Home

A.semu tutti devoti tutti?

In scena a Catania a dieci anni dal debutto

Dal 6 al 10 febbraio, il Teatro Stabile di Catania / Teatro Verga ospita la Compagnia Zappalà Danza con la ripresa del fortunato spettacolo del 2009

29 Gen
2019
11:22
  • La Compagnia Zappalà Danza in A.semu tutti devoti tutti? © Serena Nicoletti
    La Compagnia Zappalà Danza in A.semu tutti devoti tutti? © Serena Nicoletti
  • La Compagnia Zappalà Danza in A.semu tutti devoti tutti? © Serena Nicoletti
    La Compagnia Zappalà Danza in A.semu tutti devoti tutti? © Serena Nicoletti
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
Registrazione Tribunale di Milano n. 263 del 07/09/2017
Direttore responsabile: Elisabetta Agrati 
Viale Regina Margherita 43, 20122 Milano (Italy) | P.IVA 04097780961

Dal 6 al 10 febbraio, va in scena al Teatro Verga a Catania A.semu tutti devoti tutti?, spettacolo di Roberto Zappalà (che cura la drammaturgia con Nello Calabrò) che il coreografo ha voluto riprendere a dieci anni dal debutto nell’ambito del progetto Antologia. “A” sta per Agata, patrona della città di Catania, giovane martire cui furono strappati i seni per il suo rifiuto di cedere alle lusinghe del proconsole romano Quinziano e di abiurare la sua fede. Ogni anno, il 5 febbraio, la città le dedica una processione tra le più importanti e sentite della cristianità, mentre tra le vie risuona un grido, “siamo tutti devoti tutti!”.

Roberto Zappalà costruisce uno spettacolo che indaga il legame inestricabile città / popolo / santa, che a Catania è forte più che altrove, ma, aggiungendo un punto interrogativo al grido dei fedeli, pone delle domande, riflette su uno dei temi fondamentali del vivere contemporaneo, quello del rapporto che si ha con il sacro, la religione, la religiosità. Agata, con la sua iconografia immediatamente riconoscibile – il vassoio su cui poggiano i seni strappati – a metà fra erotismo e sadismo splatter, è per Zappalà solo il punto di partenza per far emergere le contraddizioni di un mondo dove a essere “straziati” non sono solo i seni ma intere tipologie umane e concettuali.

Allo stesso tempo, come terza tappa del progetto “re-mapping Sicily”, A.semu tutti devoti tutti? diventa per il coreografo l’occasione per scoprire uno dei volti della sua terra attraverso il tema della religiosità popolare.

Accompagnati dalla musica originale, eseguita dal vivo, di Puccio Castrogiovanni (Lautari) – cui si affiancano le musiche di Dire Straits, Rosario Miraggio, Gustav Mahler, Burt Bacharach – danzano Adriano Coletta, Maud de la Purification, Alain El Sakhawi, Akos Dozsa, Salvatore Romania, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer e Massimo Trombetta.

Condividi: 
×