Home

Il Victoria & Albert Museum di Londra

La storia della danza in un museo

Un viaggio, virtuale e non solo, nella collezione del museo londinese dedicata al teatro e allo spettacolo dal vivo, alla scoperta di costumi, poster, bozzetti, spartiti, oggetti di scena legati ai più celebri balletti del Diciannovesimo e Ventesimo secolo e ai loro protagonisti

31 Lug
2018
19:26
  • Un bozzetto di Oliver Messel del 1946 per La bella addormentata
    Un bozzetto di Oliver Messel del 1946 per La bella addormentata
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
Registrazione Tribunale di Milano n. 263 del 07/09/2017
Direttore responsabile: Elisabetta Agrati 
Viale Regina Margherita 43, 20122 Milano (Italy) | P.IVA 04097780961

Fondato nel 1852, il Victoria & Albert Museum di Londra è il più vasto museo al mondo dedicato alle arti applicate e al design: ceramiche, sculture, tessuti, stampe, oggetti in metallo, dipinti, gioielli e libri compongono un’impressionante collezione che spazia tra i cinque continenti, tra diversi stili ed epoche, dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco al Rococò.

Di particolare interesse, per i cultori di Tersicore, è la collezione Theatre and Performance dedicata al teatro e allo spettacolo dal vivo. Il primo nucleo di questa esposizione si deve alla collezionista privata Gabrielle Enthoven che negli anni Venti donò al museo il suo ricco “tesoro” di memorabilia legati al teatro, fotografie e libri. Da allora, la collezione si è progressivamente ampliata divenendo un punto di riferimento per chi voglia approfondire l’evoluzione dello spettacolo dai tempi di Shakespeare a oggi. Molte le “arti” coinvolte - teatro, opera, balletto, circo, musica, varietà, marionette, musical - e diversi gli oggetti in mostra: dai programmi di sala ai poster, dagli spartiti alle stampe, dai costumi alle macchine di scena, dai bozzetti ai libri.

Molti gli oggetti legati alla danza, di cui si ripercorre lo sviluppo dal XVII secolo all’età contemporanea con una panoramica che tocca il balletto classico, la danza indiana, la Black Dance, il teatro-danza, e tutti i grandi protagonisti. Come Alicia Markova, prima ballerina dei Ballets Russes di Diaghilev, in seguito del Ballet Rambert e del Vic-Wells Ballet di Ninette de Valois (da cui nascerà il Royal Ballet), fondatrice con Anton Dolin della compagnia da cui sorgerà l’English National Ballet: di questa grande artista, considerata “la più famosa Giselle della sua epoca”, si conservano numerosi ricordi, tra cui la corona di perle e diamanti indossata nel 1950 nel primo atto de Lo Schiaccianoci nel ruolo della Regina della Neve. O ancora il coreografo George Balanchine, cui è legato il costume disegnato per il suo balletto Bugaku, ispirato alla cerimonia che si svolge in occasione dei matrimoni giapponesi: creato dalla designer Barbara Karinska, il tutù presenta un corpetto con leggere maniche a kimono e una gonna realizzata attraverso l’accostamento di “petali” rosa. Come non ricordare, poi, Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn, di cui si conservano i costumi di scena di uno dei balletti che ne segnò la consacrazione come coppia più famosa del balletto del XX secolo, il Lago dei Cigni. In particolare di Margot Fonteyn si può ammirare il tutù nero creato da Nicholas Georgiadis per il ruolo di Odile nel terzo atto indossato dalla ballerina durante la storica recita del 1964 alla Staatsoper di Vienna: alla prima lei e Nureyev ricevettero ben quarantanove chiamate alla ribalta.

Tra i balletti più “rappresentati” nel museo c’è La bella addormentata, di cui si conservano poster, costumi, nonché i bozzetti delle scene e dei costumi realizzati nel 1946 da Oliver Messel per il Sadler’s Wells (oggi Royal Ballet). Si possono, per esempio, ammirare alcuni degli accessori creati dalla designer Lila de Nobile, tra cui la corona della Fata Canarino, che omaggia Aurora del dono della musica, e la maschera indossata dal Lupo di Cappuccetto Rosso nel terzo atto del balletto (entrambi si riferiscono alla produzione di Peter Wright per il Royal Ballet nel 1968).

Sul sito del Victoria & Albert Museum, nella sezione “Collections”, è possibile ammirare le immagini degli oggetti conservati nel museo, anche di quelli non attualmente esposti, per un viaggio virtuale nella storia del teatro e della danza.

 

Foto di copertina: Carlotta Grisi in Giselle. Litografia dipinta a mano di J. Brandard, 1840 © Victoria & Albert Museum

Condividi: 
×