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    articolo: I balletti di Petipa: un elenco ragionato


    In questa scheda è raccolto un elenco delle creazioni coreografiche di Marius Petipa: con le sole eccezioni dei lavori contrassegnati con (#), si tratta di balletti concepiti dal maestro per la prima volta, ossia, fatti salvi quelli segnalati, non appaiono le riprese dei capolavori del repertorio francese o di altri balletti creati da diversi coreografi, anche se sovente gli interventi di Petipa li hanno mutati profondamente. Tali riprese, soprattutto quelle così rilevanti da costituire il punto di riferimento delle versioni contemporanee, saranno descritte in altra occasione.

    CREAZIONI COREOGRAFICHE A NANTES. Nel 1838 (o forse un paio d'anni prima), a soli 16 anni, Petipa divenne primo ballerino a Nantes e qui avviò la sua carriera di coreografo, creando alcuni balletti brevi.
    1838: Le droit du Seigneur
    1838: La Petite Bohémienne
    1838: La Noce à Nantes, citato anche come Le Marriage à Nantes

    CREAZIONI COREOGRAFICHE A BORDEAUX. Dopo una sfortunata tournée in Nord America e una serie di esibizioni a Parigi, nel 1840-41 fu ingaggiato come primo ballerino a Bordeaux, dove creò qualche altro balletto per il Grand Théâtre.
    1840: La jolie Bordelaise, citata anche come La Grisette de Bordeaux
    1841: L'Intrigue amoureuse
    1842: La Vendange
    1844: Le Langage des fleurs

    CREAZIONI COREOGRAFICHE A MADRID. Trasferitosi a Madrid nel 1842-43, integrò il suo repertorio coreografico con nuove creazioni presentate al Teatro Circo.
    1845: Carmen et son Toréro, balletto in un atto per il gala in celebrazione del matrimonio della regina Isabella
    1845: La Perle de Séville
    1845: L'Aventure d'une fille de Madrid
    1845: Départ pour la course des taureaux
    1846: La Fleur de Grenade

    PRIME CREAZIONI A SAN PIETROBURGO. Dopo un breve ritorno a Parigi, accettò nel 1847 l'incarico di primo ballerino dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove si trasferì per rimanervi il resto della vita. Qui si esibì come ballerino, insegnò e svolse un'amplissima attività coreografica creando danze nelle Opere, riprendendo lavori di altri autori con suoi interventi sostanziali e proponendo sue creazioni autonome. Tenendo presente che svolse attività di coreografo anche al Bolshoi di Mosca e nei Teatri delle varie residenze Imperiali, ove non precisato diversamente, il debutto dei balletti citati in questo paragrafo avvenne al Teatro Imperiale Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo. All'epoca il teatro era anche semplicemente chiamato Bolshoi di San Pietroburgo, ma verrà qui mantenuta la dizione Bolshoi Kamenny per evitare ogni confusione col Bolshoi di Mosca.
    - 1849: Lida ou la Laitière Suisse (o Léda, ou...) (#) balletto in 2 Atti e 2 scene, probabili contributi di Petipa alla creazione dovuta al padre Jean Antoine Petipa e a Jules Perrot su una vecchia partitura di Adalbert Gyrowetz, già riveduta da Michele Carafa, e in questa occasione rielaborata da Cesare Pugni. E' opportuno aggiungere qualche considerazione in merito: il balletto è indebitato a un vecchio successo di Filippo Taglioni. Del 1821 è la prima versione certa del balletto, dovuta a Filippo Taglioni e presentata col titolo Das Schweitzer Milchmädche a Vienna all'Opera di Corte, su musica di Adalbert Gyrowetz; Antoine Titus, mantenendo la musica di Gyrowetz, presentò il balletto, con grande successo, secondo alcune fonti congiuntamente a Frédéric-Auguste Blache, nel 1823 al Théâtre de la Porte Saint-Martin di Parigi. Titus lo ripropose nel 1830 per Fanny Elssler a Berlino col Balletto dell'Opera di Corte e nel 1832 lo presentò a San Pietroburgo col Balletto Imperiale, ma con scarso successo. Filippo Taglioni riprese il balletto col titolo Nathalie, ou la laitière suisse all’Opéra di Parigi per la figlia Maria nel 1832, sulla medesima partitura di Gyrowetz, però rivista da Michele Carafa. A seguito di questioni sorte sulla paternità dell'originale de La Lattaia svizzera, Taglioni dichiarò di aver rielaborato un episodio de I Minatori Valacchi di Gaetano Gioja, presentato alla Scala di Milano nel 1814. La protagonista è una delle prime eroine romantiche e il balletto si configura come il ponte di passaggio tra La Fille mal-gardée e Giselle.

    Alle due versioni citate di Taglioni si ispira la variante pietroburghese del 1849 dei due Petipa e di Perrot, i quali mantennero la musica della seconda versione di Filippo Taglioni, però rivista nuovamente da Pugni. Anche in questa versione si esibì la Elssler. Nelle sue memorie, Marius Petipa rivendica il balletto come sua creazione autonoma. Tuttavia gli storici hanno in proposito pareri contrastanti: è verosimile che il revival sia dovuto a Jean Antoine Petipa, assistito da Marius, con un’importante collaborazione di Perrot; tuttavia altri ritengono sia stata una nuova produzione del solo Perrot e a questa opinione si oppone chi accredita il lavoro al solo Jean Antoine con un intervento minore di Perrot.
    - 1855: L’étoile de Grenade divertissement su musiche di autori vari, tra i quali Cesare Pugni, presentato alla Corte Imperiale al Palazzo Mikhailovsky di San Pietroburgo della Granduchessa Elena Pavlovna, la prima collaborazione di Petipa e Pugni; lo Schiaccianoci di John Neumeier è un'allegoria del mondo della danza ed è concepito come un omaggio a Petipa: le danze del divertissement rappresentano capolavori del coreografo e quella spagnola diventa L'Etoile de Granade
    - 1857: La Rose, la Violette et le Papillon balletto in 1 Atto, su libretto di Jules Perrot, musica del Granduca Pietro II di Oldenburg, presentato alla Corte Imperiale alla residenza estiva di Tsarskoye Selo dello stesso Granduca e interpretato da Mariia Surovshchikova-Petipa (prima moglie di Marius), Marfa Muravieva e Matilda Madaeva. Lo stesso anno, qualche mese dopo, il lavoro fu presentato al pubblico al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo, in quell’occasione accreditato a Perrot o per una svista o perché il maestro lo riprese di nuovo verosimilmente includendo una larga quantità di materiale coreutico di Petipa. Il balletto conteneva un pas de deux à trois per Lyubov Radina, anch’esso su musica del Granduca di Oldenburg, che Petipa interpolerà nel restage de Le Corsaire di Mazilier, principalmente curato da Perrot l’anno successivo; da allora fu mantenuto prima come passo a due per uno schiavo e una schiava con l'intervento di un anonimo ammiratore, poi mutato in passo a due per due schiavi o per Gulnara e Lankedem ed è l’attuale pas d’esclave
    - 1858: Un Mariage au Temps de la Régence balletto in 2 Atti su musica di Cesare Pugni, libretto di Marius Petipa; al debutto ballarono Mariia Surovshchikova Petipa come Contessa Matilda e Timofei Stukolkin; secondo il Beaumont sarebbe questo il primo balletto creato in completa autonomia da Petipa in Russia
    - 1859: Le Marché de Paris balletto pantomimo in 1 Atto, libretto di Marius Petipa, su musica di Cesare Pugni, ribattezzato Le Marché des Innocents in occasione della sua presentazione all’Opéra di Parigi nel 1861, in entrambi i casi interpretato da Mariia Surovshchikova Petipa; revival al Marijnsky di San Pietroburgo nel 1895. La ripresa parigina del balletto fu all'origine del primo processo noto per violazione di copyright nel balletto: in alcune recite Petipa aveva arricchito il ruolo della moglie interpolando il divertissement di danze nazionali La Cosmopolitana, accreditandolo, giustamente, a Perrot, che ne era stato il creatore; avendone in precedenza negato il permesso, quest'ultimo fece causa a Petipa: il verdetto fu sfavorevole a Petipa, condannato, però, a pagare una somma modesta
    - 1860: Le Dahlia bleu balletto in 2 Atti su musica di Cesare Pugni e libretto di Marius Petipa, con Mariia Surovshchikova Petipa come Dahlia bleu e Timofei Stukolkin nel ruolo comico del barbiere Beausoleil. Nel 1905 il balletto fantastico fu riproposto da Pavel Gerdt, ma Petipa disapprovò il lavoro al punto di far cancellare il suo nome dal programma
    - 1861: Terpsichore balletto in 1 Atto su musica di Cesare Pugni, presentato alla Corte Imperiale al Teatro Imperiale di Tsarskoye Selo

    LE GRANDI CREAZIONI. Nei primi anni della sua presenza in Russia, i Balletti Imperiali beneficiavano delle autorevolissime presenze di personaggi come Jules Perrot e Arthur Saint-Léon, come maître de ballet. Per questo motivo Petipa dovette attendere ben oltre un decennio prima di raggiungere la consacrazione a grande coreografo di balletto. L’occasione capitò quando creò per l'addio alle scene di Carolina Rosati il balletto a serata intera La Fille du Pharaon, che gli valse nel 1862 la nomina a secondo maître de ballet e che aprì l’era delle creazioni più importanti e lussuose del maestro, note come ballets à grand spectacle. Nel 1869 Petipa divenne primo maître de ballet. Ove non precisato diversamente, i balletti creati prima del 1886 debuttarono al Teatro Imperiale Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo; nel 1886 L'Ordre du roi fu l'ultimo balletto presentato al Bolshoi Kamenny, però preceduto da Les pilules magiques, che fu il primo balletto presentato al Marijnsky quando divenne sede principale del Balletto e dell'Opera Imperiali; successivamente, dalla seconda metà del 1886 in poi, ove non precisato diversamente, i balletti debuttarono al Marijnsky di San Pietroburgo. La presenza del simbolo (*) indica che ulteriori informazioni sul relativo balletto sono presenti nella scheda dedicata a Petipa.
    - 1862: La Fille du Pharaon (*) (18 gennaio /30 gennaio del calendario giuliano) Grand Ballet in 3 Atti e 7 scene, con Prologo ed Epilogo, su musica di Cesare Pugni, libretto di Jules Vernoy de Saint-Georges, messo a punto da Petipa, da Le Roman de la Momie di Théophile Gautier; il primo cast includeva Carolina Rosati (Aspicia), Marius Petipa (Lord Wilson/Ta-Hor), Timofei Stukolkin (John Bull/Passifonte), Lev Ivanov (un Pescatore), A. N. Kemmer (sua Moglie), N. O. Goltz (il Faraone), Felix Kschessinsky (il Re di Nubia), Lyubov Radina (Ramse), Frédéric (lo Spirito del Nilo). Petipa lo rivisitò più volte per Virginia Zucchi e lo riprese nel 1898 per Mathilda Kschessinskaya; la coreografia di questa versione definitiva è stata annotata solo nei ruoli principali secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1863: La Beauté du Liban ou l’Esprit des montagnes balletto in 3 Atti e 7 scene, su musica di Cesare Pugni, libretto di E. Rappoport e Marius Petipa, al debutto interpretato da Mariia Surovshchikova Petipa come Spirito della Montagna e Timofei Stukolkin come Beshir; il lavoro conteneva l'acclamato pas La Charmeuse, concepito da Petipa in modo da esaltare le doti della moglie
    - 1865: La Danseuse en voyage (o L'embuscade, o La Prima Ballerina) (#) balletto in 1 Atto su musica di Cesare Pugni e libretto di Paolo Taglioni, ispirato a un balletto di Paolo Taglioni per lo Her Majesty's Theatre di Londra del 1849; il balletto di Petipa sarebbe stato riproposto da Lev Ivanov, con revisione e integrazioni musicali di Digo, alla Corte Imperiale al Teatro di Krasnoe Selo nel 1893; per un'ulteriore ripresa del balletto, nel 1905 Petipa creò una variazione su Olga Preobrajenskaya, l'ultimo sforzo creativo del maestro prima di morire
    - 1866: Floride balletto in 3 Atti e 5 scene, su musica di Cesare Pugni, libretto di Marius Petipa, con Mariia Surovshchikova Petipa nel ruolo del titolo
    - 1866: Titania balletto in 1 Atto su musica di Cesare Pugni, presentato alla Corte Imperiale al teatro del Palazzo Mikhailovsky della Granduchessa Elena Pavlovna
    - 1868: L'Amour bienfaiteur balletto in 1 Atto su musica di Cesare Pugni, libretto di Marius Petipa, per il Teatro della Scuola di Ballo Imperiale di San Pietroburgo, danzato dagli allievi
    - 1868: L'Esclave divertissement in 1 Atto, presentato alla Corte Imperiale al Teatro Imperiale dello Hermitage
    - 1868: Le Roi Candaule (*) Grand Ballet in 4 Atti e 6 scene, su musica di Cesare Pugni, libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges; al debutto Henriette d'Or interpretò la regina Nisia, Felix Kschessinsky il Re Candaule e Lev Ivanov ebbe il ruolo di Gyges. La ripresa al Marijnsky del 1981 per Carlotta Brianza, Pavel Gerdt e Alexander Gorsky conteneva nuove parti su musica di Drigo, che rivide l'intera partitura; nell'ulteriore revisione del 1903 Petipa rifece molte parti coreografiche ancora utilizzando musica di Drigo: a questo proposito per notizie sulle trasformazioni del Pas de Venus e del Pas de Diane si rimanda alla scheda su Petipa e alla sua NOTA (7); la coreografia della revisione del 1903 è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1869: Don Quichotte (*) versione del 1869 in 4 Atti e 8 scene, con un prologo, su musica di Léon Minkus, libretto di Marius Petipa, presentata al Bolshoi di Mosca (26 0ttobre/14 ottobre del calendario giuliano) con Anna Sobeshanskaya e completamente rifatta in una versione in 5 Atti e 11 scene, con prologo ed epilogo, per il Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo nel 1871 (21 novembre/9 novembre del calendario giuliano) con Alessandra Vergina
    - 1870: Trilby, balletto in 2 Atti e 3 scene, su libretto di Marius Petipa, tratto dal romanzo Trilby, ou le lutin d'Argail di Charles Nodier su musica di Julius Gerber, décor di Viktor Hartman, per il Bolshoi di Mosca, ripreso l'anno successivo al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo con Adèle Grantzow come Trilby e Lev Ivanov come Conte Leopoldo. Dalla musica di Gerber per Trilby sono stati estratti i brani sui quali è stato coreografato il cosiddetto pas de deux de Le Corsaire, nato come pas de trois, trasformato in pas de deux e reso celebre in occidente dalla coppia Nureyev-Fonteyn. Nel 1873 Hartmann, che aveva curato i costumi del balletto, morì a soli 39 anni a seguito di un aneurisma e l'amico Modest Mussorgsky, per ricordarlo, compose la celebre suite di 10 pezzi per pianoforte e 5 promenades (poi arrangiati da altri), Quadri ad un'esposizione: ciascuno dei 10 pezzi è ispirato a un disegno o a un acquarello di Hartmann e ogni promenade rappresenta il passaggio da un quadro al successivo, come se la composizione fosse la trasposizione in musica di una sua visita all'esposizione postuma di 400 opere dell'amico, organizzata nel 1874, che lo ispirò molto profondamente. Il pezzo n.5 è ispirato a un bozzetto per il décor del balletto Trilby, dove alcuni bambini danzavano vestiti da pulcini ancora nel guscio delle loro uova e porta il titolo Balletto dei pulcini nei gusci
    - 1871: Les Deux Étoiles balletto anacreontico in 1 Atto, su libretto di Marius Petipa, su musica di Cesare Pugni, la sua ultima composizione musicale prima di morire nel 1870, ripreso da Petipa nel 1878 al Bolshoi di Mosca, da Clustine al Bolshoi di Mosca nel 1897 con Ekaterina Gelzer come Prima Stella, da Cecchetti al Marijnsky nel 1900 con interventi sulla musica di Drigo, per Olga Preobrajenskaya come Prima Stella e Nikolai Legat come Apollo
    - 1872: La Camargo (*) balletto in 3 Atti e 5 scene, libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Marius Petipa, su musica di Léon Minkus, per Adèle Grantzow; ripreso nel 1901 da Ivanov per l'addio alle scene di Pierina Legnani, che danzò nel ruolo del titolo, Marie Camargo, a fianco di Olga Preobrajenskaya come Madeleine Camargo e di Pavel Gerdt come Vestris
    - 1874: Le Papillon (#) ballet feérie in 4 Atti, del 1874 su musica di Léon Minkus tratta da quella di Offenbach, adattata e integrata, e su libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges successivamente rivisto da Petipa; è il primo grand ballet creato da Petipa per Ekaterina Vazem; è una ripresa, sullo stesso soggetto, dell'omonima coreografia creata su musica di Offenbach da Maria Taglioni per la sua promettente allieva Emma Livry, prematuramente scomparsa a seguito delle ustioni subite in un incidente occorsole durante le prove de La Muette de Portici. Il lavoro della Taglioni era andato in scena all'Opéra di Parigi nel 1861 con la Livry come Farfalla e Louis Merante come Principe Djalma, quello di Petipa al Bolshoi Kamenny con Ekaterina Vazem come Farfalla, Lev Ivanov come Principe Djalma, Pavel Gerdt come Patimate. Petipa, nella sua proposta del 1874 aggiunse le cosiddette Danze delle farfalle, che contenevano una variazione per Ekaterina Vazem, poi nota come Pas Vazem, su un valzer di Luigi Venzano, celebre per essere stato interpolato da Adelina Patti ne La Linda di Chamounix di Donizetti. La Vazem eseguì nella variazione due virtuosismi mai visti in precedenza: terminò il pezzo con un salto in punta, ma, prima, riprese le pirouettes già eseguite dalla d'Or in Le Corsaire in mezza-punta e ne introdusse due, ma in punta; si trattava di pirouettes renversées terminate fermandosi à la seconde. Non mancavano danze di carattere: Persiane, del Malabar (India) e di donne Circasse munite di lance. Inoltre Petipa aggiunse una variazione maschile su musica di Minkus, la variazione per il principe Djalma che sarà interpolata per Nikolaj Legat nel pas d'action della versione definitiva di Petipa de La Bayadère del 1900 e, da allora, mantenuta. Infine, la proposta di Petipa conteneva una Marche persane su nuova musica di Léon Minkus, la cui musica nel 1849 sarà utilizzata da Nikolai Zubkovsky per coreografarvi per sé una variazione che avrebbe interpolato ne La Bayadère ripresa dal Kirov: si tratta della variazione dell'Idolo d'oro
    - 1875: Les Brigands (o La Gitanilla) balletto il 2 Atti e 5 scene con un Prologo, su musica di Léon Minkus per Ekaterina Vazem, libretto di Marius Petipa basato sul romanzo La Gitanilla di Miguel Cervantes. La coreografia terminava con un grand pas non correlato al resto della vicenda, in seguito rappresentato anche al di fuori del balletto: L'allegoria dei continenti, in cui la ballerina era l'Europa-cosmopolita e, indossando un costume che combinava dettagli degli abiti folkloristici delle varie nazioni, eseguiva, separate da brevi pause, una cachucha spagnola, un valzer tedesco, un cancan francese e una danza russa
    - 1876: Les Aventures de Pélée balletto mitologico in 3 Atti e 5 scene, su libretto di Marius Petipa, musica di Léon Minkus, integrata da brani da lui adattati ed estrapolati dalla musica di Léo Delibes per il dramma di Victor Hugo Le Roi s'amuse. Il balletto fu presentato con Eugenia Sokolova come Teti, Pavel Gerdt come Peleo, Christian Johansson come Giove e Lev Ivanov come Adone. Petipa ne presentò una nuova versione in 1 Atto nel 1897 col titolo Thétis et Pélée alla Corte Imperiale al Teatro di Peterhof in occasione della visita del Kaiser Guglielmo II e del Re di Prussia; la nuova versione era basata su una revisione della musica e integrazioni di Drigo e in essa danzarono Mathilde Kschessinskaya come Teti, Pavel Gerdt come Peleo, Olga Preobrajenskaya come Cupido e Sergei Legat come Adone; per la versione di questo gala del 1897 Petipa creò una Variation d'Amour, che, secondo alcuni, avrebbe interpolato nel Jardin animé della ripresa de Le Corsaire del 1899, come variazione per la Gulnara di Olga Preobrajenskaya
    - 1876: Le Songe d'une nuit d'été balletto fantastico in 1 Atto, su musica di Minkus basata su quella composta da Felix Mendelssohn per una produzione della commedia di Shakespeare. Il balletto fu presentato alla Corte Imperiale a Peterhof e lo stesso anno presentato al pubblico
    - 1877: La Bayadère (*) (4 febbraio/23 gennaio del calendario giuliano) balletto in 4 Atti e 7 scene con Apoteosi su musica di Léon Minkus, con Ekateriva Vazem come Nikiya e Lev Ivanov come Solor al debutto; revival di Petipa del 1884 e un'importante e definitiva rivisitazione nel 1900 per Mathilda Kschessinskaya; nel 1877 il libretto non venne accreditato ad alcun autore, ma, in occasione della ripresa del 1900, la stampa lo attribuì a Sergei Khudekov; tuttavia Petipa ne rivendicò la paternità completa salvo un contributo minore di Kudekhov. Ampie informazioni sulle varie edizioni si trovano nella scheda dedicata a Petipa, NOTA (9') e NOTA (9"). La coreografia della versione del 1900 è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev; su essi si è basato Sergei Vikharev per la sua ricostruzione per il Marijnsky; lo Schiaccianoci di John Neumeier è un'allegoria del mondo della danza ed è concepito come un omaggio a Petipa: le danze del divertissement rappresentano capolavori del coreografo e quella araba diventa A Fille du Pharaon
    - 1878: Roxana ou la beauté du Monténégro balletto in 4 Atti, su musica di Léon Minkus, libretto di Sergei Khudekov e Petipa, per Evghenia Sokolova, caratterizzato da una grande varietà di danze nazionali coreografate sotto l’influenza dello stile di Saint-Léon
    - 1878: Ariane su musica di Gerber
    - 1879: La Fille des Neiges balletto in 3 Atti e 5 scene, su musica di Léon Minkus, per Ekaterina Vazem e con Pavel Gerdt, libretto di Petipa basato sulla fiaba russa Snegurochka di Alexander Ostrovsky, che avrebbe ispirato anche altri musicisti e drammaturghi; il balletto, che conteneva un primo atto di danze di carattere di popoli nordici e altri due atti di danze classiche, ebbe scarso successo e uscì presto dal repertorio
    - 1879: Frisac ou la Double Noce balletto comico in 1 Atto su musiche da opere liriche italiane e francesi, riorchestrate da Minkus; il padre Jean Antoine aveva creato un balletto con ugual titolo a Bruxelles e quello del figlio potrebbe esserne un rifacimento
    - 1879: Mlada balletto fantastico in 4 Atti e 9 scene, su musica di Minkus scritta dal compositore in un'occasione precedente: nove anni prima, nel 1870, Nikolai Rimsky-Korsakov, Alexandr Borodine, Modest Moussorsky e César Cuï progettarono un'opera dal titolo Mlada, sul soggetto in seguito usato da Petipa per il suo balletto. La partitura prevedeva l'intervento di Minkus per le sezioni danzate e fu completata in tempo per la prima dell'opera, prevista per il 1872; ma questa non ebbe luogo. Minkus riprese la musica da lui composta per questo progetto fallito e la utilizzò per la partitura del balletto di Petipa; Rimsky-Korsakov scrisse un'opera sullo stesso libretto nel 1889-1890. Quando nel 1896 Petipa riprese il suo balletto in una nuova versione, usò lo stesso décor impiegato per l'opera di Rimsky-Korsakov. Al debutto gli interpreti principali furono Eugeniia Sokolova come Mlada e Felix Kschessinsky come Mstivoi, Principe Rataskii; alla ripresa del 1896 Mathilde Kschessinskaya come Mlada, Felix Kschessinsky come Mstivoi, Principe Rataskii, Marie Petipa come Principessa Voislava e Pavel Gerdt come Iaromir, Principe Arkonskii
    - 1881: Zoraiya ou la Maure en Espagne balletto in 4 Atti e 7 scene, su musica di Léon Minkus; il balletto conteneva un Grand pas des Toréadores per il Matador Espada, una Danzatrice di Strada e 8 Toreri. Esso venne interpolato, con felici tocchi di realismo, da Alexander Gorsky nel suo revival del 1900 del Don Chisciotte di Petipa per il Bolshoi di Mosca; il passaggio, che sostituiva una danza di toreri di Petipa, affidata a ballerine en travesti, fu mantenuto nelle riprese del 1902 e 1903 al Marijnsky di San Pietroburgo ed è oggi presente in ogni versione del Don Chisciotte
    - 1883: La Nuit et le Jour balletto in 1 Atto, su musica di Minkus presentato al Bolshoi di Mosca in occasione dei festeggiamenti per l'incoronazione al Kremlino dello Zar Alessandro III e dell'Imperatrice Mariia Fedorovna; interpreti: Eugeniia Sokolova come Regina della Notte, Ekaterina Vazem come Regina del Giorno, Mariia Gorshenkova come Stella della Notte, Johannsen come Stella del Mattino, Pavel Gerdt come Mosca, Vinogradova come Ape regina, Ogoleyt come Cigno, Shaposhnikova come Naiade, Larionova come Driade, Petrova come Villi, Stanislavskaya e Monokhina come Farfalle, Vavara Nikitina come Colomba
    - 1883: Pygmalion ou La Statue de Chypre balletto in 4 Atti e 6 scene, su musica del Principe Nikita Trubetskoy; una variazione su musica di Drigo, aggiunta da Petipa a questo balletto in una ripresa, fu interpolata per la Medora di Pierina Legnani nella versione del 1899 de Le Corsaire; fu la sua variazione nel Jardin animé ed è oggi lì mantenuta nella versione del Marijnsky
    - 1886: Les pilules magiques ballet-feérie in 3 Atti e 13 scene, su musica di Léon Minkus, il primo balletto originale prodotto al Marijnsky con Eugenia Sokolova il 21 febbraio (9 febbraio del calendario giuliano), dopo la sua designazione a sede principale del Balletto e dell'Opera Imperiali
    - 1886: L'Ordre du roi balletto in 4 Atti e 6 scene, su musiche di Strauss, Delibes, Auber, Massenet, Rubinstein, arrangiate da Albert Vinzentini, con Virginia Zucchi (Pepita), Pavel Gerdt (Pepito), Enrico Cecchetti (Dupré), Lev Ivanov (Milon), l’ultimo balletto presentato con una produzione lussuosa il 26 febbraio (14 febbraio del calendario giuliano) al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo prima della sua demolizione; ripreso l’anno successivo al Marijnsky, allorché Petipa aggiunse una Gagliarda e il passo a due Il Pescatore e la Perla per la Zucchi e Cecchetti; revival nel 1900 in una versione riassuntiva in 2 Atti col titolo Les Élèves de Dupré, i nomi dei personaggi cambiati, su musica riarrangiata da Riccardo Drigo, per la Corte Imperiale al Teatro dello Hermitage, con Olga Preobrajenskaya (Violette), Nikolai Legat (Vestris), Alexander Shiraev (Dupré), Pavel Gerdt (Luigi XIV), Pierina Legnani (Camargo) e Lev Ivanov (Conte di Montignac); la coreografia della versione riassuntiva del 1900 è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1886: Les Offrandes à l'Amour balletto in 1 Atto su musica di Léon Minkus per la Corte Imperiale al Teatro Imperiale di Peterhof, con Yevgenia Pavlovna Sokolova come Chloë, qualche mese dopo presentato al Marijnsky; la partitura fu l'ultima composta dal Primo Compositore del Balletto Imperiale, in questo caso Minkus, prima che il Principe Vzevolozhsky, direttore dei Teatri Imperiali, abolisse la carica proprio in quell'anno; il balletto fu ripreso da Lev Ivanov nel 1893 con Olga Preobrajenskaya come Chloë
    - 1887: La Tulipe de Haarlem balletto in 3 Atti e 4 scene, coreografia di Lev Ivanov e Petipa (?) su musica di Baron Boris Fitinhof-Schel; la stampa dell'epoca e molti storici accreditano il lavoro a Petipa e a Ivanov; l'Annuario dei Teatri Imperiali del 1902-03 lo accredita al solo Ivanov e questa è l'opinione di Roland Wiley, maturata a seguito di una serie approfondita di ricerche; al debutto venne ballato da Pavel Gerdt e da Emme Bessone, che sorprese il pubblico con 14 fouettés; il balletto è stato ripreso con gli allievi della Scuola di Ballo Imperiale da Claudia Kulichevskaya e Pavel Gerdt nel 1902 e col Balletto Imperiale nel 1903 da Alexander Shiryaev.
    - 1888: La Vestale (*) (29 febbraio/17 febbraio del calendario giuliano) ballet in 3 Atti e 4 scene, con libretto di Sergei Khudekov, su musica di Mikhail Ivanov, presentato con una produzione particolarmente lussuosa, il primo importante tentativo in Russia di balletto sinfonico; la collaborazione di Petipa col compositore fu possibile in seguito alle riforme del Principe Vsevolozhsky, direttore dei Teatri Imperiali, che, due anni prima, aveva abolito la carica di Primo Compositore di Balletti per i Teatri Imperiali; il cast del debutto includeva Felix Kschessinsky come Giulio Flacco, Gorshenkova come Claudia, sua figlia maggiore, Elena Cornalba come Amata, sua figlia minore, Johannsen, una loro amica, Pavel Gerdt come Lucio, un centurione; parti del balletto confluirono nella versione del 1899 de Le Corsaire di Petipa e furono incluse nella notazione del Corsaro secondo il metodo Stepanov, i cui fogli sono ora conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1889: Le Talisman (6 febbraio/25 gennaio del calendario giuliano) ballet-féerie in un Prologo, 3 Atti e 6 scene, con libretto di K. A. Tarnovsky e Marius Petipa, su musica di Riccardo Drigo, con Elena Cornalba come Niriti, Sergei Litavki come Vayou, Dio del vento e Pavel Gerdt come Noureddin; ripreso con una lussuosa produzione nel 1895 per Pierina Legnani come Niriti, Alexander Gorsky come Vayou, Dio del vento e Pavel Gerdt come Noureddin con una revisione della partitura da parte di Drigo. La produzione del debutto fu assai ricca e curata. Il musicista riorchestrò la sua partitura originale per il revival del balletto curato da Nikolai Legat nel 1909; nel 1997 il balletto fu ricostruito per Carla Fracci e il Balletto dell'Arena di Verona da Paul Chalmer e presentato anche a Padova, città natale di Drigo
    - 1889: Les Caprices du papillon balletto in 1 Atto, su musica di Nikolai Krotkov. Il balletto, su libretto di Petipa ispirato al poema Il coleottero musicista di Yakov Polonsky, debuttò al Teatro Imperiale di Peterhof davanti alla Corte Imperiale in occasione delle nozze del Gran Duca Pavel Alexandrovich (figlio dello Zar Alessandro II e dell'Imperatrice Mariia Alexandrovna e fratello dello Zar Alexander III) con la Principessa Alexandra di Grecia. Lo stesso anno fu presentato al pubblico al Marijnsky col medesimo cast del debutto: Vavara Nikitina (la Farfalla), Pavel Gerdt (la Falena), Sergei Litavki (il Coleottero), Maria Anderson (la Mosca), Alexander Shiraev (il Ragno) e Sergei Legat (l'Usignolo). Nel revival di Petipa del 1895 al Marijnsky danzarono Lyubov Roslavleva (la Farfalla), Nikolai Legat (la Falena), Enrico Cecchetti (il Coleottero), Olga Preobrajenskaya (la Mosca), Alexander Shiraev (il Ragno) e Sergei Legat (l'Usignolo); la coreografia è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1890: La Belle au Bois Dormant (*) (15 gennaio/3 gennaio del calendario giuliano) ballet-féerie in 3 Atti e 6 scene con un prologo e un'apoteosi, su musica di Piotr Ilyich Tchaikovsky con revisione di Drigo, libretto da una favola di Perrault (poi puntualizzato da Petipa) e costumi del Principe Vsevolozhsky, direttore dei Teatri Imperiali; al debutto Carlotta Brianza interpretò Aurora, Pavel Gerdt il Principe Désirée, Marie Petipa, figlia di Marius, la Fata dei Lillà, Enrico Cecchetti sia il ruolo en travesti di Carabosse, che quello dell'Uccellino Blu, affiancato da Varvara Nikitina come Principessa Florina, Kshesinsky fu Re Florestano XIV, Madame Cacchetti la Regina, Stukolkin interpretò Catalabutte; la coreografia originale è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev; basandosi su essi, nel 1999 Sergei Vikharev ha ricostruito la versione originale per il Marijnsky, presentata con la ripresa delle scene e dei costumi originali
    - 1890: Nénuphar balletto in 1 Atto, su musica di Nikolai Krotkov, con Carlotta Brianza
    - 1891: Kalkabrino (*) (13 febbraio/25 febbraio del calendario giuliano) balletto in 3 Atti, con libretto di Modest Tchaikovsky, su musica di Léon Minkus, l'ultima composizione del maestro; al debutto danzarono Carlotta Brianza nel doppio ruolo di Marietta/Draginiatza, Pavel Gerdt come il contrabbandiere Kalkabrino, Nikolai Legat come Olivier, innamorato di Marietta, Maria Petipa come Cigala, una contrabbandiera, Giuseppina Cecchetti come Agalia, una contrabbandiera, Enrico Cecchetti come Reuben, un contrabbandiere, Felix Kschessinsky come René, un oste, padre di Marietta, Bulgacov come Malacorda
    - 1891: Un conte de fees Ballet féerie in 1 Atto su musica di Richter, per il Teatro della Scuola di Ballo, presentato dagli allievi; tra essi era presente Anna Pavlova nel suo primo anno di studi alla Scuola Imperiale e, nell'occasione, calcò il palcoscenico per la prima volta
    - 1892: non è certo vi siano stati contributi di Petipa alla coreografia di Casse-Noisette, ballet-féerie in 2 Atti e 3 scene di Ivanov; secondo Sergei Kudekhov, Petipa avrebbe montato il balletto e Ivanov avrebbe curato il II atto, ma parecchie fonti sono concordi nell'accreditare il balletto al solo Ivanov, dopo la rinuncia di Petipa; il libretto è, invece, di Marius Petipa dall'adattamento di Dumas del racconto Der Nussknacker und der Mäusekönig di E.T.A. Hoffmann
    - 1893: Cendrillon (*) (17 dicembre/5 dicembre del calendario giuliano) ballet-féerie in 3 Atti, coreografia di Ivanov ed Enrico Cecchetti con la supervisione di Petipa, su musica di Fitinhof-Schell; libretto di Lydia Pashkova e Ivan Vsevolozhsky; interpreti al debutto: Pierina Legnani come Cenerentola, che eseguì 32 fouettés per la prima volta su un palcoscenico russo (li aveva già sfoggiati a Londra in Aladdin), Pavel Gerdt come Principe Charmant, Anna Johansson come la Fata madrina, Mathilde Kschessinskaya come la sorellastra Odette, Mariia Anderson come la sorellastra Aloisa, Stukolkine come Cavalier Pignerolle, G. Cecchetti sua Moglie, Nikolai Aistov come Re, Ogoleyet come Regina e Alexei Bulgakov come Ciambellano. Ivanov riprese il balletto al Bolshoi di Mosca nel 1898 e nel 1900 il solo II Atto in una recita a beneficio di Pierina Legnani per il suo addio
    - 1894: Le reveille de Flore balletto anacreontico in 1 Atto su musica di Riccardo Drigo, libretto di Petipa e Ivanov, per la Corte Imperiale al Teatro Imperiale di Peterhof, in occasione delle nozze della Granduchessa Xenia Alexandrovna, figlia dello Zar Alessandro II e dell'Imperatrice Mariia Fedorovna, con il Granduca Alexander Mikhailovich; fu ripreso lo stesso anno al Marijnsky per il pubblico; il cast delle due prime fu: Mathilda Kschessinskaya come Flora, Anna Johansson come Aurora, Olga Leonova come Diana, Nikolai Legat come Zefiro, Pavel Gerdt come Apollo, Alexander Gorsky come Aquilone, Vera Trefilova come Cupido e Claudia Kulichevskaya come Ebe; la coreografia è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev; su essi si è basato Sergei Vikharev per la ricostruzione del 2007
    - 1895: Le Lac des Cygnes (#) (*) (27 gennaio/15 gennaio del calendario giuliano) balletto in 3 Atti a 4 scene, coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1895 su musica di Piotr Ilyich Tchaikovsky, con revisioni di Drigo; revisione del libretto di Modest Tchaikovsky; al debutto Pierina Legnani interpretò il doppio ruolo di Odette/Odile; la coreografia di Petipa e Ivanov è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev; il balletto era già stato proposto al Bolshoi di Mosca nel 1877 in una versione coreografica di Julius Reisinger, che ne aveva decretato l'insuccesso
    - 1896: Halte de cavalerie (21 gennaio/2 febbraio del calendario giuliano) balletto in 1 Atto, libretto di Marius Petipa, su musica di Johan Armsheimer; il cast al debutto includeva: Pierina Legnani (Teresa), Pavel Gerdt (Pierre),Geller (il Capo del villaggio), Marie Petipa (sua Figlia),
    - 1896: La Perle balletto in 1 Atto del 1896 su musica di Drigo per il Bolshoi di Mosca, in occasione dell'incoronazione del nuovo Zar Nicola II e dell'Imperatrice Alexandra Fedorovna al Kremlino
    - 1896: Barbe Bleue ballet-féerie in 3 Atti e 7 scene, con libretto di Lydia Pashkova, su musica di Peter Schenk, creato per festeggiare 50 anni di servizio di Petipa presso i Balletti Imperiali; ripreso da Nikolai Legat nel 1910
    - 1898: Raymonda (*) (19 gennaio/7 gennaio del calendario giuliano) balletto in 3 Atti e 4 scene, con una apoteosi, su musica di Alexander Glazunov, libretto di Petipa e Lydia Pashkova; al debutto Pierina Legnani interpretò Raimonda, Madame Cecchetti la Contessa Sibilla, Svirskaya la Dama Bianca, Kulichevskaya e Preobrajenskaya le amiche Clémence e Henriette, Legat fu Jean de Brienne e Pavel Gerdt Abderrakhman; la coreografia è stata annotata secondo il metodo Stepanov e i relativi fogli sono conservati ad Harvard nella Collezione Sergeev
    - 1900: Les Ruses d'Amour balletto in 1 Atto, con libretto di Marius Petipa, su musica di Alexander Glazunov, presentato, con Pierina Legnani come Isabella, davanti alla Corte Imperiale al Teatro dello Hermitage e lo stesso anno, pochi giorni dopo, al pubblico al Marijnsky
    - 1900: Les Saisons balletto allegorico in 1 Atto e 4 scene, con libretto di Marius Petipa, su musica di Alexander Glazunov, presentato davanti alla Corte Imperiale al Teatro dello Hermitage. Lo stesso anno, pochi giorni dopo, fu presentato al pubblico assieme a Les Millions d'Arlequin al Marijnsky; ripreso nel 1907 da Nikolai Legat
    - 1900: Les Millions d'Arlequin balletto in 2 Atti su musica di Riccardo Drigo, presentato davanti alla Corte Imperiale al Teatro dello Hermitage. Lo stesso anno, pochi giorni dopo, fu presentato al pubblico assieme a Les Saisons al Marijnsky; nel cast di entrambe le rappresentazioni di Les Millions d'Arlequin danzarono Mathilde Kschessinskaya (Colombina), Georgi Kiaksht (Arlecchino), Olga Preobrajenska (Pierrette), Sergei Lukianov (Pierrot), Enrico Cecchetti (Casandré), Anna Urakhova (la Fatina Buona). Il balletto è noto anche col titolo Harlequinade datogli da George Balanchine allorché nel 1965 lo riprese per il New York City Ballet, in occasione del 65-esimo anniversario della creazione. Nel 1965 il cast comprendeva Patricia Mcbride (Colombina), Edward Vilella (Arlecchino), Suki Schorer (Pierrette) e Deni Lamont (Pierrot). Nel 2007 il Salt Creek Ballet di Westmont, Illinois, mise in scena una versione del balletto di Petipa al College DuPage
    - 1902: Le Cœur de la marquise balletto pantomimo in 1 Atto, prologo ed epilogo in versi, con musica di G. Giraud e versi di Frédériec Febvre, presentato alla Corte Imperiale al Teatro dello Hermitage; con questa proposta Petipa fece il tentativo non molto riuscito di essere innovativo accostando alle parti danzate passaggi di poesia recitati dalla Compagnia Drammatica di San Pietroburgo
    - 1903: Le Miroir magique ballet-féerie in 4 Atti e 7 scene, su musica di Arseny Koreshenko, libretto dalla favola di Biancaneve (nella rilettura di Pushkin e dai fratelli Grimm) di Petipa e Ms.***, probabilmente Volkovsky, il precedente direttore del Marijnsky, décor modernista di Golovin; il primo cast includeva Pavel Gerdt nel ruolo del Re, M.lle Petipa in quello della Regina, Mathilda Kschessinskaya nella parte della Principessa, figlia del Re da un precedente matrimonio, Sergei Legat interpretò il Principe, suo fidanzato; il balletto fu un grande insuccesso soprattutto per il disaccordo tra il décor e la coreografia classica, ma non mancarono manifestazioni di simpatia per il coreografo, che presentava il lavoro in occasione dei suoi 55 anni di servizio presso i Balletti Imperiali
    - 1904: L’Idylle de la rose et du papillon balletto in 1 Atto e 3 scene, su musica di Drigo, libretto del Principe Vsevolozhsky, creato da Petipa e pronto ad andare in scena il giorno previsto per il debutto, nel 1904, davanti alla Corte Imperiale allo Hermitage, ma mai rappresentato a seguito della sua cancellazione da parte del direttore dei Teatri Imperiali Vladimir Telyakovsky a due settimane dalla prima, allo scoppio della guerra russo-giapponese.

    NOTA. Per completezza ricordiamo i principali revival di Petipa di balletti del repertorio francese; ciascun titolo è corredato del nome del coreografo che ne diede la prima versione e delle date in cui Petipa riprese successivamente il lavoro, sempre intervenendo in modo profondo nella coreografia: Paquita (da Mazilier, 1847, 1881); Satanilla (da Le Diable amoureux di Mazilier, 1848); Esmeralda (da Perrot, 1848 assistendo la Elssler, 1866, 1872, 1886, 1899); Giselle (da Coralli e Perrot, 1850, 1884, 1899); Le Corsaire (da Mazilier, 1858, 1863, 1868, 1885, 1899); La Naïade et le Pêcheur (dall’omonimo rifacimento di Perrot della sua Ondine, 1874); La Fille du Danube (da Filippo Taglioni, 1880); Markitentka (da La Vivandière di Saint-Léon, 1881); Pâquerette (da Saint-Léon, 1882); Coppélia (da Saint-Léon, 1884, con Cecchetti 1894); La Femme capricieuse (da Le Diable a quatre di Mazilier, 1885); La Precaution inutile (con Ivanov, dalla versione di Taglioni de La Fille mal-gardée di Dauberval, 1885); Fiammetta (da Saint-Léon, 1887); La Sylphide (di Filippo Taglioni, 1892); La Zarevna per Pierina Legnani (da Le Cheval bossu di Saint-Léon, 1895).

    Fonti
    - Marius Petipa da Britannica Concise Encyclopedia, da Oxford Dictionary of Dance, da Columbia Encyclopedia, da Wikipedia, cfr. http://www.answers.com/topic/petipa-marius

    Bibliografia
    - Cyril W. Beaumont, Complete Book of Ballets, Putnam, London, 1937
    - Ivor Guest, The Ballet of the Second Empire, 1858-1870, London, Adam and Charles Black, 1953
    - Ivor Guest, Fanny Elssler, Adam & Charles Black, London, 1970
    - Ivor Guest, Jules Perrot, master of the Romantic Ballet, Dance Books Ltd, 1984
    - Lillian Moore (edito da), Ballet Master - The Memoirs of Marius Petipa, Adam & Charles Black, London, 1958.
    - Phaidon book of the ballet, Phaidon 1981
    - Roland John Wiley, Tchaikovsky's Ballets, Clarendon Press, Oxford, 1985
    - Roland John Wiley, A Century of Russian Ballet, Clarendon Press, 1990
    - Roland John Wiley, The Life and Ballets of Lev Ivanov, Clarendon Press, Oxford, 1997

    Nelle immagini:
    - Vera Karalli come Aspicia e Platon Karsvin come Spirito del Nilo in un revival de La Fille du Pharaon, circa 1890
    - Lev Ivanov in una ripresa de Le Roi Candaule, circa 1899
    - Lubov Egorova in una ripresa de La Dahlia bleu, 1905
    - Vaslav Nijinsky come Vayou in una ripresa de Le Talisman
    - Pierina Legnani ne La Camargo
    - Lev Ivanov come Milon ne L'Ordre du Roi, 1886
    - Pavel Gerdt come Pepito ne L'Ordre du Roi, 1886
    - Soliste ne La Belle au bois dormant, 1890
    - Cast de La Belle au bois dormant, 1890
    - Olga Preobrajenskaya in Raymonda nel ruolo del titolo
    - Victor Semenov come Coleottero, Elena Lukom come Farfalla e Vladimir Ponomareyev come Falena ne Les Caprices du papillon
    - Mikhail Mordkin come Lucio ne La Vestale
    - Le allieve della Scuola Imperiale di San Pietroburgo in Un Conte de Fées




    ID=1998
    1/1/2007
    Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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