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Fiore di pietra, Il

23 Nov
2005
16:17
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12 FEBBRAIO 1954
TEATRO BOLSHOI DI MOSCA
balletto in tre atti e otto quadri
cor. Leonide Lavrovsky; mus. Sergej Prokoviev


Kamenny Tsvetok, titolo originale russo, si basa su una fiaba tradizionale dei monti Urali, raccolta da Pavel Bazhov sotto il titolo Lo scrigno di malachite. Fiore di pietra, L’ultimo dei nove balletti composti da Prokofiev, non fu completato dall'autore (che si spense il 5 marzo 1953) e due numeri della partitura furono strumentati da Dimitri Kabalevskij. Si trattava di un’elaborazione di vecchi racconti, tratti da leggende popolari, utilizzanti musiche folcloristiche e canti russi. A dispetto della spropositata lunghezza dello spettacolo (in totale circa tre ore di durata), la trama è semplice. Nella coreografia di Lavrovsky, si narra l'amore di due giovani (Danilo e Katerina) ostacolato da un signorotto del luogo, amore messo alla prova e poi favorito dalla regina della Montagna di Rame. Sia che si svolga nel villaggio, sia che vaghi nella montagna o sottoterra, dove la regina nasconde le sue pietre preziose e il fiore che impietrisce chiunque lo guardi, la vicenda offre molte occasioni per creare affascinanti colpi di scena. II balletto, inizialmente, non ebbe successo. Ci riprovó Juri Grigorovic con una nuova produzione per il Balletto Kirov di Leningrado, prima rappresentazione 27 aprile 1957, in una versione che fu poi riprodotta per il Balletto del Bolschoy e per il Balletto Reale Svedese nel 1962. In Italia, un importante allestimento andò in scena nel marzo 1973 al Teatro Comunale di Bologna per la coreografia di Loris Gai, prima rappresentazione l’8 marzo 1973. Nella prima versione degne di nota le presenze di Galina Ulanova (Katerina), e Maja Plisetskaja (Regina della Montagna), mentre nella versione di Grigorovic quella di Irina Kolpakova (Katerina). Questo balletto, proprio del repertorio russo, trova un altro volto in una versione di Balanchine.

 

Andrea Boi

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