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Aterballetto danza Bach

Due serate fra Torino e Milano

Debutta a Torino il 14 e 15 settembre e a Milano il 17 settembre Bach Project, nuovo progetto di Aterballetto con le coreografie di Jiří Kylián e Diego Tortelli

11 Set
2018
17:45
  • Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
    Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
  • Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
    Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
  • Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
    Alcune immagini delle prove di Sarabande di Jiří Kylián © Nadir Bonazzi
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Nato dalla volontà di esplorare le relazioni tra danza e musica, il nuovo progetto della Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto, Bach Project, debutta il 14 e 15 settembre al Teatro Carignano di Torino nell’ambito del Festival Torinodanza e il 17 settembre al Teatro Elfo Puccini di Milano per l’anteprima di MilanOltre.

Due le coreografie che compongono la serata, entrambe ispirate alla musica di Johann Sebastian Bach: Sarabande di Jiří Kylián, lavoro del 1990 per il Nederlands Dans Theater, e Domus Aurea, una nuova creazione affidata al giovane coreografo Diego Tortelli, che nel 2018 si avvale di un accompagnamento produttivo della Fondazione Nazionale della Danza.

Una serata, dunque, che permette ad Aterballetto di dare spazio sia ai grandi maestri della danza sia ai giovani talenti e di tornare a presentare un pezzo con musica dal vivo. Domus Aurea, che si avvale della partnership del Festival MiTo e de I Pomeriggi Musicali di Milano, oltre a Torinodanza/Teatro Nazionale di Torino e a Les Halles de Schaerbeek, vede, infatti, la partecipazione dell’ensemble Sentieri selvaggi, nato nel 1997 da un’idea di Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto con lo scopo di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico.

In Sarabande, sulle note della Partita n. 2 in Re minore, Jiří Kylián si interroga sulla domanda che più frequentemente pongono i bambini, la più semplice e complessa al tempo stesso, “Perché?”, dando vita a una creazione dall’affascinante struttura circolare, capace di muoversi tra livelli musicali ed espressivi diversi.

In Domus Aurea, Diego Tortelli si è avvalso della collaborazione di Giovanni Colombo Taccani, che ha rivisitato le musiche di Bach, e dell’artista visivo Massimo Uberti, che con le linee geometriche dei neon ha disegnato lo spazio scenico in cui si muovono i danzatori, quella “domus” che è lo spazio intimo di ciascuno di noi, fatto di storie, di suggestioni, a volte gabbia che ci imprigiona, a volte nido che ci accoglie.

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