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articolo: Mamma di ballerina


I più esperti di Storia del Balletto sapranno identificare con certezza chi fu il primo pretenzioso papà di ballerina ... Ma chi fu la prima mamma di tal genere? Ah, saperlo!, esclameranno tutti gli insegnanti e direttori di scuole di ballo!

Eccola lì, la "mamma della ballerina": ascolta tutto quello che gli altri hanno da dire, dopo aver lasciato la bimbetta sulla soglia dello spogliatoio. Guarda tutte quelle che entrano: le più piccole, quello che sua figlia non è più. Guarda tutte quelle che escono: le più grandi, quelle che sua figlia sarà anche più brava di loro … e più bella. Vuoi mettere? Lei ha la gamba naturale, meno male che mamma se n'è resa conto e l'ha portata in questa scuola di danza, dove c'è una maestra russa. L'altra non se ne era neppure accorta! La gamba naturale è un requisito fon-da-men-ta-le. Deve arrivarti oltre la spalla, e anche di più.

Mamma-di-ballerina ha guardato bene le foto in quell'inserto del giornale: la gamba naturale fa risaltare le scarpette di raso. Si capisce, diamine. Certi particolari fanno stile, rendono bella qualsiasi ragazzina – la sua poi, con quello chignon, quel profilo … E per le orecchie un po' in fuori si vedrà, in fondo oggi la chirurgia fa miracoli. Non sarà certo un piccolo ritocco estetico a fermare la sua marcia. No!, a che pensate!?, non la marcia della ragazzina, la marcia della mamma!

Eccola appostata: a metà di uno stipite, a metà cioè tra la saletta d'attesa e lo spogliatoio, a metà tra lo spogliatoio e il corridoio dove passa l'insegnante. Il luogo ideale per sentirsi dire che la figlioletta deve studiare, certo, ma quelle braccia sono già la garanzia di una nuova Anna Pavlova, ed è bello averla qui, nella scuola, ogni lunedì e giovedì. E anche oggi la lezione comincia, e anche oggi la maestra si è dimenticata di sottolineare quante promesse ci sono in questa figlia. Pazienza. Meno male che c'è la mamma.

Certo: che ne è di una piccola ballerina senza una mamma alle spalle, sempre pronta a ricomporre ogni sbavatura nel costume, nella pettinatura, sempre attenta a ciò che si dice, sempre pronta a difendere i suoi sacrifici perché la piccola libellula possa crescere danzando senza ostacoli? Naturalmente anche la piccola fa dei sacrifici, e quando crescerà i sacrifici saranno ancora più grandi … almeno, così si dice. E che ne sarebbe di lei se anche la mamma non moltiplicasse i suoi, di sacrifici? Ma la giovane promessa, per ora alle prese con i plié, li vale.

Anche mamma-di-ballerina ha imparato a fare i plié. Li fa di nascosto, a casa, davanti allo specchio. Anche i rond-de-jambe, degagé, glissade e saut-de-chat. Così, tanto per sentirsi partecipe.

Quando era piccola, se le chiedevano: "cosa vuoi fare da grande?", rispondeva: "la ballerina", poi le cose vanno come vanno, ma la passione per la danza è rimasta in fondo al cuore: forse un pizzico di talento c'era, e se avesse iniziato da bambina questo percorso, chissà …

Mamma-di-ballerina ne avrebbe, di storie da raccontare, e si sa che averne viste tante è già un bel passo avanti. Per esempio, c'è quell’antipatica della figlia della direttrice della scuola. La madre insiste perché studi danza, mentre la poverina vorrebbe tanto giocare a pallavolo! Lei l'ha sentita gridare, la direttrice. Che orrore. Che mancanza di stile. Non si dovrebbe arrivare a certi punti. Per far diventare la propria figlia una ballerina si deve cominciare fin da piccole a parlarne con gentilezza, far capire che è una strada molto desiderabile: il portamento, l'educazione, la musica … e poi tutti quei bei tutù.
Sua figlia ancora non l'ha indossato, speriamo al saggio di quest'anno.

Il saggio, già. Se anche quest'anno la direttrice la metterà in seconda fila, si farà sentire. Ma certo. Con eleganza, si intende. Le dirà: come mai mia figlia non è mai davanti?, o qualcosa del genere, ma lasciando cadere lì la frase, come se nulla fosse.

E se poi le cose non si sbloccano, be', non si può certo aspettare che cresca per sentirsi dire che è troppo tardi … La danza chiede molto, e LEI è disposta a dare tutta se stessa. Non farà come ha fatto sua madre. Il tocco sulla sbarra … ancora adesso si ritrova a perdersi nel rimpianto di non aver mai potuto accedervi. Porta sempre le ballerine, come scarpe stiamo dicendo, perché quello è il suo stile, lo è sempre stato. Che sorpresa trovarsi con una figlia piccola che manifestava lo stesso desiderio. Si muoveva con qualsiasi suono, si capiva che l'orecchio musicale c'era, il senso del ritmo, la grazia. Ancora non sapeva distinguere il giallo dal blu che era in sala! Se non fosse stato per lei …

Guarda chi entra proprio ora! Si crede chissà chi perché è figlia dell'altra insegnante. Pensa di non appoggiarsi neppure a terra quando mette le punte! Che poi: non c'è bisogno di girare avanti e indietro per gli spogliatoi con le scarpette in mano, che diamine. E' una giungla, questa scuola. Bisognerà farsi valere.

La lezione è finita. Dalla porta socchiusa mamma-di-ballerina ha visto la riverenza. Ce n'è già abbastanza per essere invitata a corte. A corte ci sarà un posto d'onore per la mamma, no?

Anche per oggi è fatta. La piccola è stanca, ma è normale così. E domani è un altro giorno per tutte noi.




Foto 1: dal sito mammachioccia63
Foto 2: dal sito giorgiacosplay
Foto 3: dal sito setino
Foto 4: dal blog stottfamily5


ID=2179
29/9/2008
Giulia Maria d'Ambrosio leggi gli articoli di Mamma di Verainvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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