in via di disuso, ma in quella sequenza apparve adatto.

Balletto degli Elefanti; Sera. Gli elefanti appaiono con scarpette da ballo. Vanno alla pozza e soffiano grandi bolle rosa, che usano come sostegni per danzare. Segnando il tempo, le bolle si accumulano sotto il giaciglio dell’ippopotamo dormiente. Si alza il vento, che trasporta elefanti e ippopotami, dentro le bolle, fuori dal giardino. Le bolle hanno anche trasportato in alto il giaciglio di Hyacinth Hippo, ma ora esso scende a spirale verso la terra, le bolle e gli elefanti – le ore della sera - volano via e Hyacinth si trova sola, ancora addormentata, mentre scende la notte.

"Il tema della nostra terza sequenza fu il movimento ancora più attivo della serpentina", spiegavano O’Connor e T. Hee. "Ci portammo su colori serali per lo sfondo – lavanda e blu – cosicché sarebbe stato come il crepuscolo. Cambiammo la linea dell’orizzonte a un livello più basso per l’occhio, e tutti gli elefanti erano al di sopra della linea dell’orizzonte. I loro grossi corpi si muovevano avanti e indietro oscillando pericolosamente". "Il loro tronco deve venir su e spruzzare come la fontana di Beverly Hills", suggerì Walt.

Nella sequenza esiste un richiamo che risale all’approccio della commedia leggera nei confronti del balletto, ossia una variazione sulla vecchia gag di Charlie Chaplin del piede-nella-sputacchiera: gli elefanti sono su una linea, fanno rotolare le bolle giù per la schiena e su nell’aria. Una bolla si appiccica al piede di un elefante che cerca di scuoterla via senza successo; sta al gioco e cerca di continuare a ballare, con la gamba rigida, cercando di respingerla con dei rimbalzi.

Balletto degli Alligatori; Notte. Dal buio spuntano occhi gialli che guardano Hyacinth dormire. Un controluce si accende all’improvviso, rivelando le presenze notturne degli alligatori che scivolano giù dalle colonne e strisciano verso Hyacinth, le bocche azzannanti, le code in contorsione. Il loro atteggiamento mostra la brama di seduzione, con le mantelle sventolanti, pronti per l’azione – quando improvvisamente appare il loro leader. E’ Ben Ali Gator, ed è vestito, come gli altri, con la muleta nera e rossa, ma la sua camminata presuntuosa, vanitosa e impudente indica che lui è il capo.

"Nella quarta sequenza introducemmo un motivo a zig zag che rappresentava maggiormente un senso di violenza", spiegò O’Connor. "Era collegato alla costruzione angolare dei rettili e richiamato da vie diagonali d’azione". "Per i crocs", raccontava T. Hee, "decidemmo che in tutte le azioni l’impressione, guardandoli dall’alto, avrebbe dovuto essere quella di una corsa avanti e indietro sul pavimento, a caccia dell’ippopotamo, con le code fluttuanti a zig zag." Fu O’Connor a inventare l’entrata degli alligatori, con il puntamento dell’azione verso l’alto, sopra i pilastri, e la discesa degli animali in uno spezzone che si allunga verticalmente verso il basso, creando un effetto bellissimo, accompagnato dall’espressione di Ben Ali Gator descritta come un "Hah! una sorta di soffio da rettile".

Curvandosi sopra Hyacinth, Ben la sbircia; lei si sveglia e si comporta come le ballerine della tradizione romantica: si schermisce e, a un approccio più diretto di lui, fugge via … salvo cambiare evidentemente idea, e tornare di corsa, spiccando un grand jeté che la porta perfettamente a spiaccicare a terra l’amoroso alligatore, reduce da un mirabile entrechat six. Ben si produce in una caricatura dell’inseguimento impazzito, tipico del balletto romantico, nei confronti della riservata prima ballerina. E’ il risveglio dell’amore nel selvaggio petto dell’alligatore.

A questo punto i due primi ballerini entrano nella loro danza. E’ un adagio spettacolare, un amoroso pas de deux - in una romantica spot light - che improvvisamente esplode nel più selvaggio inseguimento di tutti contro tutti della storia del balletto.

Da un punto di vista della tecnica classica, un pezzo molto riuscito è quello in cui Hyacinth sta su una gamba, con l’altra gamba sollevata dietro, in un perfetto arabesque. Ben cammina intorno a lei, facendola girare sulla punta, in una promenade di gran stile, poi si ferma e la spinge in una vorticosa pirouette in arabesque, poi in un'altra, e poi ha l’idea di saltare e cavalcare sulla sua gamba allungata, con l’aria vanitosa e tronfia.

"La notte è un tempo di baldoria, in cui ogni cosa erompe", spiegava T. Hee.

Alligatori e ippopotami giocano a nascondino intorno a colonne di marmo; gli alligatori cavalcano gli struzzi; un elefante cavalca un alligatore; gli alligatori fanno girare gli elefanti sopra la testa; gli ippopotami fanno girare gli alligatori intorno alle loro code. Ben Ali Gator fa ruotare Hyacinth Hippo, l’afferra ed entra anche lui nel voritice: la sua serpentina si fonde con le forme ellittiche di lei.

Poi, su un accento musicale, la lancia giù, assumendo una postura di trionfo sopra di lei. La cinepresa è trasportata indietro velocemente, attraverso l’anticamera da cui siamo entrati. Il cancello sbatte violentemente e le porte si staccano dai cardini. La Danza delle Ore, iniziata quietamente, finisce così in modo folle.

La forza di una caricatura Disney risiede nella sottile somiglianza che i suoi movimenti rivelano tra gli esseri umani da un lato e gli animali, le piante e persino gli oggetti inanimati dall’altra. In ogni caso, l’artista cerca le caratteristiche reali del movimento da esagerare, cosicché per esempio la natura predatoria di un animale come l’alligatore esagera in modo simpatico l’idea di un predatore umano maschio, un Don Giovanni vagante. L’ingrediente più essenziale dei caratteri animati disneyani, infatti, era rappresentato dalla personalità.

Per gli animatori, che amavano vedere modelli tridimensionali dei personaggi che avrebbero dovuto far muovere attraverso uno spazio immaginario, gli scultori Duke Russel e Charles Cristadoro costruirono piccole statue di ceramica, come quella di Hyacinth Hippo sulle punte in tutù, che getta chicchi al chorus line degli ippopotami. Queste statue furono persino disposte in un modello in miniatura del set per fornire un diagramma tridimensionale della danza. Completarono le informazioni dei disegnatori alcune uscite al Griffith Park Zoo.

Per avere successo nel fare la caricatura di questo genere di balletto classico, gli animatori Disney avevano la necessità di acquisire familiarità con i passi autentici e con i movimenti che dovevano esagerare. Quindi vennero portati agli Studios dei ballerini per eseguire delle posizioni e movimenti per gli animatori; gli animatori avevano inoltre a disposizione alcuni brevi filmati di passi di danza. Due famosi ballerini russi, David Lichine e la moglie Tania Riabouchinska, all'epoca impegnati nei Ballets Russes di Montecarlo, ma che si trovavano a lavorare spesso in stretta collaborazione con Balanchine, si prestarono come modelli per le danze dell'alligatore e dell'ippopotamo. Ma non fu tutto: "Per esempio", raccontava T. Hee, "abbiamo impiegato un’attrice di colore, meravigliosa e corpulenta, Hattie Noel - che non era una ballerina classica - perché danzasse come un ippopotamo per noi, in modo che potessimo studiare il grosso flusso di movimenti del corpo. Avevamo una ballerina che le mostrava i passi, poi le mostravamo il tragitto che doveva fare marcando il pavimento, dove doveva fare una pirouette e così via, e poi la filmavamo. Non era una danzatrice, ma era un’attrice, e fu fantastica. Poi c’era un’altra ragazza che era una vera ballerina. Era molto alta, e somigliava un po’ a uno struzzo, e le piacque immensamente fare la parodia per noi! Non fu la sola, avemmo un’altra ballerina, Irina Baronova, del Ballet Theatre, a cui mettemmo delle piume sul costume e un fiocco in testa, e lei recitò la parte portandola alla perfezione".

Johnny Loundsbery divenne una star dell’animazione disegnando Ben Ali Gator. Egli era anche un maestro del senso del tempo: "Era la prima volta che lavoravo su una tale quantità di musica, dove si è completamente guidati dal tempo e dagli accenti di una colonna sonora già prestabilita. Il nostro campo di lettura del suono copriva tre, quattro e anche cinque colonne, e fu molto divertente cercare di essere abbastanza inventivi da valorizzare ogni singolo suono con un’azione." Infatti, la trascrizione su carta della partitura poteva mostrare esattamente dove ogni strumento cominciava a suonare e dove finiva, e dove fossero gli accenti musicali: "Uno degli esempi migliori è proprio quando l’alligatore scende dal pilastro e si atteggia battendo su una cadenza musicale".
Ma una sequenza che ancor più dà l’idea del lavoro di collimazione tra animazione e musica è quando Ben finisce nella pozza, sul suono dei piatti da orchestra. Quel che è certo è che tutta la parte finale del pezzo è stata animata così perfettamente in corrispondenza con la partitura che è ben difficile, anche ai giorni nostri, immaginare delle scene diverse da quelle che sono rappresentate qui!

Stokowski paragonava Walt Disney a Diaghilev per la capacità che aveva di scoprire i talenti della gente che lavorava con lui. Nel 1935, Disney prese alcuni appunti su ciò che pensava andasse insegnato agli animatori, e i suoi commenti sulla commedia e sulle caricature aiutano a spiegare il motivo per cui la Danza delle Ore fu un esperimento di successo non solo nel parodiare il balletto, ma soprattutto i caratteri della personalità umana: "Per essere apprezzata, la commedia deve entrare in contatto con gli spettatori. Attraverso il contatto, intendo che ci debba essere un’associazione subconscia, che dia la sensazione di familiarità: da qualche parte, o in un certo momento, il pubblico ha percepito o incontrato o visto, o sognato, la situazione che è stata dipinta": quando l’Arte incontra l’Arte, è sempre la possibilità di comunicare la verità dei propri stati d’animo a segnare tappe indelebili in chi vede e ascolta – anche molti e molti anni dopo che gli artisti ci hanno lasciato.

Fotogramma 1: La copertina del disco originale in vinile con la colonna sonora del film Fantasia
Fotogramma 2: Hyacinth Hippo viene vestita dal corpo di ballo, novella Venere nascente dalle acque
Fotogramma 3: Gli elefanti mimano la fontana di Beverly Hills
Fotogramma 4: Gli alligatori entrano in scena
Fotogramma 5: Una restia prima ballerina e un principal impudente
Fotogramma 6: Hyacinth Hippo addormentata

Fonti:
"Walt Disney’s Fantasia" by John Culhane – Abradale Press/Harry N. Abrams Inc. Publisher, New York, 1983
"Fantasia" - the movie

Immagini copyright Disney Enterprises Inc.


ID=1291
4/9/2006
Giulia Maria d'Ambrosio leggi gli articoli di Mamma di Verainvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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