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trame: Histoire de Manon, l'


7 MARZO 1974
COVENT GARDEN, Londra, Royal Ballet
Balletto in tre atti
Libretto e cor. Kenneth MacMillan, mus. Jules Massenet (arrangiamento Leighton Lucas), scene e cost. Nicholas Georgiadis
Primi interpreti: Antoinette Sibley (Manon), Anthony Dowell (Des Grieux), David Wall (Lescaut), Dereck Rencher (Monsieur G.M.), Monica Mason (l’amante di Lescaut), David Drew
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I Atto. In una affollatissima locanda Madame arriva con una schiera di giovani attrici e cortigiane. Tra i clienti Lescaut, il giovane e intraprendente fratello di Manon, senza troppi scrupoli è a caccia di affari. L'occasione gli si presenta subito quando, all'arrivo della carrozza che accompagna la bellissima sorella alla locanda, il ricchissimo Monsieur Guillot de Morfontaine non nasconde il proprio interesse per lei. Manon è accompagnata da un uomo anziano che intende farle da protettore, ma anche Monsieur Guillot de Morfontaine potrebbe essere un buon partito per lei. Così Lescaut si mette subito in azione per discutere alternativamente coi due pretendenti circa il prezzo più alto per ingraziarsi la sorella. Ma un altro nobile cliente della locanda, il giovane Cavaliere Des Grieux, è sinceramente innamorato di Manon e, mentre il fratello discute il suo affare, egli convince Manon a scappare con lui.
Intanto Guillot de Morfontaine vince il vecchio rivale con un'offerta che Lescaut non può rifiutare. Quest'ultimo quindi, senza alcun indugio, promette di trovare la sorella e di convincerla a ritornare dal suo nuovo e potente protettore.
Des Grieux passa momenti indimenticabili con l'amatissima Manon e, in preda alla felicità, ricorda di dover scrivere al padre per dargli sue notizie. Mentre esce per far recapitare la lettera Lescaut e Monsieur Guillot de Morfontaine raggiungono Manon e, gioielli e pellicce alla mano, non trovano difficoltà nel convincere la giovane ad acconsentire ai loro interessi. Al ritorno Des Grieux trova solo Lescaut ad attenderlo e, con amaro disgusto, capisce che questi intende comprargli coi soldi di Monsieur G.M. la promessa di non cercare più la sorella.

II Atto. Madame all'interno della locanda ha un gran da fare nell'accompagnare le sue ragazze ai ricchi clienti che affollano il locale. Lescaut, ubriaco, è con la sua amante quando Guillot de Morfontaine e Manon arrivano. Manon è presto al centro dell'attenzione di tutta la sala grazie alla sua bellezza, incorniciata da gioielli e pellicce che il protettore a più riprese gli offre. Anche Des Grieux è fra i presenti e, sconsolato, segue la sua amata nel disperato tentativo di ricondurla a sé. Manon è indifferente alle sue suppliche ma gli fa una promessa: se lui vincerà con le carte truccate che gli passa una grossa somma a Guillot de Morfontaine, ella scapperà nuovamente con lui.
Des Grieux accetta e la partita a carte viene organizzata, ma la "fortuna" volge troppo presto in suo favore e Monsieur G.M. scopre l'inganno e ingaggia una rissa a suon di spada col baro. Nel trambusto generale Manon e Des Grieux riescono a scappare mentre Guillot de Morfontaine accusa Lescaut di aver assecondato i piani dei fuggiaschi.
I due giovani si organizzano per lasciare la città e dopo una lite scoppiata a causa dei gioielli che Manon ha ricevuto in dono dal protettore si rinnovano la loro promessa d'amore. Ma Guillot de Morfontaine sopraggiunge con le guardie e Lescaut ammanettato: Manon viene arrestata come prostituta e nella bagarre che scoppia Lescaut rimane ucciso.

III Atto. Sulla banchina del porto attracca una nave carica di criminali e prostitute della colonia penale, tra cui Manon: Des Grieux è con lei perché si è dichiarato suo marito. Le deportate sono sfinite dal viaggio ed in condizioni pietose. Nonostante ciò la bellezza di Manon traspare e il capo dei carcerieri si invaghisce di lei. La fa subito condurre nel suo ufficio con l'intenzione di abusare di lei. Des Grieux irrompe e nella lotta riesce ad uccidere il carceriere e a fuggire con Manon. Ma la debolezza fisica e la fatica della fuga sfiniscono Manon. In preda alla febbre ella muore fra le braccia di Des Grieux, non prima di avergli dichiarato per l'ultima volta il proprio amore per lui.

NOTA STORICA. Il balletto di MacMillan è basato sul romanzo L’Histoire du Chevalier des Grieux et de Manon Lescaut dell’abate Antoine-Francoise Prévost, pubblicato nel 1713 come parte - il tomo VII - del ben più ampio "trattato morale" Mémoires et aventures d'un homme de qualité qui s'est retiré du monde dello stesso abate e alle vicissitudini di Manon descritte in quel capitolo si sono ispirati anche Auber, Massenet e Puccini per le loro opere liriche. Le musiche, arrangiate da Lucas, scelte per formare la partitura del balletto di MacMillan sono tutte di Massenet, ma nessun brano è stato estratto dalla sua opera Manon. Proprio col titolo Manon nacque anche il balletto, ma quando fu presentato all’Opéra di Parigi nel 1990 si rese necessario mutargli il titolo ne L'Histoire de Manon, per evitare omonimie, come fermamente richiesto dagli eredi del compositore francese, che imposero il nuovo titolo anche per le rappresentazioni scaligere del 1994.

La vicenda raccontata dall’Abate Prevost aveva in passato ispirato precedenti versioni del balletto e ciò che osserva Mercedes Viale Ferrero a proposito del libretto dell’opera di Puccini può ripetersi per quello del balletto di MacMillan: “Nel romanzo di Prévost la varietà delle situazioni era tale che gli autori suddetti avevano in teoria ampia libertà di scelte. In pratica, tuttavia, poiché dall’Histoire erano già stati ricavati numerosi lavori teatrali, si era precostituita una rete di immagini sceniche che era abbastanza difficile rinnovare.”

Sempre secondo la Viale Ferrero ebbe “decisiva funzione di modello” lo scenario del “ballet-pantomime” Manon Lescaut con libretto di Eugène Scribe, su musiche di Jacques-Fromental Halévy e con la coreografia di Jean-Pierre Aumer, scene di Ciceri e costumi di Lecomte, E. Lami, H. Duponchel rappresentato il 30 aprile 1830 all’Opéra di Parigi, per l'interpretazione di Pauline Montessu e con l’apparizione della Taglioni come Niuka, una schiava che nelle Americhe aiuta gli amanti a fuggire. La vicenda di questo balletto si snodava secondo lo schema, sempre ricordato dalla Viale Ferrero: il giardino del Palais-Royal; l’interno dell’Opéra; salotto elegante; un Forte alla Nuova-Orléans; un vasto deserto della Louisiana. E' solo una curiosità ricordare che la musica di Halévy introduceva per la prima volta un tema, quello di Manon, come leit motiv nella partitura per un balletto.
Un arbitrario lieto fine con le nozze dei due amanti ebbe la Manon Lescaut di Giovanni Casati su musica di Pio Bellini, concepita per la Scala di Milano nel 1846 e ripresa al Regio di Torino nel 1859-60, seguendo lo schema: giardino nel palazzo Reale di Parigi; una porta sulla quale si legge Théâtre de l’Opéra; gabinetto nel palazzo del Marchese; interno del teatro dell’Opéra; il camerone del profosso – capo delle guardie carcerarie - attiguo alle prigioni; sala nel palazzo del Marchese illuminata e disposta per una gran festa.
A queste versioni si aggiunge la Manon di Giovanni Colinelli su musica di Strebinger, che ebbe il debutto a Vienna nel 1852.


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23/11/2005
Andrea Boi leggi gli articoli di andyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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