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coreografi: Eifman


Boris Eifman, Rubtsovsk (Siberia) 1946

Ballerino, coreografo e direttore artistico russo, ha studiato col Balletto di Kishniev, al dipartimento di coreografia del Conservatorio di Leningrado ed è stato solista del Teatro d'Opera e Balletto di Kishniev. Dopo le prime coreografie, tra le quali Icarus del 1970, Gayane su musica di Khatchaturian del 1972 e un Oiseau de Feu per il Kirov, già nel 1977 Eifman fondò il Nuovo Balletto di Leningrado. Nonostante la compagnia fosse malvista perché non si occupava di “Arte Sovietica”, ossia di temi cari al regime, essa continuò la sua attività con tournée in patria, senza alcuna sovvenzione, presentando le creazioni del 1977: Amore Solamente su musica di Schedrin, Bivocale su musica dei Pink Floyd e altri lavori. La compagnia dopo vari cambiamenti, sarebbe diventata l’Eifman Ballet. Solo dopo 10 anni di attività riuscì a presentarsi all’estero, al Teatro degli Champs Elysees a Parigi e ciò aprì strade internazionali.

Le oltre 40 creazioni di Eifman sono dedicate a temi drammatici, con tangenze alla psicoanalisi, quali la paranoia, le allucinazioni, l’avarizia e la meschinità, la disperazione assoluta. Per sua stessa dichiarazione, l’estetica delle sue creazioni nasce da una sintesi di danza d’avanguardia, linguaggio accademico, recitazione e metodologie teatrali, cinema ed effetti scenografici, con l’intento di portare la danza al teatro.

Dalla sua speciale vocazione per il balletto narrativo a serata intera, nel 1997 è scaturita la Giselle Rossa (Red Giselle) su musica di Tchaikovsky, Schittke e Bizet, ispirata alla vita della grande ballerina Olga Spessivtseva, agli orrori ai quali le fece assistere il sanguinario amante, un agente dell’NKVD (il KGB dell’epoca) e ai disturbi mentali che l’hanno tormentata facendo rassomigliare la sua esistenza a quella del personaggio, Giselle, da lei reso magistralmente. Eifman va oltre e presenta la sua Giselle Rossa non proprio come una poetica biografia della grande artista, ma come una metafora universale del dolore alienante patito da chiunque sia stato vittima del regime.

Dopo il titolo di “Artista del Popolo” ha ricevuto altre prestigiose onorificenze: la rimarchevole produzione de I Karamazof del 1995 gli ha valso il premio “Triumph”; la prima Golden Mask è arrivata nel 1997 per il balletto Tchaikovsky del 1993, una sfilata delle figure e dei personaggi che hanno segnato la sua esistenza, durante le ultime ore di vita del compositore. Assai singolare è Un Amleto Russo del 1999, su musica di Beethoven e Mahler, dove Eifman tenta un parallelo tra l’infelice principe di Danimarca e il figlio di Caterina la Grande, il futuro zar Paolo I, che vide l’assassinio del padre, ebbe visioni in cui egli stesso seppelliva la madre, vide la madre cedere alla Danimarca il territorio che gli spettava in eredità dal padre. Anche in questo caso la creazione oltrepassa la narrazione degli eventi storici e si configura come un’analisi della crescita di un bimbo innocente perseguitato da visioni repellenti e terrifiche.

Di matrice russa sono anche L’Idiota e Il Maestro e Margherita, mentre La Dodicesima Notte e Le Nozze di Figaro sono pezzi più leggeri, quasi comici. Un melange di ironia e tristezza è lo spettacolare Who's Who, dal taglio cinematografico. Danza-jazz, step, modern dance, danza classica, danza di carattere, acrobazie per Alex e Max, due ballerini dei Teatri Imperiali, che si recano in America dopo la rivoluzione russa. Inseguiti dai gangsters, si rifugiano in un nightclub in vesti femminili, coinvolti in avventure tragicomiche. A questi lavori si aggiunge un Pinocchio dove il burattino sventa la perfida macchinazione del mago Karabas che sta trasformando tutti gli esseri umani in marionette. Del 1998 sono Requiem su musica di Mozart e My Jerusalem dove il coreografo tratteggia una sorta di città celeste che è simbolo delle tre religioni monoteiste. Da ricordare sono anche Don Juan & Moliere del 2000 e Anna Karenina, ispirato al romanzo di Tolstoy su musica di Tchaikovsky.

Nell'immagine: Red Giselle


ID=938
28/1/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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