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trame: Fille du Pharaon, la


18 GENNAIO 1862
TEATRO MARINSKY DI SANPIETROBURGO
balletto in un prologo e tre atti
cor. Marius Petipa; mus. Cesare Pugni; libr. Vernoy de Saint-Georges e Marius Petipa



Questa produzione rappresentò per Petipa una scommessa e, insieme, un successo personale a livello di carriera. La allora trentaseienne Carolina Rosati, guest del Marinsky, si apprestava a concludere la sua carriera, e suo forte desiderio era di farlo salutando le scene con un lavoro di Petipa. Ma il Direttore dei Teatri Imperiali, a corto di fondi, rifiutò di assegnare a Petipa l'incarico. Quando quest'ultimo, accompagnato dalla Rosati, si presentò al Direttore reclamando ciò che contrattualmente non poteva venirgli negato, e cioè di produrre un nuovo balletto, il tempo a disposizione per l'eventuale debutto era ormai prossimo. Il Direttore gli chiese se poteva mai in sette o otto settimane mettere in scena una nuova produzione, e, di tutta risposta, Petipa disse che ne era in grado, se avesse fatto del suo meglio. Riuscì. In sei settimane. Il successo tra l'altro fu grande, e valse a Petipa la promozione a Secondo Maitre de Ballet.


Prologo. Deserto egiziano. Arriva una carovana di mercanti armeni che si accampa per la notte. Giungono presso di loro due viaggiatori, il giovane Lord Wilson e il suo servo Bull. Sembrano esausti, e i mercanti li invitano ad unirsi a loro per ristorarsi. Durante un intrattenimento danzato da un gruppo di schiave, il cielo viene squarciato da un lampo, ed un violento tifone comincia a soffiare rovinosamente sull'accampamento. Tra le urla e le corse in cerca di rifugio, Wilson e Bull si ritrovano innanzi alla porta di una piramide.
Interno della piramide. Ai piedi della statua del Faraone i mercanti siedono fumando oppio. Il custode della piramide li raggiunge, e Lord Wilson gli offre delle monete d'oro. Il vecchio custode gli spiega il significato di vari geroglifici e gli mostra il sarcofago contenente la figlia prediletta del Faraone. Wilson si unisce al gruppo di fumatori d'oppio con Bull e, dopo breve, cade nei fumi della droga in un profondo sonno. Dal sarcofago compare la bellissima figlia del Faraone, Aspicia, il vecchio custode prende le sembianze di un genio, e con una serie di incantesimi risveglia tutte le mummie della piramide, richiamandole a sé. Poi scopre Aspicia intenta a toccare il giovane Wilson, e la ammonisce. Scompaiono.

I Atto. Il Faraone è alla guida di una battuta di caccia ai leoni, accompagnato anche dalla figlia prediletta. Ella, in un momento di riposo, siede con tutte le sue inservienti, tra le quali la preferita: Ramzé. Arrivano Lord Wilson e Bull che, sotto l'influenza dell'oppio, si presentano rispettivamente come Ta-Hor e Passifont, e vengono accolti nel gruppo. Qualche cacciatore corre ad avvisare della presenza di un leone proprio mentre questo, nello scompiglio generale, prende ad inseguire la fuggente Aspicia. Ta-Hor allora interviene e con una lancia uccide la fiera. Arriva il Faraone e subito Aspicia gli presenta Ta-Hor come il proprio salvatore: il Faraone nel ringraziarlo lo invita a palazzo.
Nelle stanze della residenza del Faraone Ta-Hor non si lascia sfuggire l'opportunità di svelare alla bellissima principessa il suo amore per lei. Ma fa il proprio ingresso il Re di Nubia, arrivato a palazzo per chiedere la mano di Aspicia. Il Faraone acconsente e ai due giovani innamorati non resta che organizzare una fuga, con l'aiuto di Passifont e Ramzé. Durante la festa per la celebrazione delle prossime nozze i due giovani fuggono attraverso una porta segreta. Alla notizia il Faraone ordina di ricondurre a lui la figlia, costringendo Ramzé a svelargli ciò che sa dell'accaduto. Intanto il Re di Nubia, scosso più che mai, scopre il passaggio segreto e si mette alla ricerca della promessa sposa.

II Atto. I due giovani accompagnati da Passifont trovano rifugio ed ospitalità nelle umili dimore di un gruppo di pescatori presso le acque del Nilo. Vengono offerti loro cibo e bevande, e l'invito ad unirsi alle loro danze. A fronte di tanta gentilezza, Ta-Hor offre il suo aiuto per la pesca serale. In sua assenza Aspicia viene raggiunta e scoperta dal Re di Nubia, determinato a ricondurla a palazzo. Lei lo rifiuta e minaccia di gettarsi nel Nilo se egli si fosse fatto troppo avanti: il Re di Nubia cerca allora di evitare il folle gesto della bella principessa, ma non fa a tempo a raggiungerla che lei si lancia nel fiume e viene inghiottita dalle acque. Tornano Ta-Hor e Passifont che, immediatamente, vengono arrestati dalle guardie del Re.
Il corpo di Aspicia è trasportato dalla corrente all'interno di una grotta, dove siede su un trono il Re del Nilo, circondato da naiadi, ondine e altri spiriti delle acque. Questi è impressionato dalla bellezza della giovane, e la riconosce quale figlia del Faraone. In suo onore dà inizio ad un gran festeggiamento, dove partecipano gli spiriti delle acque di tutti i paesi vicini. Aspicia viene presentata come fata delle acque, e condotta al cospetto del Re del Nilo. Ella lo implora di fargli rivedere il proprio innamorato, ed egli acconsente, producendolo in una magica visione. Ma Aspicia non può abbracciarlo e allora, dopo altre vivaci suppliche, convince il Re del Nilo a farla tornare sulla terra. Nel guscio di una grande conchiglia, come perla al suo interno, Aspicia riemerge dagli abissi del regno del Nilo.

III Atto. A palazzo il Faraone interroga i suoi Gran Sacerdoti circa la sorte della figlia, ma essi non sanno rispondergli. Arriva il Re di Nubia portando i prigionieri Ta-Hor e Passifont, e dicendo al Faraone che non sa cosa sia accaduto ad Aspicia. Il Faraone allora interroga Ta-Hor, che dichiara più volte di non sapere cosa sia accaduto, e che spera il meglio per la sua innamorata. Preso dalla collera il Faraone ordina di far uccidere i prigionieri, ma Ramzé lo avvisa del ritorno di Aspicia. Ella riabbraccia il padre, e gli racconta dell'accaduto, implorandolo di risparmiare Ta-Hor. Il Faraone rendendosi conto del fatto che il Re di Nubia sapeva cosa fosse successo alla figlia prediletta, e che quindi gli aveva mentito, lo ammonisce ordinandogli di lasciare immediatamente il palazzo. Ma nulla sembra smuoverlo dal sacrificare la vita di Ta-Hor e Passifont. Allora Aspicia si getta tra le braccia del suo innamorato, preparandosi a fare la sua stessa fine. Il Faraone immediatamente ferma l'esecuzione, e, intenerito dall'amore dei due giovani, acconsente alle loro nozze.
Calano le nuvole e tutto sparisce. Ricompare l'interno della piramide e Lord Wilson, Bull, e i mercanti armeni si risvegliano. Il sogno è finito.

nella foto: Marius Petipa (Coll.: Archiv. Inter. de la Danse, Paris)


ID=965
10/2/2006
Andrea Boi leggi gli articoli di andyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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