Home

Cristiana Camba

FIND: incontri e suggestioni

Prosegue a Cagliari la 36esima edizione del Festival Internazionale Nuova Danza. La direttrice artistica Cristiana Camba ci parla del passato e del presente della rassegna

11 Ott
2018
09:18
  • Gala di Jérôme Bel
    Gala di Jérôme Bel
  • NÄSS della Massala Dance Company
    NÄSS della Massala Dance Company
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
Registrazione Tribunale di Milano n. 263 del 07/09/2017
Direttore responsabile: Elisabetta Agrati 
Viale Regina Margherita 43, 20122 Milano (Italy) | P.IVA 04097780961

Dal 1998, Cristiana Camba ha raccolto l’eredità di Paola Leoni, direttrice della compagnia ASMED, che per prima ha portato la danza contemporanea in Sardegna. Così, a distanza di trentasei anni dalla sua fondazione, il Festival Internazionale Nuova Danza di Cagliari (fino al 5 novembre) prosegue lungo il percorso tracciato fin dagli inizi: far conoscere la danza contemporanea nelle sue infinite sfaccettature, coinvolgere un pubblico sempre più ampio, accostare i grandi nomi della scena internazionale ai giovani emergenti, promuovere l’incontro fra culture.

Cristiana, c’è un filo rosso che lega queste trentasei edizioni? Qual è l’identità del Festival Internazionale Nuova Danza?
«Trentasei edizioni sono tante. Io non sono stata presente dalla prima, come può immaginare. Questo festival è stato fondato da Paola Leoni nel 1983, quando ancora a Cagliari non si sapeva cosa fosse la danza contemporanea e c’era solo un vago sentore di quello che era la danza classica. La scommessa di questa grande donna è andata avanti finché io la conobbi nel 1998, quando mi chiamò a collaborare con lei, e da lì non l’ho più lasciata, finché poi ci lasciò lei. Io ero lì, di fianco a lei, diciamo che è stato quasi fisiologico continuare il suo lavoro.
Lo spirito di questo festival è quello che ha portato avanti Paola Leoni, è la sua impronta: dare all’isola, a Cagliari, la possibilità di conoscere la danza contemporanea nei suoi continui sviluppi, a livello sia europeo sia internazionale. Cosa che non è facile perché la posizione geografica in cui siamo non ci permette di avere tutti i contatti e i collegamenti che si possono avere in una condizione differente. Soffriamo molto dell’insularità e questo si ripercuote in tutti gli aspetti della nostra vita, quindi anche della vita artistica.
Noi però abbiamo questa forza che ci dà il nostro pubblico, che ci segue e si aspetta da noi scelte che a volte possono essere al di fuori di determinati schemi e che altre volte possono essere inscritte in una cultura della danza contemporanea che assolutamente tutti devono conoscere».

Dunque, c’è stata e c’è una buona risposta da parte del pubblico?
«È stata Paola Leoni a creare questo fermento intorno alla danza contemporanea. Cagliari è una città che può vantare una scena artistica molto vivace. Si vedono tanti spettacoli di danza contemporanea e ciò è sicuramente merito di questa grande donna».

Il FIND vuole coinvolgere l’intera città, non solamente il pubblico dei teatri. Quali sono le azioni intraprese in questo senso?
«Da qualche anno abbiamo intrapreso questa nuova direzione, ci siamo un po’ guardati intorno e abbiamo sentito l’esigenza di dare al pubblico qualcosa di diverso. Abbiamo pensato che il pubblico della danza contemporanea potesse essere trovato anche al di fuori del teatro. Il nostro obiettivo è proprio andare incontro a un possibile spettatore, a qualcuno che ancora non sa che cosa sia la danza contemporanea, che cosa possa dare e creare con le sue sfaccettature. Con Danza Urbana XL andiamo incontro alla gente, la cogliamo nei momenti inaspettati della giornata.
Danza Urbana XL prevede comunque alcuni spettacoli strutturati, messi in scena in luoghi e orari prestabiliti, quindi il pubblico sa che deve venire in una certa location per assistere allo spettacolo. Ma ci sono state anche incursioni urbane totalmente al di fuori di una programmazione prestabilita: mi riferisco alle performance all’interno delle vetrine dei negozi del centro di Cagliari e a quelle sugli autobus della rete urbana (che si sono svolte dall’8 al 10 ottobre, ndr)».

Accanto a Danza Urbana XL, il FIND ospita anche la Serata Explo che, giovedì 1 novembre, vedrà in scena tre giovani autrici selezionate dal Network Anticorpi XL: Daria Menichetti, Sabrina Fraternali e Luna Cerere. Tra gli obiettivi del festival c’è anche quello di sostenere gli autori emergenti?
«Da qualche anno collaboriamo con il Network Anticorpi XL, una rete importantissima a livello nazionale che riunisce trentasette operatori in tutta Italia. In questo modo riusciamo a dare visibilità nei nostri festival ad artisti che da soli farebbero fatica a emergere. Questo ci permette anche di combattere la nostra insularità perché riusciamo ad avere una visione più ampia di quello che succede in Italia. Il FIND è un festival internazionale ma abbiamo sempre un occhio di riguardo verso tutto quello che succede in Italia. I nostri artisti sono assolutamente da tutelare, da far conoscere al pubblico.
Nell’azione di Anticorpi XL, oltre alla Serata Explo, che riguarda gli spettacoli selezionati per la vetrina, abbiamo anche la Danza Urbana XL, che è sempre un’azione di questo grande network cui il FIND aderisce».

E poi ci sono i grandi nomi della danza internazionale...
«Da qualche anno, il nostro cartellone è molto vario e ci sono sempre nomi di una certa risonanza internazionale accostati a nomi di artisti che si affacciano al mondo della danza contemporanea, quindi c’è anche un’azione di ricerca da parte nostra. Negli ultimi anni posso citare artisti quali Jan Fabre, Marie Chouinard, Emio Greco. Quest’anno abbiamo una grandissima presenza, Jérôme Bel, che approda per la prima volta in Sardegna con uno spettacolo che coinvolge venti artisti locali.
L’impronta del nostro festival è proprio questa: dare una visione ampia della danza contemporanea, con i grandi nomi ma anche con i nomi di chi ancora non è conosciuto ma crediamo possa avere una potenzialità, che sicuramente sarà un grande nome in futuro».

Ci dà un nome tra quelli presenti a questa edizione?
«Tra i coreografi giovani abbiamo sicuramente Salvo Lombardo, autore italiano che sta crescendo molto in questi ultimi anni e che porta uno spettacolo molto interessante, Outdoor Dancefloor, con un dj set finale che coinvolgerà tutto il pubblico.
Durante il festival ospitiamo anche piccole residenze. Quest’anno abbiamo una forte collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza: alcuni allievi del corso coreografi saranno qui in residenza per qualche giorno per creare uno spettacolo che sarà presentato il 3 novembre. Sempre il 3 novembre, ci sarà anche un artista sardo, Luca Massidda, che presenterà un nuovo pezzo che sta creando proprio per il FIND, Perdas. Teniamo molto al fatto di poter sostenere i giovani non solo sotto l’aspetto economico ma anche strutturale, materiale.
Un’altra cosa cui tengo molto sono le serate aperitivo, piccoli intermezzi con musica dal vivo (con i ragazzi del Conservatorio di Musica di Cagliari) e una parte danzata che si svolgono tra uno spettacolo e l’altro così che il pubblico possa concedersi una pausa “artistica”. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica di Cagliari e con gli artisti che coordinano queste serate, Marco Caredda come musicista e Silvia Bandini come coreografa e danzatrice».

Dare vita a un festival come il FIND è un lavoro molto lungo...
«Anche se il festival si concentra in un periodo molto ristretto, il lavoro si svolge tutto l’anno perché abbiamo tantissime azioni cui pensare. Non si tratta semplicemente di scegliere le compagnie e creare un cartellone: non è più questo il modo di lavorare di un festival. C’è un contatto costante con il territorio, un dialogo che ci permette di creare cose bellissime, come le performance nelle vetrine e sugli autobus, che abbiamo visto in questi giorni, che hanno creato un contatto con i cittadini che non si può riscontrare in un teatro.
Abbiamo il sostegno del MIBACT, della Regione Sardegna (Assessorati Cultura e Turismo) e del Comune di Cagliari. Quest’anno, tra l’altro, abbiamo avuto il riconoscimento dal Ministero quale festival inserito nell’Anno della Cultura 2018. Voglio sottolineare anche la collaborazione con CTM Spa e con il Consorzio Cagliari Centro Storico, che ci hanno permesso di realizzare le incursioni urbane sugli autobus e nelle vetrine del centro storico. Tra l’altro, il teatro che ospita il festival, il Teatro Comunale Auditorium, si trova proprio nel cuore di Cagliari, nel quartiere Marina».

Dunque, anche quest’anno il cartellone del FIND è molto ampio e articolato: ciascuno può trovare quello che cerca...
«Il programma è molto vario e può andare incontro a diverse esigenze. È importante stimolare il pubblico, offrire qualcosa che non ha mai visto, che può esulare dal gusto personale, perché crediamo che la crescita culturale si abbia attraverso il confronto. Lo spettacolo che inaugura il festival, giovedì 11 ottobre, è NÄSS della Massala Dance Company, una compagnia francese ma il coreografo, Fouad Boussouf, è di origine marocchina: nello spettacolo, dunque, abbiamo l’incontro fra la cultura nordafricana e quella europea, fra la cultura tradizionale marocchina e quella contemporanea dell’hip hop. Questo spettacolo è quasi un simbolo di quello che è stato e di quello che vuole continuare a essere il FIND di Cagliari».

Condividi: 
×