PROUST, OU LES INTERMITTENCES DU COEUR
24 AGOSTO 1974
LES BALLETS DE MARSEILLES, MONTECARLO, THEATRE DE L'OPERA
balletto in due atti e tredici quadri
cor. Roland Petit; mus. Beethoven, Debussy, Fauré, Frank, Hahn, Saint-Saëns, WagnerIl Balletto non è una riduzione de
La Recherche du Temps perdu di Proust, ma una serie di estratti da quell’immenso affresco, sufficienti a ricrearne il clima.
I Atto:
Qualche immagine dei paradisi proustianiQuadro I -
Fare clan. Il balletto si apre mostrando l’ambiente impregnato di snobismo in cui gravita lo stesso Proust: il salotto di Madame Verdurin, dove sfilano i personaggi della Recherche, mentre un invitato intona L’Heure Exquise di Reynaldo Hahn, amico di Proust. Madame Verdurin sogna di essere come colei per la quale ostenta disprezzo: la duchessa di Guermantes, alla quale tutte vorrebbero assomigliare. Coronerà la sua carriera mondana sposando il Principe di Guermantes.
Quadro II -
La petite phrase de Vinteuil. In un passo a due astratto il ballerino è la personificazione del violino e la ballerina del pianoforte che rappresentano visivamente la frase musicale che ricorre costantemente nell’amore di Swan per Odette.
Quadro III -
I biancospini. Tra i biancospini Proust vedrà per la prima volta Gilberte, il suo folle amore.
Quadro IV -
Fare cattleya. La sera stessa in cui incontra Odette, Swann riesce a possederla col pretesto di accomodarle i fiori di cattleya che indossa, per non sciuparli. Fare cattleya sarà così per loro sinonimo dett’atto amoroso (Dalla parte di Swan).
Quadro V -
Les jeunes filles en fleur. Il narratore è affascinato dalle fanciulle che corrono sulla spiaggia di Balbec, immagine di purezza e di freschezza.
Quadro VI -
Albertine e Andrée. Dietro all’immagine della castità, le fanciulle in fiore nascondono desideri inconfessabili e riflettono il mondo degli adulti di apparenze e passioni equivoche.
Quadro VII -
Guardarla dormire. Albertine è prigioniera di Proust, che per la sua gelosia cerca di tenerla sequestrata, separata dal suo passato e riesce ad amare solo quando dorme.
II Atto:
Qualche immagine degli inferni proustianiQuadro VIII -
Il signor de Charlus e l’inafferrabile. Agli occhi del signor de Charlus il giovane violinista Morel sembra incarnare la perfezione e gli appare inafferrabile, ma Morel è solo un uomo privo degli scrupoli e dei pregiudizi dei quali è imbevuto il vecchio nobile.
Quadro IX -
Il signor de Charlus e l’impossibile . Charlus assiste all’impossibile: scopre la vera natura di Morel vedendolo in una casa di piacere.
Quadro X -
Gli inferni del signor de Charlus. Charlus vaga per una Parigi, sconvolta dalla guerra del 1914, in cerca di avventure. Segue un gruppo di soldati in un albergo malfamato e qui viene legato a un letto e flagellato da uno dei domestici dell’hotel.
Quadro XI -
Incontro casuale nell’ignoto. Un passo a 4 in controluce allude ai piaceri proibiti, favoriti dal buio che elimina ogni timidezza, consumati nella Parigi immersa nell’oscurità per la guerra (da Il Tempo Ritrovato).
Quadro XII -
Morel e Saint-Loup. Saint-Loup, eroe biondo, simbolo del coraggio, della virilità, immune dall’omosessualità, un angelo bianco, viene corrotto e travolto dal vizio ad opera dell’angelo nero, Morel, che fa di Saint-Loup il suo amante in un gioco di attrazioni e repulsioni.
Quadro XIII -
Il mondo dietro “a una porta funeraria”. Il mondo luccicante, ma in disfacimento dei Guermantes è spazzato via dalla guerra e appare a Proust immobile sulla scena in una gesticolazione di fantocci, i suoi stessi fantasmi.
Nell'immagine: Proust, Ballet de Lorraine CCN