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Sylvia (la ninfa di Diana)

23 Nov
2005
16:17
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14 GIUGNO 1876
OPERA DI PARIGI
balletto in tre atti e quattro quadri
(coreografia: Louis Mérante; musica Léo Delibes; tratto dalla commedia pastorale Aminta di T. Tasso)


I Atto: In un parco, al chiaro di luna, Sylvia, ninfa di Diana, si diverte con le sue compagne presso la statua di Amore. Il pastore Aminta, che si era nascosto a guardare le ninfe, viene scoperto. Egli ama Sylvia ed ella, offesa dal sentimento del semplice pastorello, scocca una freccia contro la statua di Amore: Aminta si getta a proteggere la statua e viene ferito mortalmente. La statua si anima e con un'altra freccia colpisce Sylvia. Il cacciatore Orione, testimone della scena, approfitta della morte di Aminta per rapire la ninfa.

II Atto: Orione rinchiude Sylvia in una grotta. Amore rende la vita ad Aminta e l'informa della scomparsa di Sylvia. Ella vorrebbe fuggire, e così fa ubriacare Orione in onore di Bacco, ed implora Amore di venire in suo soccorso con la promessa di sacrificargli le sue armi. Amore accorre e la libera.

III Atto: Il pastore sta piangendo per la scomparsa dell'amata, quando ad un tratto la riconosce sotto il velo di una schiava portata da un pirata. Stanno per essere riuniti, quando sopraggiunge Orione, furioso. Sylvia ed Aminta fuggono e vanno a rifugiarsi nel tempio di Diana. L'inseguitore si getta con una scure contro la porta del tempio provocando l'ira di Diana stessa. La Dea appare e lo trafigge con una freccia. Poi, offesa dal tradimento della sua ninfa, vorrebbe vendetta ma Sylvia giustifica il suo rinunciare alle armi per l'amore del pastorello. Il pirata allora rivela la sua vera identità: è il Dio Amore che, giustificando a Diana il gesto di Sylvia, la convince a celebrare con lui le nozze dei due giovani innamorati.

 

Andrea Boi

 

 

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