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Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (I)

27 Dic
2005
01:12
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Con la morte di Diaghilev nel 1929 la compagnia dei Ballets Russes da lui fondata si disgregò all’istante e, subito dopo, sorsero numerosi gruppi e compagnie che riunirono artisti che erano stati con Diaghilev. Tuttavia solo due cercarono di riprendere la linea artistica tracciata dall’impresario: i Ballets dell’Opéra di Monte Carlo, diretti da René Blum, e Le Ballet de l’Opéra Russe a Paris, fondata dal Colonnello Vassilij de Basil e dal principe Zeretelli, sotto la direzione artistica di Boris Romanoff. Dopo un paio d’anni di attività queste due compagnie si fusero nei Ballets Russes de Monte Carlo, formatisi a Monte Carlo nel 1932. Sotto la direzione generale del Colonnello Vassilij de Basil e la direzione artistica di René Blum, il nuovo complesso rivendicò il nome e l’eredità dei Ballets Russes di Diaghilev, tentando di farne rivivere i fasti.

Qui verrà descritta l’attività della nuova impresa dal 1932 al 1936, quando, per uno screzio, René Blum si allontanò da essa per fondarne nel 1936 una sua, anch’essa ispirata all’eredità di Diaghilev.

Nel prossimo articolo seguiremo, separatamente, le attività delle due compagnie, quella che continuerà ad essere diretta da de Basil e la nuova diretta da Blum e, successivamente, da Denham. Entrambe cambieranno sovente denominazione, entreranno in conflitto, gli artisti trasmigreranno dall’una all’altra, dando luogo a una storia piuttosto intricata, sulla quale si cercherà di far chiarezza.

Il repertorio dei Ballets Russes di Monte Carlo e delle due compagnie in cui questa si spezzerà dopo il '36 era costituito da molte nuove creazioni, da qualche classico ottocentesco, quale Il Lago dei Cigni, da lavori della Nijinska, quali Bolero, Variations, ma il nucleo principale era formato dai più fortunati balletti di Diaghilev: Les Sylphides, L'Oiseau de Feu, L'Aprés-midi d'un Faune, Petroushka , Les Matelots, Il Tricorno, La Boutique Fantasque, Les Contes Russes.

Tornando ai Ballets Russes de Monte Carlo, diretti da De Basil e da Blum, fin dal 1932 la compagnia si presentava come una solidissima impresa, grazie alla scrittura di parecchi artisti importanti che erano stati con Diaghilev.


Infatti de Basil e Blum si erano accaparrati Balanchine come coreografo principale, Grigoriev, il braccio destro di Diaghilev, come regisseur, Boris Kochno e i ballerini, che erano stati nei Ballets Russes, Lubov Tchernicheva, Leon Woizikovsky e, poco dopo, Alexandra Danilova e David Lichine. A questi si aggiunsero subito Toumanova, Baronova e Riabouchinska, scritturate da Balanchine per la loro tecnica prodigiosa e per il fascino giovanile dovuto alla loro età così verde - Riabouchinska 15enne, le altre due 13enni - da guadagnar loro il soprannome di baby ballerinas.

Balanchine aveva scovato Toumanova e Baronova tra le allieve di Preobrajenska e aveva notato Riabouchinska nello studio di Kshesinska. In modo analogo anche le altre scuole di danza parigine dirette dai maggiori insegnanti russi, rifugiatisi in Francia dopo la rivoluzione, si rivelarono un vivaio di giovani artisti che portarono ai Ballets Russes di Monte Carlo almeno le vestigia della tradizione imperiale russa.

Secondo Ivor Guest, ciò che mancò del Balletto Imperiale fu la ferrea disciplina del Marijnsky, che la forte personalità di Diaghilev aveva, almeno in parte, mantenuto. Una seconda differenza dalle scelte artistiche di Diaghilev – prosegue Guest – fu la politica relativamente conservatrice intrapresa dai Ballets Russes di Monte Carlo, tesa a compiacere un pubblico piuttosto vasto, mentre Diaghilev non aveva esitato a scandalizzare il suo pubblico. Va aggiunto, però, che i Ballets Russes de Monte Carlo mantennero un altissimo livello artistico rivolgendosi a musicisti e a pittori di vaglia.

Le prime rappresentazioni vennero date nel 1932 al Théâtre de Monte Carlo, base della compagnia. Terminata la stagione iniziarono le prime tournée in numerose nazioni europee, tra le quali ci fu il Belgio, l'Olanda e la Francia: si esibirono a Parigi al Théâtre des Champs Elysées e successivamente allo Chatelet.


Per questo primo anno di attività Balanchine aveva creato Cotillon, su musica di Chabrier e con décor di Christian Bérard e libretto di Kochno. E' una spensierata rievocazione di una serata trascorsa a un ballo. I cotillons distribuiti sono pretesto per una serie di danze, alle quali si aggiunge un elemento di mistero col passo a due "La Mano del Fato" tra un giovane e una donna in guanti neri, che si rivelerà un vampiro. Ancora Balanchine creò La Concurrence con libretto, scene e costumi di André Derain, musica di Auric. Questo secondo balletto è imperniato sulla rivalità di due sarti, che, avendo le botteghe contigue, sviluppano una litigiosità che contagia i rispettivi clienti fino all’intervento della forza pubblica, che ristabilisce l’ordine. Straordinaria fu l'interpretazione del Clochard fatta da Woizikowsky. Per ulteriori notizie sul balletto e sui contributi di Derain al teatro si rimanda all’articolo Scene e costumi di una belva. Sia Cotillon che La Concurrence sono ritagliati sulle capacità di Toumanova, che, interpretando il primo, fu la prima ballerina a cimentarsi, in scena, con 32 fouettés doppi e 16 tripli.
Da ricordare, sempre di Balanchine, è la sua prima versione de Le Bourgeois Gentilhomme, su musica di Richard Strauss, scenografia di Alexandre Benois, interpretato a Monte-Carlo da David Lichine.

Subito dopo Balanchine lasciò la compagnia, assieme a Toumanova e a Kochno, per fondare i suoi Ballets 1933 e fu Massine a subentrare nella carica di primo coreografo dei Ballets Russes de Monte Carlo. Oltre a questo incarico, Massine fu anche interprete di molte produzioni della compagnia. Le sue creazioni per la compagnia sono suddivise dalla critica in balletti di carattere e balletti sinfonici.



Tra i primi si ricordano: una nuova versione di Le Beau Danube del 1933, un’evocazione dello spirito viennese fin de siecle, su musiche di Strauss, dove una ballerina di strada ballava un valzer romantico con una sua vecchia fiamma, un focoso ussaro, creato da Massine, destando la gelosia del nuovo amore del militare; Jeux d'Enfants del 1933, balletto surrealista su musica di Bizet, scene di Mirò e libretto di Kochno, in cui una trottola e altri giocattoli prendono vita di notte, anch’esso ideale per le baby ballerinas. Toumanova e Riabouchinska lo interpretarono con successo a Monte Carlo, Baronova elettrizzò coi suoi fouetés il pubblico londinese dell’Alhambra. L’entusiasmo degli spettatori londinesi fu tale che le previste tre settimane di tournée divennero quattro mesi. Sempre nel 1933 Massine riprese un suo vecchio lavoro del 1924, Scuola di Ballo, su musiche di Boccherini, arrangiate da Jean Francaix, basato su una commedia di Goldoni, che narra i tentativi di un maestro di ballo di ingannare un impresario facendogli ingaggiare la sua peggiore allieva.


Nello stesso anno Massine iniziò a collaborare con Nina Verchinina, che aveva studiato il metodo di Laban e che lo mise a contatto con la danza europea moderna del centro Europa (Susan Au). Massine sviluppò il filone dei balletti sinfonici, nei quali intese trasporre la musica sinfonica in danza pura, riconducendo l’impulso creativo alla sola musica, interpretata come espressione sonora di un tema astratto, quale l’amore o il destino, del quale la coreografia vuole essere espressione visiva. Rileva la Au che, in questo genere, Massine mise in evidenza, con la collaborazione della Verchinina, una straordinaria abilità e originalità nel muovere il corpo di ballo, i gruppi e le grandi masse.

Il primo balletto di Massine di questo genere è Les Presages del 1933 sulla quinta sinfonia di Tchaikovsky, con décor di André Masson, ispirato alla lotta dell’uomo contro il suo destino. In esso Verchinina interpretò il ruolo dell’Azione, Baronova quello della Passione in coppia con l'Eroe, Lichine; la loro estasi veniva interrotta dal Fato, interpretato da Woizikowsky. Riabouchinska era la Frivolezza.

Queste creazioni di Massine si aggiunsero al repertorio presentato durante la seconda stagione dei Ballets Russes di Monte Carlo. Nell’inverno del 1933 la compagnia fu impegnata nel primo tour americano, organizzato da Hurok, seguito da fortunatissime esibizioni al Covent Garden di Londra. Durante la tournée londinese Verichinina apparve nel secondo movimento di Choreartium, il secondo balletto sinfonico di Massine, creato per la piazza londinese sulla quarta sinfonia di Brahams.

Successivamente le tournée americane divennero un’abitudine: nel 1934 a Philadelphia, Massine presentò Union Pacific, una creazione, simile a una commedia musicale e, quindi, un balletto di carattere, ispirata alla costruzione della prima linea ferroviaria transcontinentale americana, alle rivalità tra i due gruppi di lavoratori, i cinesi e gli irlandesi, e alle risse da saloon, di cui Massine era straordinario barman; l'anno successivo, il 1935, creò Jardin Public.

Accanto ai lavori di Massine, nel 1934 fu prodotto un breve balletto in due atti con coreografia di Lichine: Les Imaginaires, su musica di Auric. La Geometria è il soggetto del balletto: il Cerchio e il Triangolo, simboli dei due sessi, portati alla vita dal Gesso, si innamorano, ma la Spugna cancella il Triangolo. Proseguono analoghe peripezie finché la Spugna cancella tutto ciò che era stato creato.


Come già detto nel 1935-36, per uno screzio con de Basil, Blum lasciò i Ballets Russes de Monte Carlo. Da quel momento i Ballets Russes di Monte Carlo cambiarono nome in Ballets Russes du Colonel de Basil. Il colonnello fece debuttare il giovane André Eglewsky, fu abbandonato da Woizikowsky, condusse la sua troupe in Spagna, in America e a Londra, dove riscosse grande successo il capolavoro dei balletti sinfonici di Massine: La Symphonie Fantastique, creata sull’omonima sinfonia di Hector Berlioz e con un efficacissimo décor di Christian Bérard. Ci erano voluti due anni di lavoro perché vedesse la luce questa sinfonia coreografica, che, a differenza dei consueti balletti sinfonici essenzialmente astratti, ha un racconto che segue la drammaturgia dello stesso Berlioz: sono in scena le visioni e i fantasmi della mente di un giovane musicista, ruolo creato dallo stesso Massine, provocati da una dose di oppio assunta per lenire le sue pene d’amore. La visione dell’Amata, creata da Toumanova, lo seguirà in una sala da ballo, in un paesaggio sereno, in una prigione, in un sabba di streghe.

Con il volontario allontanamento di Blum, era rimasta vacante la carica di direttore artistico. Ad essa aspirava Massine, ma gli fu negata da de Basil. Per questo motivo anche i loro rapporti si guastarono e nel 1938 Massine fece la sua ultima apparizione con la compagnia. Come si vedrà, René Blum fonderà una sua compagnia che rivaleggerà con quella in cui era rimasto de Basil.




Fonti letterarie
-Cyril W. Beaumont, The Monte Carlo Russian Ballet, C.W.Beaumont, London, 1934
-Ivor Guest, The Dancer's Heritage, Adam and Charles Black, London, 1960
-Aldo Masella, Storia della Danza, tuttoDanza Interlinea, 1998
-Susan Au, Balletto e danza moderna, Skira, Rizzoli, 2003

Nelle immagini
-De Basil e Hurok a destra, Massine al centro, Lichine a sinistra in piedi ed altri elementi della compagnia
-Irina Baronova come Colombina in Le Carnaval, Photo Maurice Seymour
-Tatiana Riabouchinska, Photo Maurice Seymour
-Joan Mirò, bozzetto per Jeux d'Enfants
-Alexandra Danilova ne La Boutique Fantasque, Photo Maurice Seymour
-La Symphonie Fantastique, secondo movimento

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Marino Palleschi
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