1. Le origini nel teatro greco-romano
Delle Atellane la Commedia dell’Arte conserverà il gusto per la beffa estemporanea, a volte condita con qualche oscenità e, quindi, una comicità scaturita dall’improvvisazione. Di più, come avverrà per le cosiddette Maschere della Commedia dell’Arte, le Atellane non proponevano personaggi con una individualità specifica, ma tipi fissi, che indossavano ciascuno una sua maschera e un costume caratteristico: Pappus, il vecchio rimbambito, che anticipa Pantalone nel suo aspetto lascivo (Duchartre); Maccus, lo sciocco maltrattato; Dossenus, il gobbo furbo e imbroglione; Bucco, il gran maleducato. La loro figura allampanata e la loro codardia riappariranno in Pulcinella, che indosserà un costume bianco come Maccus, il mimus albus, e avrà lo stesso nasone adunco del personaggio rappresentato da un'antica statuetta che si ritiene raffiguri Maccus (Duchartre). Accanto ai personaggi fissi delle Atellane comparivano esseri mostruosi: Lamia, l'intrigante impicciona, Manducus, il mangione, che si ritroverà in parte nel Miles Gloriosus di Plauto e nel Capitano della commedia dell'Arte (Duchartre). Come alcuni di questi personaggi delle Atellane, anche Pantalone e Scaramuccia a volte indosseranno il fallo e Arlecchino e Pulcinella si difenderanno spesso con un manganello.
In seguito ai contatti con la civiltà ellenica, intensificatisi con la conquista della Magna Grecia nel III secolo a.C., a Roma si cominciò a sviluppare un teatro sul modello greco. Assecondando il nuovo gusto, in occasione dei Ludi del 240 a.C., i magistrati romani incaricarono uno schiavo greco, Livio Andronico, di tradurre e adattare al latino testi teatrali greci da rappresentarsi durante i giochi. Nasce così un teatro romano “alla greca”, che finirà per assimilare le altre forme di spettacolo preesistenti, le Atellane e il teatro fliacico, conservando di queste il gusto per la battuta e l’improvvisazione e dando luogo, nel III secolo a.C., alla fine della prima guerra punica, alla commedia romana, la fabula Palliata, di ambientazione greca, che, ai tempi di Cesare e Cicerone, nel I secolo a.C., preferirà un argomento romano e prenderà il nome di Togata. Nella Palliata e nella Togata - da pallium e toga, secondoché gli attori indossassero il mantello greco piuttosto che il romano - trovava spazio un’ampia parte mimata, che consoliderà la pantomima romana, fonte d'ispirazione per la Commedia dell’Arte. Lo sviluppo in forma pantomimica dell'intreccio parallelamente recitato o cantato si rendeva necessario perché lo spettacolo fosse perfettamente intellegibile in tutto il poliglotta Impero Romano. La stessa necessità incontreranno i Comici dell'arte migrati a Parigi o, comunque, all'estero. Da ricordare sono anche gli apprezzatissimi spettacoli di Mimo, forma di spettacolo che assecondava il gusto per le scene di lotta.
Stretto legame con la Commedia dell'Arte hanno i personaggi della Palliata di Plauto, poeta comico latino vissuto fino ai primi decenni del II secolo a.C.: anch’essi non sono caratteri individuali, ma maschere fisse, già riconoscibili al solo apparire in scena. Il vero motore della commedia plautina è un Arlecchino o uno Zanni ante litteram, il servus, ironico, ingegnoso, sfrontato, pronto a rischiare le ire del senex, suo padrone, pur di ordire inganni contro il vecchio a favore dell’adulescens, l’amato padroncino sempre in smanie amorose. A volte il senex è castigato per la sua avarizia (Aulularia e Asinaria, ove però il senex è rimpiazzato da una ricca e meschina padrona), altre per aver rivaleggiato con l’adulescens nella conquista della donna desiderata (Mercator). Questi sono tutti pretesti drammaturgici ai quali ricorrerà anche la Commedia dell’Arte. Come il servus anche i caratteri fissi del senex e dell’adulescens ricompariranno nel teatro di strada italiano tardo rinascimentale, il primo ad esempio come Pantalone e il secondo come l’Innamorato e sorte analoga avrà il parasitus e il miles gloriosus, il soldato mercenario fanfarone ripreso col nome di Capitano o Capitan Fracassa.
Influenze sul teatro italiano del 1500 ebbe pure la satira di ispirazione sofistica che darà inizio al genere letterario al quale si ricollega il Satyricon di Petronio. In particolare i monologhi di Arlecchino erediteranno lo spirito e l’arte oratoria dell’assurdo, tipica dei dialoghi di Luciano di Samosata (II secolo d.C.): sia questi che le brillanti tirate di Arlecchino sono spesso basati su racconti surreali, elogi paradossali, satire mordaci. I dialoghi di Luciano, scenette di mimo, venate d’umorismo, paiono scritti per una Maschera della Commedia dell’Arte in vena di riabilitare la mosca, facendo l’assurdo elogio dell’insetto fastidioso o di raccontarci la “veridica storia” del suo viaggio sulla luna. Potrebbe essere il dissacrante Arlecchino e non Luciano a vendere all’asta le vite dei più celebri filosofi, a farsi beffe perfino degli dei sciorinandone difetti e debolezze, a far esercizio di vuota ed assurda oratoria perorando la causa della consonante sigma, che aveva sporto querela contro il tau per prevaricazioni nel dialetto attico. In ulteriore analogia con la futura Commedia dell’Arte va ricordata l’abitudine di Luciano a girovagare, fermandosi per intrattenere con declamazioni provocatorie e letture improvvisate. Importanti pure i suoi dialoghi ove sostanzialmente fa un elogio della pantomima.Nelle immagini:
-Commedianti italiani, Antoine Watteau, 1720
-Una compagnia di comici dell'Arte (partic.), K. Dujardins, 1657
-Maccus e Testa di attore di Atellane con mezza-maschera, terrecotte, I secolo a.C.
-Attore delle Atellane, ritenuto Maccus, terracotta
-Capitan Babbeo e Cucuba
Fonti letterarie
-Alberto Cavarzere, Arturo De Vivo, Paolo Mastrandrea, Letteratura Latina, Una sintesi storica, Carocci editore, 2003
-Pierre Louis Duchartre, The Italian Commedy, Dover Publications, 1966
-Lincoln Kirstein, Movement & Metaphor: Four Centuries of Ballet, Praegers Publishers, 1970
-Walter Sorel, Dance in its Time, Doubleday, 1981
-Nunzio Castaldi, Profilo storico della letteratura latina, digilander.libero.it/Bukowski/Letteratura%20latina.htm
ID=708
30/11/2005
Marino Palleschi 


