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trame: Réveil de Flore, Le


9 AGOSTO (28 LUGLIO del calendario giuliano) 1894, rappresentazione riservata alla Corte Imperiale
TEATRO IMPERIALE DELLA RESIDENZA DI PETERHOF, Balletto del Marijnsky di San Pietroburgo
Balletto anacreontico in un atto

20 GENNAIO (2 GENNAIO del calendario giuliano) 1895, rappresentazione aperta al pubblico
TEATRO MARIJNSKY DI SAN PIETROBURGO, Balletto del Marijnsky

Libretto Marius Petipa e Lev Ivanov, coreografia Marius Petipa (e forse Lev Ivanov), musica Riccardo Drigo, scene Mikhail Bocharov, costumi Yevgeny Ponomarev
Primi interpreti di entrambe le recite: Mathilda Kschessinnskaya (Flora), Anna Johansson (Aurora), Olga Leonova (Diana), Nikolai Legat (Zefiro), Pavel Gerdt (Apollo), Alexander Gorsky (Aquilone), Vera Trefilova (Cupido), Claudia Kulichevskaya (Ebe)




Quadro 1. E’ notte: Flora, la dea della primavera, dorme assieme alle sue ninfe sotto l’occhio vigile di Diana, dea della luna (Danse de Diane), ma, all’avvicinarsi dell’alba, Diana si nasconde tra le nubi.
Quadro 2. Sopraggiunge Aquilone, personificazione del vento nordico, di tramontana. Col suo soffio gelido sveglia le creature addormentate, che cercano riparo tra la vegetazione (Entrée d'Aquilon). La rugiada ghiacciata spinge Flora alla disperazione (La rosée), al punto di implorare l’aiuto di Aurora, dea dell’alba, che viene in suo soccorso (Arrivée d'Aurore).
Quadro 3. Aurora consola Flora e la informa che subito dopo il suo ingresso arriverà Apollo, il dio del sole, che porrà termine ai suoi affanni. Aurora, Flora e le sue ninfe si esibiscono in un valzer.
Quadro 4. All’ingresso di Apollo si fa giorno, tutto prende vita e si anima; il dio, rapito dalla bellezza di Flora, fa chiamare Zefiro, personificazione del vento soave di ponente e messaggero della primavera. Costui si getta tra le braccia dell’amata Flora, mentre sopraggiunge Cupido accompagnato dai suoi amorini. Quando Apollo comunica a Flora che, per volere degli dei, sarà lei ad essere la compagna di Zefiro, Cupido, gli amorini e le ninfe gioiscono per la felicità dei due amanti.
Quadro 5. Mercurio, il messaggero degli dei, annuncia l’arrivo di Ebe, dea della giovinezza, accompagnata da Ganimede, il coppiere degli dei (Arrivée de Mercure, Ganymède et Hébé). Essi portano in dono una coppa di nettare per Flora e Zefiro e la notizia che Giove ha concesso loro eterna giovinezza.
Quadro 6. Segue un imponente corteo guidato dal carro di Bacco e Arianna, trainato da una capra bianca, accompagnati da satiri, baccanti, ninfe e molte altre figure mitologiche con ghirlande e pali ornati di nastri e fogliame (Grand cortège). I convenuti danzano assieme (Grand pas - Andante) fino a concludere con un indiavolato finale (Galop).
Apoteosi. L’Olimpo è rivelato agli occhi di tutti ed appaiono Giove, Giunone, Nettuno, Vulcano, Minerva, Cerere, Marte, Plutone, Proserpina ed altri dei minori, compiaciuti dell’unione di Flora e Zefiro.


CONSIDERAZIONI STILISTICO-STRUTTURALI. Si tratta di un balletto anacreontico in un atto, con libretto di Marius Petipa e Lev Ivanov, coreografia di Marius Petipa su musica di Riccardo Drigo. In circa 45 minuti di danza pura Petipa ha impaginato moduli di danza accademica in strutture concepite nel pieno rispetto di valori formali quali ordine e armonia: tra le composizioni, tutte assai articolate, spiccano il Grande valse del Quadro 4 e la parte danzata del Quadro 6, dopo la processione. Il primo è una complessa coda del Grand Pas d'action per Flora, Zefiro, Cupido, Apollo, con interventi di 6 amorini e di 12 ninfe, che si presentano assieme o divise in un gruppo di 4 e uno di 8; le danze che seguono la processione sono imperniate su un passo a sei per Flora, Zefiro, Apollo, Cupido, Mercurio ed Ebe: questo, con l'intervento di amorini, ninfe, satiri e numerosi elementi del corpo di ballo, si sviluppa nel Grand Pas e nel successivo entusiasmante galop, completissima antologia di danza accademica. Nel pieno rispetto delle formule elaborate dal coreografo, il climax è raggiunto con una stupefacente apoteosi finale, che rivela l’intero Olimpo. Avanziamo una considerazione un poco azzardata: la precisione millimetrica con cui Petipa ha disposto, ha fatto muovere ed ha fatto interagire più gruppi di ballerini, restando tuttavia ben lontano dal discutibile impatto creato da masse imponenti, parrebbe, sotto il profilo esclusivamente strutturale, la sua misurata e sofisticata risposta in termini di classicissima purezza al Ballo grande all'Italiana e al gusto di quest'ultimo per composizioni che sembrano preludere ai Kolossal cinematografici e alle formule del teatro di rivista.
L’adagio del Grand Pas d’action include un celebre assolo per violino, sovente eseguito nei concerti a cavallo di secolo.

NOTA STORICA. Il balletto fu creato in occasione delle nozze della Gran Duchessa Xenia Alexandrovna, figlia dello Zar Alessandro III e sorella dello Zar Nicola II, col Gran Duca Alexandr Mikhailovich. I festeggiamenti furono tenuti nella residenza di Peterhof e il balletto presentato alla Corte Imperiale nel relativo Teatro Imperiale il 9 agosto (28 luglio) 1894 con la Prima Ballerina (in seguito Prima Ballerina Assoluta) Mathilda Kschessinnskaya nel ruolo di Flora.
Un décor ispirato a un lussuoso barocchetto faceva da cornice all’amore di due personaggi mitologici, Zefiro e Flora, favorito dagli dei dell’intero Olimpo. La metafora è palese e con lei l’implicito tributo alla corte imperiale dei Romanoff, riunita, come gli dei in scena, a festeggiare l’amore di due suoi membri, in occasione di un importante matrimonio di famiglia. Gli stessi costumi sottolineavano una gerarchia sociale, riservando i tutu alle dee, mentre le altre creature mitologiche erano vestite con tuniche vagamente ispirate a quelle delle vestali. L’evidente componente celebrativa della famiglia imperiale, implicitamente accostata all’Olimpo, giustificava il ritorno a un soggetto mitologico, all'epoca passato di moda da parecchi decenni.

Fonti ufficiali, tra le quali la Gazzetta di San Pietroburgo nella sua recensione della prova in costume e l’Annuario dei Teatri Imperiali del 1893-94, accreditano la creazione coreografica a Petipa e ad Ivanov, mentre lo stesso Petipa ne rivendicò la paternità in una sua lettera alla Gazzetta di San Pietroburgo, aggiungendo la precisazione che, nella creazione, è stato semplicemente assistito da Ivanov. Questo aiuto era quanto mai necessario se si considera che all’epoca Petipa si era da poco rimesso da problemi di salute che gli avevano impedito di aggiungere nuove creazioni per ben due anni. Sull'attribuzione gli storici in passato sono stati divisi; in occasione delle rappresentazioni del 2007 della ricostruzione del balletto da parte di Vikharev, i programmi ufficiali del Marijnsky attribuivano il lavoro a entrambi i maestri.
Il balletto ebbe un secondo debutto aperto al pubblico il 20 gennaio (2 gennaio) 1895 al Marijnsky di San Pietroburgo, col medesimo cast. Fu una rappresentazione a beneficio di Anna Johansson, la figlia del grande ballerino Christian Johansson, che lasciava le scene.

Il balletto fu uno dei favoriti di molte prime ballerine dei Teatri Imperiali, tra le quali Anna Pavlova, al punto che ne incluse una versione breve nelle sue tournée.
Recentemente il lavoro ha avuto due revival. Ashkat Galiamov lo ha presentato col West Australian Ballet al Quarry Amphitheatre di Perth, in Australia, il 14 febbraio 2006, con Louise Chalwell come Flora.
Il 12 aprile 2007 al VII Festival Internazionale del Balletto, svoltosi al Marijnsky di San Pietroburgo, la compagnia del Marijnsky-Kirov ha presentato Le Réveil de Flore di Petipa nella ricostruzione effettuata da Sergei Vikharev sulla base della notazione Stepanov del balletto conservata presso la Sergeev Collection. Nel cast figuravano: Eugenia Obraztsova (Flora), Xenia Ostreikovskaya (Aurora), Svetlana Ivanova (Diana), Vladimir Shkliarov (Zefiro), Maxim Chaschegorov (Apollo), Valeria Martynyuk (Cupido), and Daria Sukhorukova (Ebe).

Nelle immagini:
- Mathilde Kschessinskaya come Flora (sinistra) e Vera Trefilova come Cupido ne Le Réveil de Flore, 1894
- Anna Pavlova come Flora, circa 1900
- Eugenia Obraztsova come Flora e Vladimir Shkliarov come Zefiro nella ricostruzione di Vikharev de Le Réveil de Flore, Photo © Natasha Razina
- Eugenia Obraztsova come Flora, Maxim Chaschegorov come Zefiro e Victor Baranov come Apollo al termine del Pas d'action del Quadro 4 nella ricostruzione di Vikharev de Le Réveil de Flore




ID=1980
2/1/2008
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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