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danza & medicina: Omeopatia: la medicina dei rimedi


I danzatori sono sottoposti di regola a un grande stress fisico, e hanno necessità di salvaguardare la loro salute con metodi efficaci quanto delicati, per non compromettere quel meccanismo fisico-mentale-emozionale che costituisce la loro grande forza espressiva. Oltre all’alimentazione corretta, di cui ci siamo già occupati in Mangiar danzando, è necessario avere a portata di mano alcuni presidi che siano utili a smaltire nel più breve tempo possibile la fatica, i dolori e anche gli eventuali infortuni che capitassero.
Imparare a riconoscere dai sintomi a quale tipo di sforzo eccessivo è stato sottoposta una parte del corpo è un elemento importante: preserva da paure inutili o consente di chiedere immediatamente un aiuto specialistico, proprio in virtù della capacità di discernere un infortunio minore da uno maggiore. Inoltre, meno uso si fa dei comuni farmaci, meglio è: il fegato dei danzatori è sottoposto a notevole fatica, impegnato a smaltire acido lattico in grandi quantità, e costringerlo anche a neutralizzare sostanze chimiche è un sovraccarico che può sfibrare sia un organismo in crescita sia chi, da danzatore professionista o semi-professionista, è quotidianamente sottoposto a un allenamento intensivo.

La Medicina Omeopatica si è mostrata in grado di risolvere alcuni problemi di tipo acuto, anche a distanza, in quanto la sua somministrazione si basa sui SINTOMI e non sulle cause.
L’Omeopatia è un metodo terapeutico basato sull’osservazione che una sostanza è in grado di curare gli stessi disturbi che essa può provocare (legge di similitudine). In breve, se si somministra una sostanza minerale, vegetale o animale a un soggetto sano, questi svilupperà dei sintomi precisi. Se incontriamo un soggetto che, da ammalato, ha quei sintomi, dandogli la sostanza che provoca quegli stessi sintomi nella persona sana, egli guarirà.

Le sostanze vengono trattate in modo particolare, prima di diventare i rimedi che si utilizzano comunemente. Di particolare importanza si rivelano essere le scosse (succussioni) a cui la sostanza diluita viene sottoposta durante la lavorazione.
Un fisico greco del Demokritos National Research Center for Physical Sciences di Atene, G. Anagnostatos, in collaborazione con alcuni omeopati, ha potuto rilevare come queste succussioni provochino un effetto che sembra essere alla base dell’efficacia dei rimedi omeopatici. In pratica, la composizione stechiometrica dell’acqua (cioè la disposizione spaziale degli atomi di idrogeno e ossigeno) che viene a contatto con la sostanza di partenza è DIVERSA proprio a seconda della sostanza di partenza. Una volta che il rimedio venga somministrato a una persona, questa acqua modificata "contagia" l’acqua contenuta in tutto il corpo, fino ai punti più remoti (e più difficilmente raggiungibili dai farmaci).
Una leggenda da sfatare è che i rimedi omeopatici curino solo malattie croniche e in tempi lunghissimi. La Medicina Omeopatica è un presidio di emergenza tra i più efficaci.

L’Omeopatia originò in Europa su intuizione di un medico tedesco, Samuel Hahnemann, che nel 1790 iniziò a testare i primi rimedi omeopatici su se stesso e sui suoi pazienti. I cosiddetti provings consistevano nell’utilizzare derivati naturali in persone sane, e nel descrivere scrupolosamente quali modificazioni fisiche, emotive e mentali derivavano dall’uso dei rimedi. In questo modo venne compilato il Repertorio Omeopatico, tuttora in uso, base fondamentale nello studio del paziente. Il Repertorio classifica tutti i sintomi a cui le varie parti del corpo, compresa la mente, possono andare incontro. Quando si riesce, nel racconto della persona, a cogliere un sintomo peculiare, strano, quello è il sintomo che più probabilmente condurrà al giusto rimedio.
In una visita omeopatica è interessante notare come l’omeopata, una volta intuito quale potrebbe essere il rimedio giusto per l’occasione, cominci a fare domande che sembrerebbero non avere nessuna attinenza con il disturbo principale lamentato dal paziente, e si tratta di domande che invece di attinenza ne hanno moltissima con la vita, le abitudini, i toni d’umore o i pensieri del paziente stesso. La completezza del quadro nel suo insieme (cioè la malattia ma anche l’attitudine generale della persona) permette la prescrizione del rimedio, che in genere non solo modifica i sintomi fisici, ma offre alla persona l’opportunità di risolvere gli eventuali problemi emotivi e di allargare mentalmente le sue possibilità di vivere una vita più soddisfacente o creativa.
A volte una situazione emotiva può rimanere a lungo "inscritta" nella persona, e codificare atteggiamenti e malattie anche molti anni dopo, quando potrebbe non esservi neppure più il ricordo cosciente di quanto accaduto in precedenza. Molti lutti, distacchi, shock, che il tempo aiuta a rimuovere dai pensieri quotidiani, possono trasformarsi in sintomi persistenti, come se si appropriassero di alcuni organi in particolare. In molti casi, neppure una buona psicoterapia è in grado di eliminare queste tracce. Il corpo ricorda, e l’azione dei rimedi omeopatici è proprio quella di riparare il ricordo. Questo è il motivo per cui l’Omeopatia è molto efficace nelle malattie croniche, di vecchia data, e richiede ovviamente tempo per ripristinare la salute (ma un rimedio omeopatico ben dato comincia a funzionare subito, non sono necessari mesi per sapere se ha effetto). Ma è altrettanto vero che l’Omeopatia è in grado di risolvere problemi acuti, e che non è necessario essere dei grandissimi esperti per farlo. Chiunque può imparare a maneggiare almeno una decina dei rimedi più comuni, semplicemente facendo molta attenzione ai SINTOMI che si manifestano.
Si è cercato spesso di fare paragoni, tramite protocolli scientifici, tra la malattia curata con i normali farmaci e curata con i rimedi omeopatici, ma tutte le volte l’ostacolo è stato proprio questo: la Medicina Allopatica cura a seconda dell’origine della malattia, la Medicina Omeopatica cura partendo dal sintomo. Nel corso di questi articoli sarà possibile imparare cosa significa questa affermazione.

Dopo l’assunzione del primo rimedio, durante la cura di situazioni croniche, di regola compare una febbre, che dura 24 ore. Ciò è indice del fatto che il rimedio è stato somministrato correttamente. In seguito, proprio in virtù del fatto che l’organismo ricorda le malattie, ricompariranno i sintomi di malattie precedenti, in ordine cronologico inverso. Per esempio, non è raro che un problema di asma lasci il posto a un problema intestinale. Molto spesso, infatti, le coliche dei neonati vengono soppresse farmacologicamente, e questo in seguito può portare all’espressione della malattia in un organo più "interno", quale è il polmone. Al cessare degli attacchi di asma, dopo la somministrazione del giusto rimedio, si ripresenteranno accessi di colite, che dovranno quindi essere curati attraverso un altro rimedio, che farà anche luce sui motivi per cui le coliti si erano manifestate nel passato.
Una volta ripercorsa all’indietro la storia clinica della persona, se non vi sono state lesioni permanenti la malattia cronica sarà definitivamente debellata.
La raccomandazione che facciamo, nei casi in cui il quadro clinico non sia di origine facilmente intuibile, è di ricorrere al parere degli specialisti e alle diagnosi strumentali che la nostra civiltà utilizza e applica con molta perizia. Per i problemi gravi o di lunga data, l’autodiagnosi e l’autoprescrizione non sono indicate. Qualunque sia il metodo scelto per curarsi, è necessario essere seguiti dai migliori professionisti nel campo.

Quando Hahnemann morì, nel 1843, l’Omeopatia era diventata una delle medicine prevalenti in Europa, e lo fu durante tutto l’Ottocento in America, dove era usato soprattutto il Repertorio di Kent. James Kent era un medico americano ed è sul suo Repertorio che è basata tutta la moderna pratica omeopatica.
L’Omeopatia, efficacissima durante le epidemie (soprattutto le epidemie di colera erano debellate tramite i rimedi omeopatici), venne sostituita gradualmente con i farmaci di sintesi, dopo l’avvento della Chimica farmacologica. Attualmente è di nuovo molto usata ovunque. In Italia si stima che il 10% della popolazione faccia ricorso regolare a questo tipo di Medicina.
Nel Nord Europa, soprattutto in Germania e nella Svizzera tedesca, è straordinariamente più diffusa, ed è apprezzatissimo il suo uso in veterinaria (se l’Omeopatia si basasse su un effetto placebo – ossia se curasse mediante un effetto di suggestione – ovviamente gli animali non guarirebbero). E’ di nuovo in rapida diffusione negli Stati Uniti, soprattutto attraverso la scuola unicista – originata da Hahnemann ma proseguita da molti altri medici, che spesso vi hanno aggiunto personali interpretazioni filosofiche.
In Francia viene utilizzata con criteri diversi: si usano solo bassi dosaggi e si prescrivono diversi rimedi contemporaneamente (omeopatia polifarmacologica e omeopatia complessista). I profondi studiosi dell’Omeopatia non sono però d’accordo su questo tipo di uso, che ha comunque le sue funzioni e la sua efficacia: l’Omeopatia è nata come rimedio fisico-emozionale-mentale, e il quadro clinico deve corrispondere a un unico rimedio (Omeopatia unicista). Questo uso dell’Omeopatia richiede ovviamente uno studio molto approfondito della Materia Medica e del Repertorio, e si stima che solo il 15-20% degli omeopati attualmente presenti in Italia appartenga a questa scuola di pensiero.
In Australia l’Omeopatia è molto legata alla naturopatia: soprattutto dalla Nuova Zelanda provengono infatti i migliori rimedi fitoterapici, che hanno il vantaggio di provenire da un ambiente poco toccato da inquinamenti di ogni genere. In India, da tempo l’Omeopatia affianca la medicina tradizionale e quella ayurvedica. A Cuba il sistema sanitario, accessibile a tutti e considerato in assoluto il migliore del mondo, si basa sull’Omeopatia; uno dei più esperti medici omeopati italiani è stato chiamato anni fa proprio per dare ulteriore impulso al servizio cubano.

In Argentina l’Omeopatia non ha mai lasciato completamente il posto alla chimica, e la persistenza di questa Medicina è stata uno dei fili culturali che hanno tenuto unita la popolazione anche durante le tragiche dittature che ne hanno scompaginato le radici storiche e di costume. Nell’Europa dell’Est la caduta del muro di Berlino e dei regimi assoluti ha favorito l’ingresso di questa pratica, dopo il 1990, ad opera di medici britannici e di una delle scuole più conosciute e famose del mondo, forse la migliore: quella di George Vithoulkas, da anni insediata in uno dei luoghi più incontaminati d’Europa, l’isola di Alonissos, Parco Naturale nelle Sporadi.

L’intervento omeopatico in traumatologia è relativamente semplice e dà risultati tanto migliori quanto più tempestivo è il loro uso. Ne tratteremo alcuni, con la certezza che saranno d’aiuto in più di una occasione, e che eviteranno i fastidiosi residui degli infortuni.

Immagini
Foto 1: danzatori in palcoscenico
Foto 2: alambicchi - copyright Alessandro Ghezzer (Agh)
Foto 3: Samuel Hahnemann (1755-1843)
Foto 4: preparato omeopatico
Foto 5: James Tyler Kent (1849-1916)
Foto 6: l’isola di Alonissos


Bibliografia
Anagnostatos G.S, Vithoulkas G., Garzonis P., Tavouxoglou C. - A Working Hypothesis for Homeopathic Microdiluted Remedies - Berlin Journ. Res. Homoeop., June 1991, Vol 1, No 3: 141-7
Brigo e Masciello – Manuale pratico di Omeopatia, medicina non violenta – Ed. Demetra, 1990
A. Lockie – Guida pratica ai rimedi omeopatici – Tecniche Nuove


ID=761
22/11/2005
Giulia Maria d'Ambrosio leggi gli articoli di Mamma di Verainvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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