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Les Ballets 1933

29 Gen
2006
11:52
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Nel 1933 Georges Balanchine lasciò Les Ballets Russes de Monte Carlo, di cui era coreografo principale, per fondare una sua compagnia. Fu seguito da Tamara Toumanova, una delle tre "baby ballerinas", da Lubov Rostova, da Roman Jasinsky e da Boris Kochno, già segretario di Diaghilev e librettista di gran valore, che abbandonarono anch'essi la compagnia diretta dal Colonnello de Basil. Balanchine poté anche contare sull'amante di Kochno, il quotato pittore Christian Bérard. Oltre agli artisti citati, la compagnia comprendeva importanti ballerini, quali Pearl Argyle e Diana Gould, la futura moglie del violinista Yehudi Menuhin. Completava la partita una danzatrice e mima viennese, Tilly Losch, sposata al nobile magnate Edward James, il quale finanziò l'impresa di Balanchine come fosse un regalo fatto alla moglie. Ciò consentì di ingaggiare anche pittori di talento, come André Derain, e musicisti di grido, coi quali Balanchine poté sviluppare collaborazioni interessanti e degne di essere ricordate per il loro carattere avanguardistico e sperimentale, nonostante l'attività della nuova compagnia, Les Ballets 1933, sia durata lo spazio di una sola stagione e non abbia riscosso grande successo.

In tempi strettissimi, Balanchine creò ben sei nuovi balletti, che, assieme a Job, un oratorio di Nicola Nabokov, costituirono il repertorio dei Ballets 1933. Questi includono Les Valses de Beethoven ed Errante, su musica di Franz Schubert, scene di Pavel Tchelichev, che, ispirato ai giochi di tessuti studiati da Loie Fuller, mette in scena la lotta di una donna contro i fantasmi creati dal suo stesso io.


In Songes, su musica di Milhaud, esplode il magistrale senso del colore di Derain, trattato nello stile degli acquarellisti che riproducevano i costumi dell'epoca di Luigi XIII; dopo lo spettacolo, una ballerina rincasa, si addormenta e sogna personaggi fantastici che spariscono al suo tentativo di toccarli: una coppia di danzatori di polka, un mostro che si trasforma in un acrobata. Poi un re, una ballerina di can can, altri danzatori mascherati si avvicinano alla giovane, appare la Fata dei fiori che la protegge dai suoi sogni fino al risveglio.

Un altro décor di Derain particolarmente apprezzato fu quello, attento alla mitologia e alle leggende, per Fastes, balletto su musica di Sauguet, incentrato sui lupercali, festa pagana licenziosa dell'antica Roma, consumata in una piazza assolata: sei matrone in verde si abbandonano ad ogni eccesso, tra grassi buffoni, due efebi nudi, dipinti di blu e di bistro, e una giovane in bianco alla spasmodica ricerca di un amante. I misteri della voluttà le saranno rivelati da un adolescente in toga corta e rosa.

Mozartiana, creato da Toumanova e Jasinsky, è un balletto senza trama su musica di Mozart-Tchaikovsky e con décor di Christian Bérard, del quale Balanchine riproporrà più versioni rimaneggiate nel corso della sua carriera.


Particolarmente interessante per la collaborazione di Balanchine col musicista Kurt Weill e per il coinvolgimento di Bertold Brecht, che ha fornito il testo, è Les Sept Péches capitaux, rappresentato con décor di Caspar Neher. Il balletto con canto narra la storia di una giovane, Anna, che, cantando, racconta il cammino danzato da una seconda Anna alla ricerca dei mezzi per costruire una casa in Lousiana per la sua famiglia. Nel suo percorso Anna deve affrontare un peccato in ciascuna delle sette città americane in cui si reca. Il lavoro è un'accusa spietata della società capitalistica americana e della piccola borghesia che intende la donna come oggetto di piacere. La conclusione immorale - il denaro si ottiene vendendo se stessi - fa del balletto una lezione moraleggiante.

Il debutto, attesissimo, avvenne a Parigi, al Théâtre des Champs-Elysées in un clima di eccitazione, ma l'accoglienza del pubblico e della critica fu assai tiepida e non mancarono commenti spietati. Il destino aveva anche voluto che in quei giorni si esibissero trionfalmente allo Châtelet i Ballets de Monte-Carlo di de Basil. La rivalità tra le due compagnie si sarebbe di lì a poco riaccesa sulla piazza londinese, dove i Ballets 1933 integrarono il repertorio con un balletto di Lifar. Anche qui il confronto giocò a loro sfavore e proprio a Londra, dopo meno di due mesi di attività, Balanchine decise di sciogliere il gruppo.


Una delle ultime sere di rappresentazione, Balanchine attendeva in camerino di andare in scena per sostituire Jasinsky in Errante, quando ricevette la visita di un giovane, ricco americano appassionatissimo di danza, disposto ad aiutare Balanchine a trasferirsi in America perché contribuisse a consolidare la cultura ballettistica della nazione. Il giovane si chiamava Lincoln Kirstein e da quell'incontro sarebbero nati una scuola importante e il leggendario New York City Ballet.

Nelle immagini:
-Tamara Toumanova e Roman Jasinsky in Mozartiana
-André Derain, bozzetto per la camera della ballerina in Songes
-André Derain, figurino di costume per una matrona in Fastes
-Tilly Losch e Roman Jasinsky in Errante

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Marino Palleschi
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