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Noetic e Icon

Sidi Larbi Cherkaoui apre Torinodanza

Il 10 settembre, il Teatro Regio di Torino ospita la serata inaugurale di Torinodanza con la prima italiana di due creazioni di Sidi Larbi Cherkaoui

6 Set
2018
11:00
  • Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
    Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
  • Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
    Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
  • Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
    Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
  • Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
    Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
  • Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
    Icon di Sidi Larbi Cherkaoui © Mats Bäcker
  • Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
    Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
  • Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
    Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
  • Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
    Noetic di Sidi Larbi Cherkaoui © Bengt Wanselius
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È il coreografo Sidi Larbi Cherkaoui ad aprire l’edizione 2018 di Torinodanza con una serata al Teatro Regio di Torino lunedì 10 settembre alle ore 20.00: in scena in prima italiana Noetic e Icon, entrambi prodotti da GöteborgsOperans Danskompani, il corpo di ballo dell’Opera della città svedese di Göteborg. Due creazioni, realizzate in collaborazione con l’artista visivo inglese Antony Gormley, che nelle loro differenze paiono completarsi, ponendo allo spettatore domande universali.

Con questo debutto si suggella anche la collaborazione con Sidi Larbi Cherkaoui, che sarà artista associato del Festival Torinodanza, dunque presente con una propria produzione nei prossimi tre anni di programmazione.

In Noetic, del 2014, Sidi Larbi Cherkaoui si interroga sul modo in cui le persone interagiscono e si connettono le une alle altre e su come decidano, a un certo punto, di disconnettersi: «È come se, attraverso il movimento, parlassimo un linguaggio “naturale” di cui non abbiamo mai appreso le regole grammaticali».

Per esplorare questi legami degli individui tra di loro e con la società, il coreografo ha lavorato con Antony Gormley: insieme hanno creato lunghe aste flessibili in fibra di carbonio che formano linee, quadrati che delimitano gli spazi e, legate tra loro, cerchi perfetti, sfere, dentro cui e attorno a cui si muovono i danzatori. «La geometria del cerchio è sacra nella Cabala, nella tradizione tantrica, nell’architettura islamica e in moltissime altre tradizioni che integrano le regole numerologiche dei sistemi binari – triangolo, quadrato, pentagramma – così come lo sviluppo di tutte le relazioni poliedriche», dichiara Gormley. «In questa pièce le figure geometriche sono strumenti destinati a far emergere delle forme piuttosto che delle strutture dogmatiche: creano possibilità piuttosto che vincoli. E i danzatori manipolano con dolcezza lo spazio, si adattano allo spazio, interagiscono con lo spazio».

In Icon, seconda produzione con la compagnia di danza del Teatro dell’Opera di Göteborg, la riflessione di Sidi Larbi Cherkaoui si sposta sulle icone, sugli idoli. «Costruiamo continuamente idoli, diamo loro forza, ma poi arriva una fase della nostra vita in cui sentiamo l’esigenza di distruggerli». Il brano si muove, dunque, tra generazione e distruzione, indagando la relazione che le unisce. A dare forma a questa idea non sono più le aste in fibra di carbonio ma l’argilla. Spiega il coreografo: «L’argilla è un materiale “emotivo”, è legato alla terra, ha un suo peso. Non reagisce mai nel modo in cui ci si aspetta, è imprevedibile, come se avesse una sua mente. La cosa più bella dell’interazione tra i danzatori e l’argilla è che si capisce molto dell’individualità del performer. Quando un danzatore si muove, si capiscono molte cose, ma quando lo si vede interagire con l’argilla, si scoprono altre cose, un altro lato della sua personalità. Perché i danzatori hanno molta consapevolezza del proprio corpo, ma quando devono usare questa consapevolezza per costruire qualcos’altro, questo è molto stimolante».

Noetic e Icon sono inseriti in MITO SettembreMusica, con cui prosegue l’ormai consolidata collaborazione.

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