![]() | Maestro, addio! L'ultima apparizione teatrale di Enrico Cecchetti fu sul palcoscenico della Scala in una versione di Petrushka di Pratesi. (Enrico Cecchetti nella parte del Ciarlatano) |
![]() | Gli 80 ruggenti Gli anni 80 del novecento segnano per la Scala l’apertura agli eventi coreografici contemporanei. Arrivano gli americani, da Twyla Tharp ai Momix, il Teatro-danza di Pina Bausch, la nouvelle danse di Maguy Marin, la Cullberg, Falco e Lindsay Kemp. (Falco e la Cullberg alla Scala) |
- Una Scala triste e mal illuminata Nel 1838 Franz Listz è alla Scala con tre concerti: “La sensazione non è stata positiva”, scrisse in una lettera poi pubblicata dalle gazzette cittadine, “al confronto con l’Opèra di Parigi la Scala è triste, male illuminata da un lampadario a olio”. |
![]() | .....attorno al tavolo una manciata di stelle Nel 1929 Ida Rubinstein presentò per la prima volta alla Scala il Bolero nella coreografia originale della Nijinska. Questa prevedeva, come sarebbe stato 30 anni dopo per quella di Béjart in atmosfera però diversa, che Rubinstein ballasse su un tavolo, circondata da un pugno di uomini. Tra questi si videro artisti destinati a fama internazionale: Ashton, Vilzak, Jasinsky e Lichine. (David Lichine) |
Palco reale? No, grazie! Era consuetudine del Presidente della Repubblica Sandro Pertini sedersi molto democraticamente nella sesta fila della platea anziché, come vuole il protocollo del teatro, nel palco reale. Una scelta in realtà molto scomoda per La Scala, costretta a far posto in platea anche alle numerose guardie del corpo del Capo di Stato. |
![]() | Una creazione illustre Anche Fokine ha creato un balletto appositamente per la Scala: L’amore delle tre melarance, tratto dalla fiaba di Carlo Gozzi. (N. Benois - Bozzetti per L'amore delle tre melarance) |
![]() | Venti di guerra Nonostante l’Italia fosse in guerra, la stagione scaligera 1942-43 fu tra le più prestigiose per il ballo. Completamente dedicata a lavori contemporanei, è da ricordare soprattutto per Il Mandarino meraviglioso, che riunì i talenti di Bartòk, Millos e Prampolini. (E. Prampolini - Bozzetto per il Mandarino meraviglioso (particolare)) |
![]() | Eva contro Eva Nel 1940 la Nijinska venne invitata ad allestire alla Scala la Bella addormentata, fino allora mai rappresentata integralmente in Italia, ma, per il conflitto in atto, non le fu concesso il visto d’entrata. La commissione fu passata a Nives Poli, prima ballerina assoluta della Scala, che sfruttò l'occasione iniziando, così, una fortunata carriera anche in campo creativo. (Nives Poli come Swanilda, Photo Ancillotti-Martinotti) |
![]() | I servizi segreti in palcoscenico Nel 1912 venne ripreso uno degli ultimi balli grandi, genere caratteristico del palcoscenico scaligero. Si trattava di Bacco e Gambrinus di Pratesi su musica di Marenco, in cui, nel ruolo di Venere, era impegnata Mata Hari. (Mata Hari in Bacco e Gambrinus) |
Senza inno non vengo... con l'inno non suono Il 25 aprile 1926 alla Scala è la sera della Turandot, l’opera che Puccini non riuscì a portare a termine. Il finale, per volere di Toscanini, fu composto da Franco Alfano, ma quella sera non venne eseguito in onore del Maestro scomparso. Il rammarico per Puccini, però, si trasformò ben presto in curiosità per il caso che esplose proprio la sera della prima. Avrebbe dovuto essere presente Mussolini, ma il Duce pretendeva l’esecuzione dell’inno fascista Giovinezza[segue] |
Quando l'emozione gioca brutti scherzi! Nell'ottobre del 1871 alla Scala è il turno di Lohengrin, la prima opera musicale di Wagner mai eseguita in Italia. Nascosto in un palco, sperando di non essere notato, c’è anche Giuseppe Verdi che ha sottobraccio lo spartito dell’opera. Ma orchestra, cantanti e coristi si accorgono della presenza del Maestro e, emozionati, commettono un errore dietro l’altro. |
![]() | Il nuovo palcoscenico dà i numeri Coi lavori di ampliamento del palcoscenico della Scala del 1920 fu possibile incrementare il numero delle rappresentazioni: 1237 nei successivi dieci anni, suddivise in 122 riprese, 91 opere e 12 balli di nuova produzione. (Spaccato del Teatro alla Scala dopo i lavori del 900, da cantierescala.it) |
![]() | Che bacchettoni questi milanesi! Nel 1911 i Ballets Russes di Diaghilev sconvolsero i milanesi per la loro “immoralità”. L’apparizione di Ida Rubinstein in Cléopâtre, rivelata dal cadere a uno a uno dei veli che la ricoprivano, provocò un tale scandalo da sollevare le proteste della Lega dei Padri di Famiglia. (Valentin Serov - Ritratto di Ida Rubinstein in Cléopâtre) |
![]() | Il paradosso della Grisi Carlotta Grisi, la prima interprete di Giselle, si era formata alla Scuola della Scala, ma non apparve mai sulle scene del teatro milanese. (Carlotta Grisi in Giselle (partic.) da Ron Isaacs) |
![]() | La Sylphide verace La Sylphide, sempre presentata alla Scala negli adattamenti di Antonio Cortesi oltre che nella versione Taglioni, apparve in quella originale di Bournonville (1836) soltanto nel 1962. La prima silfide scaligera del tutto autentica fu Carla Fracci. (Carla Fracci ne La Sylphide) |
I Carbonari alla Scala Anche se il nuovo lampadario centrale facilitava l’opera di controllo della polizia austriaca, la Scala divenne il ritrovo della Carboneria. I palchi erano il luogo ideale per scambiarsi messaggi segreti e la corrente favorevole all’unificazione degli stati italiani ogni sera si dava appuntamento qui. |
Fischi a pagamento Alla prima di Madama Butterfly, nel 1904, si verificò uno dei primi episodi di claque organizzata. Tutto dell’opera di Puccini faceva presagire un successo, tanto che il maestro aveva invitato i parenti e alcuni dei suoi più fidati colleghi come Mascagni e Giordano. E invece fu un vero fiasco. In verità i suoi rivali pagarono perché i fischi coprissero le note. |
E...luce elettrica fu! Il 1883 fu l’anno ricordato per le grandi innovazioni tecnologiche: la Scala fu il primo Teatro d’opera del mondo ad essere dotato di luce elettrica. |
Ingresso gratuito alla Scala...con il generale Bonaparte! Il 16 maggio 1796, a 24 ore dal suo ingresso a Milano, il generale Bonaparte si presentò alla Scala. Il governo francese pretese l’esecuzione della Marsigliese in onore di Napoleone, ma non fu questo il solo evento straordinario: per la prima volta l’ingresso a teatro fu gratuito per tutti i milanesi. |
Meglio tardi che mai Uno dei grandi riformatori teatrali di fine 700, Gasparo Angiolini, presentò alla Scala una vasta produzione coreografica, ma il suo capolavoro del 1761, Don Juan ou le Festin de pierre su musica di Gluck, approdò al teatro milanese solo due secoli dopo nella versione di Massine sulla traccia del libretto originale. |
Quando alla Scala si giocava d'azzardo. Mentre sul palco andava in scena il bel canto, nei ridotti della Scala si giocava d’azzardo; si dice che Amadeus Mozart abbia imparato a Milano il mercante in fiera, mentre Giacomo Casanova preferiva uno dei dodici tavoli di Faraone. |
Il pensiero va... a chi è sotto le bombe La stagione 1966 si apre con il Nabucco diretto da Gianadrea Gavazzeni, ma è la guerra del Vietnam il tema più caldo della serata. I loggionisti nel bel mezzo dell’opera lanciano manifesti contro gli Stati Uniti e tutti i conflitti armati. |
Parsifal o Morfeo? Ospiti dell’inaugurazione della stagione 1991 sono i reali di Svezia. A fare gli onori di casa ci pensa il Capo di stato Francesco Cossiga che siede accanto a loro nel palco reale. Sulle note del Parsifal però la gaffe è in agguato e il Presidente Picconatore, per stanchezza o per noia, si appisola. |
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7/12/2004
La Redazione 


