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coreografi: Perrot


Jules Perrot, Lione 1810 – Paramé 1892

Ballerino, coreografo e maître de ballet francese, ha studiato a Lione e, successivamente, con Augusto Vestris. Si è esibito nei teatri di boulevard parigini ed è stato solista al King’s Theatre di Londra. Dopo il debutto all’Opéra di Parigi nel 1830, lì è stato per qualche tempo partner della Taglioni. Lasciata l’Opéra si è esibito ancora a Londra e a Napoli, dove ha conosciuto la Grisi diventandone insegnante, partner e compagno.

Per la Grisi ha coreografato gli assoli di Giselle, presentata all’Opéra di Parigi nel 1841, mentre Coralli ne aveva curato le parti d’insieme. Se Carlotta Grisi creò Giselle, il primo Albrecht fu Lucien Petipa, fratello di Marius Petipa.

Al libretto hanno contribuito sostanzialmente in tre: Téophile Gautier pensò a un balletto, suggestionato dal tema delle willi, spiriti infelici di fidanzate morte prima del matrimonio, letto in una leggenda tedesca riportata da un libro di Heinrich Heine, fuse l'argomento con quello di una poesia della raccolta "Orientales" di Victor Hugo, dedicata a una fanciulla che danza con passione fino alla sera della sua morte e affidò le sue idee al drammaturgo Henri Vernoy de Saint-Georges; Coralli deve aver apportato i necessari ritocchi.

La musica di Adam per Giselle, oltre ad essere di qualità superiore a quella abitualmente utilizzata nel balletto, presenta la grossa novità del “motivo conduttore”. L’artificio, rarissimo all’epoca nella musica per balletto, favorisce l’azione drammatica ad esempio richiamando, nella scena della pazzia, i motivi sui quali Giselle aveva ballato nei momenti di gioia passati con Albrecht. Rilevante è pure il fatto che la partitura non è un assemblaggio di musiche preesistenti, ma originale, salvo l’inserimento, fin dalla prima recita, di quella di Burgmuller che accompagna il passo a due dei contadini e di qualche brano di Minkus, inseriti dallo stesso Adam.

All’epoca non esisteva la variazione di Giselle del primo atto, successiva alla sua incoronazione come reginetta della vendemmia. Venne introdotta in una delle revisioni di fine secolo probabilmente su musica di Minkus, come ben diverse erano le danze per le willi, rielaborate in seguito da Petipa. Nel primo atto era, invece, presente un passo a due per Giselle e Albrecht che includeva un assolo di grande virtuosismo per la Grisi, accompagnato dal solo flauto, quest'ultimo oggi ripreso nella versione curata da Fracci.

A Londra Perrot sarà Albrecht accanto alla Grisi in Giselle e successivamente otterrà la nomina a maître de ballet all’Her Majesty’s Theatre di Londra. In questo incarico ha dato vita a numerose creazioni, tra le quali Caterina ou la Fille du Bandit e La Esmeralda, ispirato al romanzo "Notre Dame" di Victor Hugo e ambientato nel medioevo, periodo prediletto dal movimento romantico, ma, in questa prima versione, balletto a lieto fine.

Verso la metà del secolo l’adesione di Perrot alle idee romantiche non è più totale, ma il coreografo imbocca la strada di un balletto post-romantico, mettendo in secondo piano le possibilità drammatiche della danza per privilegiare l’impaginazione astratta di moduli di danza accademica, che assecondino le abilità delle interpreti. Esempio ne è il famosissimo Pas de Quatre presentato su musica di Pugni nel 1845 ancora all’Her Majesty’s Theatre. Questo balletto è sostanzialmente un divertissement che riunì sul palcoscenico quattro delle grandi étoiles del momento: Taglioni, Grisi, Cerrito e Grahn.

Sebbene abbia una debole trama, anche Le Jugement de Pâris è creato in questa linea più astratta.

Dal 1849 per un decennio Perrot ebbe la nomina di maitre de ballet a San Pietroburgo dove presentò nuove creazioni e ne riprese alcune vecchie. All’epoca Petipa era già stato ingaggiato a San Pietroburgo come ballerino. Gli vennero affidati i ruoli principali nelle riprese dei balletti di Perrot e ebbe l’incarico di assistente coreografo di Perrot in queste riprese.

In questa veste nel 1850 Petipa rimonta Giselle secondo le indicazioni di Perrot, ma rielaborando le danze delle willi. Nel 1884 riprodurrà nuovamente Giselle rimaneggiando profondamente il secondo atto, dando vita al gran passo delle willi, sostanzialmente come lo conosciamo noi, e concependo quell’immagine spettacolare delle willi che si incrociano avanzando in posizione di arabesque –e che riproporrà nel Lago dei Cigni-.

Anche Esmeralda sarà ripreso a San Pietroburgo da Petipa con le sue consuete integrazioni e qui sarà un grande successo della Elssler. Nel 1886 Petipa lo rimaneggerà in modo profondo per San Pietroburgo, aggiungendo parti su musica commissionata a Drigo. Tra questi nuovi brani musicali per La Esmeralda uno è stato riusato da Vaganova per la coreografia di un passo a due di grande virtuosismo, Diana e Atteone, che nulla ha a che fare col balletto in questione.

Caratteristica del linguaggio coreutico di Perrot è affidare alla danza la narrazione e lo svolgimento dell’azione, contrariamente all’uso, in altri balletti romantici, di assegnare il racconto a una forma di pantomima.

-Giselle (con Coralli) Opéra di Parigi 1841, mus. Adam con l’inserto della musica di Burgmuller e brani di Minkus
-Ondine all’Her Majesty’s Theatre di Londra 1843, mus. Pugni da un racconto di Friedrich La Motte Fouqué
-La Esmeralda all’Her Majesty’s Theatre di Londra 1844, mus. Pugni
-Le Pas de Quatre all’Her Majesty’s Theatre di Londra 1845, mus. Pugni
-Catarina ou La fille du Bandit all’Her Majesty’s Theatre di Londra 1846, mus Pugni
-Le Jugement de Pâris all’Her Majesty’s Theatre di Londra 1846, mus. Pugni

Nella Foto: Perrot in Nathalie ou la Laitière Suisse, Opéra di Parigi, 1832, incisione di Konig da Alexandre Lacauchie


ID=367
14/4/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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