Home

Swan Lake di Matthew Bourne

1 Apr
2006
15:50
Contenuto proposto dagli utenti
Autore: 
Articoli del vecchio sito
SWAN LAKE

9 NOVEMBRE 1995 SADLER’S WELLS THEATRE DI LONDRA
Balletto in un prologo e quattro atti
cor. Matthew Bourne, mus. Piotr I. Ciaikovsky


Swan Lake è l'originale rivisitazione compiuta da Matthew Bourne della versione di repertorio del Lago dei Cigni. E’ inoltre il balletto che ha consacrato Bourne come coreografo di fama internazionale. Un successo di pubblico e di critica tale da rendere questo Swan Lake l'opera teatrale con il più lungo periodo di rappresentazione al mondo e tale da fare di Bourne l'unico inglese ad essere premiato lo stesso anno (1999) con due Tony Awards, come Best Director e Best Choreographer di Musical. E questi sono solo due dei numerosissimi premi internazionali attribuiti a questa sua creazione che ha ricevuto anche una citazione cinematografica nella scena finale del film di Stephen Daldry "Billy Elliot" dove Adam Cooper - indimenticabile primo interprete del Cigno - impersona Billy, ormai adulto, nel ruolo principale del balletto.
Sono indubbiamente numerosi i meriti di quest’opera, sebbene la potenza espressiva ed emotiva della storia al centro della narrazione possa probabilmente indicarsi come ciò che maggiormente ha inciso sul suo successo.


- I TRATTI DISTINTIVI DEL BALLETTO -
Swan Lake è una vera e propria pièce teatrale drammatica, raccontata attraverso la danza. Non a caso i danzatori prediletti da Bourne (a partire dal primo cast, con Adam Cooper - il Cigno -, Scott Ambler - il Principe e Fiona Chadwick – la Regina) sono veri e propri attori danzanti. La storia che ne risulta è un originale intreccio di poesia, dramma, ironia, sarcasmo, passione e malinconia.

La versione del Lago di Bourne è nota soprattutto per la sostituzione del corpo di ballo femminile con un corpo di ballo interamente maschile, nonché per aver sostituito la figura della fragile Odette con quella di un Cigno sensuale, forte e misterioso. Suscitò infatti grande scalpore la lettura omosessuale dell’amore tra il Principe e il Cigno, così come del resto accadde per l’ironica messa in scena delle dinamiche di una Corte che in molti aspetti ricorda quella anglosassone dei Windsor. Non è questo tuttavia l’unico elemento satirico in un racconto che in numerosi altri momenti lascia spazio all’ironia creativa del suo autore, come avviene ad esempio in occasione della divertente rappresentazione di un balletto dell’Ottocento o come si riscontra nell’accento caricaturale di alcuni personaggi anche secondari.
Il registro predominante del balletto rimane comunque quello poetico e drammatico. Al suo centro c’è la figura del Cigno che rappresenta il mezzo attraverso il quale Bourne, prima ancora che narrare una storia trasgressiva, intende rendere le sensazioni che questi animali suscitano in lui: un ideale di bellezza, ma anche di aggressività e di forza che ha suggerito a Bourne l’immagine della muscolatura maschile piuttosto che quella di aggraziate ballerine vestite di romantici tutù. Ed ecco dunque che il corpo di ballo del Lago, meravigliosamente abbigliato da Lez Brotherston, si trasforma in un gruppo di creature selvagge, sensuali e capaci di improvvisa ed inarrestabile violenza.
Se la lettura omosessuale della vicenda non riesce a distogliere l’attenzione dalla potenza emotiva della storia narrata, occorre prendere comunque atto di alcune connotazioni trasgressive della storia. Tra queste non può sottrarsi all'attenzione dello spettatore come in questo Lago non vi sia alcuna trasformazione del Cigno in uomo, al contrario di quanto avviene invece con Odette-Principessa. Il duetto d’amore qui viene danzato tra un uomo e un cigno.


- LA STORIA -
L’originale trama di questo Swan Lake narra di un giovane uomo che, imprigionato dai suoi doveri istituzionali di erede al trono e dalla freddezza dell’ambiente familiare che lo circonda, cerca rifugio in un amore irrealizzabile. L’amore agognato è quello verso un bellissimo Cigno, la cui immagine appare in sogno al Principe ancora bambino e che gli si materializza dinnanzi in un momento di grande disperazione come unico spiraglio di felicità e di speranza. Il Principe deve però presto confrontarsi non solo con l’ambiente umano che lo circonda, dal quale è già ridicolizzato ed emarginato, bensì anche con quello animale che tanto lo attrae. I cigni arrivano infatti ad uccidere il Cigno, loro principe, quando questi decide di accogliere con sé il Principe, pronto a sacrificare il gruppo per realizzare il proprio amore. Sia nel sistema sociale che in quello animale, ciò che è altro da quello che la convenzione del gruppo riconosce, viene temuto ed allontanato.
Dopo una lunga serie di vicissitudini dolorose, la realizzazione del sogno del Principe avviene solo con la morte, che conduce l’uomo tornato bambino in un caldo ed agognato abbraccio d’amore.

Bourne sostiene che questa storia già si celasse nella partitura di Tchaikovsky del Lago dei Cigni, la cui melodia rimanda naturalmente ad una potente e drammatica storia d’amore. Per Bourne quella di un giovane uomo che, non trovando affetto e comprensione in chi gli sta accanto, arriva a rincorrerlo in un ideale sfuggente, irraggiungibile, ma che gli dà il conforto e la forza necessari per sopravvivere. La morte dell’ideale coincide necessariamente con la morte del giovane.
Bourne ha deciso dunque di mantenere inalterati due degli elementi chiave della versione originaria del Lago: la musica e il soggetto principale attorno al quale si sviluppa la vicenda, ossia la ricerca di un ideale irraggiungibile. Se si dovesse individuare il tratto di maggiore originalità del Lago di Bourne rispetto al libretto originale, questo sarebbe sicuramente rappresentato dalla sua moderna rilettura, tale da rendere il racconto una storia universale in cui ognuno possa ritrovare qualcosa di sé. In fondo lo Swan Lake di Bourne non è altro che il racconto della spasmodica ricerca d’amore da parte di chi ne sente l’urgenza e che, non contraccambiato, cerca rifugio nella propria immaginazione fin quasi a confonderla col reale.
Numerosi sono in tal senso i momenti del balletto in cui non è chiaro se ciò cui lo spettatore assiste sia reale oppure sia frutto dell’immaginazione del Principe. Questo espediente narrativo è evidente in alcune scene: la prima è quella dell’incontro al lago con il Cigno, quella in cui il suo utilizzo risulta più sorprendente è la scena della festa a Palazzo. In quest’occasione alcune immagini sono frutto dell’immaginazione del Principe e nascono prendendo spunto da passaggi reali con cui si fondono e confondono. Al fine di lasciare intuire i passaggi da reale a irreale, Bourne utilizza esclusivamente semplici cambi di luce e di musica, ma non sembra essere sua intenzione quella di disvelarli completamente. In fondo anche l’irreale non è altro che un pretesto per raccontare una storia che ogni spettatore è libero di leggere e vivere come meglio crede.


- I PERSONAGGI -
Collante tra mondo reale e fantastico è il Principe, figura fragile, insicura attraverso la cui mente viaggiamo tra realtà e immaginazione, a partire dall’incontro con il Cigno, il personaggio seducente ed originale di questa creazione.

Il Cigno rappresenta l’ideale irraggiungibile del Principe cui può essere data una lettura ambivalente: ideale irraggiungibile d’amore, bello, forte, sensuale e magnetico, il Cigno rappresenta per il Principe la trasgressione; oppure ideale irraggiungibile di indipendenza, di forza e di libertà, il Cigno rappresenta per il Principe la parte irrealizzata di sé. Ma non solo. Forse la vera natura dell'attrazione che spinge il Principe verso il Cigno è quella verso l'immagine materna che, negatagli in vita, ritrova, magicamente tornato bambino, in un sicuro e caldo abbraccio finale.

Le figure del perfido Rothbart e di Odile sono state sostituite da quella del crudele Segretario Privato che ordisce un piano per screditare il Principe e da quella dello Stranger, suo figlio che, in calzoni di pelle nera, si presenta al Ballo Reale catturando seducentemente l’attenzione di tutti i presenti, compreso il povero Principe. Convinto infatti di vedere in lui il suo amato Cigno, il Principe non resiste alla vista di lui cinto dalle braccia delle tante donne presenti, ma soprattutto da quelle di sua madre.

La Regina è un altro personaggio chiave della vicenda. Fredda, cinica, attenta più alle regole di Corte e ai suoi vizi che non alla disperata richiesta di affetto da parte del figlio, è lei che conduce il Principe alla follia negandogli il proprio amore. Agli occhi del Principe, infatti, è la Regina a sottrargli l’amore, il suo di madre quando bambino e ragazzo cercava di attirare la sua attenzione, quello dell’uomo che ama quando la vede stringerlo bramosamente tra le sue braccia.


- LA TRAMA ANALITICA -
Atto Primo
Scena prima – La stanza del principe

Il Principe bambino dorme profondamente nel suo letto, ma l’immagine di un cigno minaccioso sconvolge il suo sonno.
La Regina, sua madre, una donna fredda, cinica ed incapace di comprendere il figlio, non riesce a dargli il conforto di cui avrebbe bisogno. Nonostante questo, il Principe è alla continua vana ricerca di un modo per compiacerla, dedicandosi ad esempio suo malgrado all’apprendimento dei doveri di un Erede al Trono. Ma questo è un ruolo al quale il Principe si rivela inadeguato in diverse occasioni pubbliche, provocando grande imbarazzo nella severa madre e nel suo éntourage.
Accanto a lui, sin da bambino, la sinistra figura del Segretario Privato.

Scena seconda e terza – Nel palazzo
Nonostante gli anni passino, il Principe non riesce ad adattarsi alle convenzioni del ruolo, risultando impacciato e dipendente dalla madre in ogni occasione pubblica.
La Regina nel frattempo non perde occasione per cedere alle lusinghe di giovani uomini. Ed è così che, in un momento di distrazione della madre, il Principe incontra una misteriosa giovane, che in segreto accordo con il Segretario Privato, lo corteggia. E’ così che il ragazzo, invaghito, la presenta alla madre contrariata.
In seguito alle insistenze del Principe, la Regina, in compagnia di un giovane militare, acconsente ad andare ad uno spettacolo di balletto insieme al figlio e alla sua giovane compagna.

Scena quarta – Un teatro d’opera
In teatro viene rappresentato un balletto della tradizione romantica. Bourne mette in scena una vera e propria parodia, con tanto di prima ballerina vestita di un lungo tutù bianco con ali e il protagonista maschile in bilico tra il desiderio di catturare la giovane e il sentimento d’amore che nutre per lei. Non manca il personaggio negativo, un mostro malefico che viene ucciso dai protagonisti. Segue immediatamente la morte misteriosa ed ineluttabile della protagonista davanti agli occhi dell’uomo disperato ed impotente.
Nel corso della rappresentazione la fidanzata del Principe mette in serio imbarazzo l’intero Palco Reale con atteggiamenti poco convenienti. Irritata dai rimproveri, la giovane se ne va attraversando il palco mentre la protagonista, agonizzante, muore tra le braccia dell’amato.

Scena quinta – Gli appartamenti del Principe
E’ uno dei quadri più struggenti del balletto, in cui Bourne tratteggia con grande precisione il complesso profilo psicologico del Principe e della madre, nonché le dinamiche del loro difficile rapporto.
Di ritorno dal ballo, il Principe cerca sollievo nell’alcool, infine cade sulle ginocchia in preda allo sconforto. E’ in questo momento che la madre entra e, spinta da un inconsueto sentimento di pietà e amore materno, posa la mano sulla spalla del figlio, ma subito la ritrae, invitando il figlio a non avvicinarsi troppo.
Il Principe si illude di poter avere finalmente dalla madre un momento di autentico amore, ma viene violentemente allontanato. Ne nasce uno scontro quasi fisico: il figlio abbraccia disperatamente la madre, cercando di trattenerla; la madre, quasi terrorizzata dal comportamento del figlio, se ne allontana. Prima di lasciarlo, ciò che sa fare è metterlo davanti alla sua immagine riflessa nello specchio, ricordandogli quale sia il suo ruolo. Ma è proprio questo ciò che più sconforta il giovane.
Nascosto nella penombra, il Segretario Privato osserva soddisfatto la scena tramando qualcosa.

Scena sesta - Un club privato di Soho
Il Principe cerca di scordare la sofferenza in un locale notturno che offre numerosi svaghi ludici.
Anche il Segretario Privato è presente, sebbene camuffato, e riesce a mettere in atto il suo piano per screditare il Principe il quale, sferrato un pungo ad un giovanotto, viene buttato fuori dal locale. Ad immortalare la scena, numerosi fotografi opportunamente informati.
Nascosto dall’ombra della notte, il Principe assiste alla consegna da parte del Segretario dei soldi pattuiti con la sua fidanzata, anch’essa coinvolta nel complotto.
Il Principe si trova nuovamente faccia a faccia con la sua profonda solitudine e prende coscienza di non avere il minimo controllo della propria vita. Riaffiora così nella sua mente l’immagine del sogno che sconvolgeva i suoi sogni di bambino: il Cigno.

Atto secondo – Un parco a St. James
Sconsolato il Principe si dirige verso un lago. Quando l’unica soluzione sembra essere quella più disperata, di fronte a lui appare improvvisamente il Cigno, bellissimo, forte e misterioso. Il Principe ne è travolto.
Appaiono anche gli altri cigni, eleganti, sensuali, distanti. Il Principe vorrebbe seguirli, ma questi, minacciosi, non appena il Cigno, il loro leader, si allontana, cercano di attaccarlo. Ma improvvisamente il Cigno riappare per salvarlo. E’ in questo momento che i loro sguardi si incontrano: quello enigmatico e sensuale del Cigno e quello spaurito e disarmato del Principe.
I passi a due che seguono rivelano la scoperta da parte del Principe di qualcuno cui affidarsi e di cui fidarsi, qualcuno nelle braccia del quale trovare conforto e protezione. Emblematica in tal senso l’immagine del Principe che, abbracciando il Cigno, si stringe a lui in posizione fetale, nascondendo il viso contro il suo petto. Il Principe ha finalmente trovato la parte mancante di sé, quella forte, indipendente, selvaggia. Non a caso i passi a due sono spesso coreografie eseguite fianco a fianco sincronicamente.
I cigni d’un tratto se ne vanno e il Principe resta solo, davanti al lago, con un nuovo sentimento che gli infonde speranza e coraggio.

Atto terzo – Il Ballo Reale
E’ la sera del Ballo Reale. Numerosi sono gli ospiti che arrivano a Palazzo, attesi da numerosi fotografi.
Al ballo sono presenti molte nobildonne e non, invitate per incontrare il Principe, il quale però vive con imbarazzo ed impaccio l'evento, cercando di sfuggire in particolare ai tentativi di riconquista della bionda amica.
D’improvviso compare un giovane dall’aspetto misterioso, vestito di nero. Il suo ingresso non passa inosservato, in particolare al Principe che vede in cui le note sembianze del Cigno. L’uomo misterioso, dopo aver abbracciato il padre, il Segretario Privato, si avvicina alla Regina che riesce a conquistare immediatamente, salutandola con un gesto oltraggiosamente sensuale! L’uomo inizia dunque un ballo audace con le donne ospiti al ballo. Ma la donna alla quale il giovane misterioso è interessato sembra essere solo ed esclusivamente la Regina. Così, sotto lo sguardo esterrefatto del Principe, e quello soddisfatto del Segretario Privato, continua il suo corteggiamento.
Con l'invito alle danze della fidanzata del Principe da parte del misterioso uomo, inizia tra i due, accompagnati da diverse partners, una danza che si trasforma ben presto in una sfida di sguardi. Quando la musica finisce, la Regina si avvicina al figlio del Segretario Privato che ricomincia così la sua danza di seduzione, contraccambiato dalla donna. Sgomento, il Principe cerca di intervenire, ma si trova lui stesso tra le braccia dell’uomo, o almeno immagina d’esserlo. Danzando con lui crede di ritrovare slanci e abbandoni del suo Cigno. Tuttavia ben presto qualcosa di strano e sinistro irrompe nel comportamento del misterioso uomo: anziché confortare il Principe, l’uomo si rivela crudele ed aggressivo.
Gli ospiti deridono il Principe mentre lui, disperato, cerca nuovamente di allontanare l’uomo dalla madre. E’ uno schiaffo di lei, ennesima manifestazione di sprezzo nei confronti del figlio, a scatenare in lui la follia. Ricompare infatti d'improvviso con una pistola in pugno. Nella colluttazione è la fidanzata del Principe a rimanere uccisa. Il Segretario Privato e il figlio ridono soddisfatti mentre il Principe viene trascinato via.


Atto quarto – La stanza da letto del Principe – Apoteosi
Il Principe si trova nel suo letto. Nell’agonia vede entrare nella stanza un medico con le fattezze del Segretario Privato e, accanto a questi, la madre e numerose infermiere il cui volto freddo ed inespressivo, è uguale a quello di lei.
Una volta rimasto solo nella stanza, compaiono d’improvviso i cigni che presto, minacciosi, riempiono la stanza. Ed eccolo, il Cigno, pronto a proteggerlo ancora una volta e a portarlo con sé. Il Principe lo abbraccia teneramente. Ma questa volta i cigni non sono intenzionati ad accettare la presenza del Principe, né tanto meno l’abbandono del loro leader che attaccano sino ad ucciderlo.
Di fronte alla scomparsa del Cigno, cui assiste impotente, il Principe, straziato e senza più speranza, si lascia morire.
La madre lo troverà riverso sul letto privo di vita e per la prima volta nella sua vita, disperata, esprimerà amore verso il figlio.
Sullo sfondo l’immagine del Cigno, nel cui tenero abbraccio il Principe, tornato ragazzino, dorme serenamente.

E’ questa l’immagine struggente su cui cala il sipario di questa travolgente versione contemporanea del Swan Lake di Bourne, storia di un ragazzo che voleva solo essere amato.


Nelle immagini:
foto 1 e 3: immagini di scena raffiguranti il Principe e il Cigno
foto 2: il corpo di ballo maschile dei cigni
foto 4: Adam Cooper nel ruolo del Cigno
foto 5: immagine di prova della scena del Ballo Reale tra Adam Cooper nel ruolo del Cigno e Fiona Chadwick nel ruolo della Regina
foto 6: immagine di scena di Adam Cooper nel ruolo del Cigno e Scott Ambler nel ruolo del Principe.

class=testopiccolo>


Alessandra Feller
Condividi: 
×