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articolo: Tchaikovsky secondo Cranko: la struttura musicale di Onegin


Creato da John Cranko nel 1965 per il Balletto di Stoccarda e tratto dal romanzo in versi di Aleksandr Puškin del 1825, il balletto Onegin si avvale di una partitura musicale composita, perchè assembla, come avviene per una colonna sonora, differenti momenti musicali tratti dalle varie opere e componimenti di Piotr Tchaikovsky.

Cranko come Tchaikovsky partì dal romanzo di Puškin per la realizzazione del balletto e, certamente, tenne presente l'uso che il compositore russo aveva fatto del poema pushkiniano. E capì quanto Tchaikovsky vi avesse messo di se stesso, quanto vi fosse di autobiografico nella figura di Onegin. Tanto che Cranko per accentuare la narratività del balletto, volle per la sua coreografia esclusivamente musica di Tchaikovsky interamente scelta al di fuori della sua opera lirica Evgeny Onegin del 1878.
A Kurt Heinz Stolze, Cranko affidò la scelta e la costruzione della partitura musicale del balletto andando a rielaborare e ritrascrivere per orchestra soprattutto brani musicali poco noti al grande pubblico.

Le musiche rielaborate da Stolze costituiscono una partitura meravigliosa: hanno la densità tipica della musica di Tchaikovsky, a tratti delicate a tratti melodiche e fresche. Ma la parola che più di tutte evoca e si avvicina al significato della musica nel balletto di Cranko è libertà; per mezzo di essa, infatti, i personaggi si muovono, respirano e diventano un tutt'uno con la musica che li invita a seguire un percorso e un destino già anticipato dalla musica stessa piuttosto che dalla mente del coreografo. Cranko predilige, infatti, il ballet d'action ed è geniale nella caratterizzazione di danze collettive contrastanti nello stile e nei passaggi più intimistici. Quella che nell'opera lirica è la grande aria di Lenskij prima del duello con Onegin in cui soccomberà, nel balletto è risolta con un assolo di Lenskij accompagnato dalla musica di un pezzo pianistico tratto da Le stagioni op. 37, non però nell'originale, ma trascritto per orchestra e viola: una musica lenta, tristissima, che lascia intuire la sua prossima fine.

E ci sono poi brani tratti dall'opera lirica Gli stivaletti ed altri pianistici orchestrati secondo lo stile tchaikovskiano, che si adattano perfettamente ai movimenti dei ballerini. Molto efficace il finale che utilizza la fantasia sinfonica dalla Francesca da Rimini, ispirata al quinto Canto dell'Infermo dantesco. E' singolare che questo collage di musiche sia risolto con tanta intelligenza da dare l'impressione di sorpendente unità.
Ovviamente l'intenzione di Cranko è quella di caratterizzare ogni singolo personaggio e in Onegin la due coppie pratagoniste sono ben delineate da sogni, aspirazioni, obiettivi e un vissuto differenti. Cranko per mezzo della musica di Tchaikovsky si concentra, quindi, a rendere diverso ogni carattere delineando aspetti ben particolari anche nei personaggi del balletto cosiddetti "minori": la Vedova Larin, il principe Gremin e la nutrice.
E su tutto e tutti c'è semplicemente la musica, sfruttata da Cranko in modo assolutamente intelligente perchè riesce, grazie a questa, a dar voce ad ogni personaggio e, nello stesso tempo, a costruirlo su una musica già esistente che sembra essere stata composta proprio per quel tipo di caratterizzazione. Così il coreografo cerca di creare un distacco percepibile tra Olga e Tatjana: spensierata e a tratti frivola la prima, idealista e sognante la seconda. Nel I quadro del terzo atto, nel momento in cui Tatjana compare al braccio del Principe Gremin la Romanza N.5 dai 6 Pezzi per pianorte Op.51 aiuta a far percepire allo spettatore uno stato di calma apparente di Tatjana che sembra, infatti, serena ma non felice al fianco del Principe Gremin verso cui sembra provare un tiepido affetto se paragonato al fuoco che ancora e per sempre proverà nei confronti di Onegin. Basta, infatti, pensare all'ultima scena nella quale si rivelerà una nuova Tatjana.

Spiega il Maestro Ormsby Wilkis che ha diretto Onegin in molti Teatri del mondo: "Cranko impone gesti che abbiano un' espressività che viene da dentro e la musica deve indirizzare i personaggi verso questa direzione. La scena della lettera di Tatjana e Onegin, per esempio, è risolta in modo molto diverso dall'opera ma è forse più efficace: Tatjana evoca l'immagine di Onegin che gli compare davanti all'improvviso come in un sogno ad occhi aperti. E la scena del duello, per evitare un eccesso di realismo, si svolge in un'alone d'ombra che ne smussa i contorni. tuttavia la scena dell'addio fra Tatjana che ama ancora Onegin ma trova in sé la forza di rifiutarsi, e Onegin che finalmente ha scoperto di amarla, è così espressiva che solo un balletto può darle tanta tensione: in un magnifico passo a due, nei due corpi che si attraggano ma debbono respingersi si avverte una conflittualità che risulta quasi insopportabile."

Proviamo ora ad integrare la trama del romanzo di Puskin con i vari brani scelti dalle varie opere di Tchaikovsky, utilizzate da Cranko per la composizone del balletto.

Atto I. Quadro I. Nel giardino della casa della Vedova Larin.

Tatjana e Olga, figlie della Vedova Larin danzano nel giardino della loro tenuta di campagna in compagnia di alcune amiche (Febbraio da Le Stagioni Op. 37 - Albumblatt N.3 dai Sei brani per pianorte Op. 51 - Polka poco dansante N. 2 dai Sei brani per pianoforte Op. 51). Si gioca un gioco antico: colei che allo specchio si guarderà vi scorgerà il viso dell'amato. Per l'allegra Olga, la superstizione si avvera: ella vede nello specchio il viso del fidanzato, il poeta Lenskij; la timida Tatjana, sorella di Olga, vi scorge invece il viso di Onegin che, in visita ora da San Pietroburgo, è condotto nella casa della Vedova Larin dall'amico Lenskij. (Febbraio da Le Stagioni Op. 37 - Gennaio da Le Stagioni Op. 37 - Impromptu As-Dur). Tatjana si rende conto che Onegin è l'eroe dei suoi sogni, immaginato attraverso la lettura dei romanzi. Lenskij nel frattempo dedica tutta la sua attenzione alla sorella Olga (Gennaio da Le Stagioni Op. 37 - Variazione di Lenskij) e danza con lei (Giugno da Le Stagioni Op. 37 - Passo a due di Lenskij e Olga) mentre Onegin solo con Tatjana la fa partecipe della sua noia per la vita di campagna (Febbraio da Le Stagioni Op. 37 - Aria di Oxana da Gli Stivaletti - Tatjana e Onegin - Notturno N. 4 dai Sei Pezzi per pianoforte Op.19 - Variazione di Onegin).
I contadini giungono dai campi e danzano balli popolari per celebrare la fine del raccolto (Finale della danza russa da Gli stivaletti - Febbraio da Le Stagioni Op. 37).

Quadro II. La camera di Tatjana.

Sola nella sua camera da letto, Tatjana chiede di essere lasciata sola con carta e penna. Il pensiero per Onegin è forte e decide di scrivere una lettera per lui (Aria di Oxana da Gli Stivaletti) nella quale da sfogo al suo amore appassinato per quell'uomo a lei sconosciuto.
Addormentatasi esausta sulla sua lettera, Tatjana si vede in sogno riflessa nello specchio: appare il volto di Onegin che le rivela il suo amore corrisposto (Scena cantata per soprano, tenore e orchestra dal Romeo e Giulietta - Coro delle sirene e aria di Oxana dall'opera lirica Gli stivaletti).

Atto II. Quadro I. Nella casa della Vedova Larin.

Tutti gli invitati, compresi Lenskij e Onegin prendono parte alla festa per festeggiare l'onomastico di Tatjana (Grand Valse N. 4 dai 6 Pezzi per pianoforte Op.51 - Valzer sentimentale N. 6 dai Sei Pezzi per pianoforte Op.51) la quale attende impaziente un segno che le assicuri che il giovane Onegin abbia letto e risposto alla sua lettera. Ma il superbo Onegin, irritato dalla ingenua sincerità della ragazza, rifiuta il suo amore a causa dell'inquietudine che lo pervade e che gli impedisce di cercare un'unione duratura: davanti a lei strappa la sua lettera (Mazurka N.6 dai Diciotto brani per pianoforte Op.72 - Mazurka da salone N.3 dai Tre brani per pianoforte Op.9).
Nella casa della Vedova Larin continuano i festeggiamenti (Polka da salone N.2 dai Tre brani per pianoforte Op.9) e Tatjana danza nel salone pensando sempre ad Onegin (Capriccioso N.5 dai Sei brani per pianoforte Op.72 - variazione di Tatjana) che davanti ai suoi occhi inizia a corteggiare Olga. La ragazza, per punire la gelosia di Lenskij, provoca i pettegolezzi degli invitati e, quando riprendono le danze, Onegin provoca nuovamente Lenskij finchè questi, esasperato lo sfida a duello (Valzer a cinque tempi N. 16 dai Diciotto brani per pianoforte Op.72).

Quadro II. Un parco abbandonato.

All'alba del giorno seguente, nei pressi di un parco in un paesaggio invernale, Lenskij attende Onegin per il duello. Presentendo la morte, il poeta danza il tempo che fugge ed il suo amore per Olga (Ottobre da Le Stagioni Op. 37 - Intermezzo e variazione di Lenskij). Sopraggiungo Tatjana e Olga che implorano Lenskij di rinunciare al suo proposito ma il romantico poeta è ancora sconvolto e non intende abbandonare la sfida. Così, durante l'inevitabile duello, Onegin uccide Lenskij (Agosto da Le Stagioni Op. 37 - Impromptu As-Dur - Ottobre da Le Stagioni Op. 37).

Atto III. Quadro I. Nella sala delle danze a Palazzo Gremin.

Dieci anni sono trascorsi dagli avvenimenti. Nelle sale del palazzo del Principe Gremin di San Pietroburgo si svolge una magnifica festa (Danza polacca dall'opera lirica Gli stivaletti). Onegin che in questi anni ha viaggiato a lungo nel tentativo di soffocare il rimorso e dare un significato alla propria vita, è invitato al ricevimento. Tatjana, ora, è la moglie del Principe Gremin e proprio al suo fianco appare nel grande salone (Tendres Reproches N.3 dai Diciotto brani per pianoforte Op.72 - Romanza N.5 dai Sei Pezzi per pianorte Op.51 - Pas des deux di Tatiana e il Principe Gremin). Onegin stenta a riconoscere in lei Tatjana e chiede conferma a Gremin rendendosi conto di quale colpa abbia commesso disdegnando così crudelmente l'unico grande e onesto amore della sua vita (Fantasia sinfonica dalla Francesca da Rimini Op.32 - Febbraio da Le Stagioni Op. 37 - Romanza N.5 dai 6 Pezzi per pianorte Op.51 - Onegin rivede Tatjana).


Quadro II. Salottino di Tatjana

Onegin si fa annunciare da una lettera, ma la principessa non intende affrontare l'incontro: nonostante la sua richiesta allo sposo di lasciare il palazzo quella sera, Tatjana resta sola nella sua camera. Onegin fa il suo ingresso e ammette finalmente il suo amore.
Lottando con i sentimenti che tuttavia la animano, Tatjana si rende conto che la decisione di Onegin è giunta ormai troppo tardi: davanti a lui ella strappa la sua lettera (Fantasia sinfonica dalla Francesca da Rimini Op.32 - Scena cantata per soprano, tenore e orchestra dal Romeo e Giulietta - Passo a due finale di Onegin e Tatjana).



Nelle immagini:

1. Ritratto di Aleksandr Puškin di Alexandr Sergeevi

2. Litografia di Piotr Tchaikovsky

3. M.D. Klodt, Tatjana, 1886

4. Il Giornale dei Grandi Eventi, Scena del duello da Onegin, 8 maggio 2001

5. Alexandre Cabanel, La morte di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta, 1870 - Musée d'Orsay, Parigi






ID=605
8/9/2005
Andrea Roselli leggi gli articoli di andrea79invia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook





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