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Le Corsaire, un balletto a strati

14 Giu
2005
10:45
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Nessun balletto del XIX secolo ha avuto così tante edizioni come Le Corsaire, tanto da apparire oggi il più celebre e virtuosistico pastiche del repertorio, la cui musica risulta addirittura opera di cinque compositori diversi.

Il poema di George Byron, The Corsair, pubblicato nel 1814, guadagnò ben presto un grande successo grazie ai temi cari alla poesia romantica come l'ambientazione esotica, il viaggio, l'irruenza del naufragio.
Il primo balletto a servirsi del poema di Byron fu The Corsair con la musica di Robert Bochsa e la coreografia di François Albert Décombe, rappresentato al King's Theatre di Londra il 29 Giugno 1837 e riportato sulla scena nel 1844 (in quell'occasione nel cast figurava Adeline Dumilaitre - la prima Myrtha in Giselle - nel ruolo di Gulnare).

L'edizione di riferimento per questo soggetto rimane però ancora oggi Le Corsaire, un balletto pantomimico in tre atti e cinque scene, su libretto di H.V. de Saint-Georges e Joseph Mazilier, musica di Adolphe Adam e coreografia dello stesso Mazilier. Le grandiose scene erano di Desplechin, Cambon, Theirry e Marin, mentre i macchinari per gli effetti speciali, compreso quello famosissimo del naufragio, di Sacre. La prima rappresentazione si tenne all'Opera di Parigi il 23 Gennaio 1856, alla presenza dell'imperatore Napoleone III. Nel cast figurava Carolina Rosati nel ruolo di Medora. Le danze più celebri di questa versione erano il pas des éventails (la danza dei ventagli) per la Rosati e sei ballerine, e un assolo sempre per la Rosati nel II atto.



La seconda importante versione, che cominciò a introdurre decisive varianti, fu quella rimontata da Jules Perrot per il Teatro Bolshoi di San Pietroburgo (che fino alla sua distruzione agli inizi degli anni '80 fu il più importante teatro della città) nel Gennaio 1858. Tutta la musica addizionale per questa versione fu composta da Cesare Pugni, del quale si distinguevano il pas des odalisques e la scena di seduzione danzata da Gulnare, intrerpretata da Lyubov Radina. Medora era interpretata invece da Katrine Friedbert, Conrad da Marius Petipa, mentre lo stesso Perrot interpretò il ruolo prettamente pantomimico di Seyd Pasha.
Perrot non considerò mai questo lavoro come di sua proprietà, e addirittura lo omise dalla lista dei suoi lavori compilata alla fine della sua carriera.

E' probabile invece che il celebre pas d'esclave (in cui Gulnare balla col mercante di schiavi Lankedem) sia stato introdotto in una edizione di poco successiva, su coreografia di Marius Petipa e musica del principe Pavel Oldenburg.
La scena della tempesta che chiudeva entrambe le versioni, francese e russa, terminava con un raggio di luce che illuminava i due amanti, l'uno nelle braccia dell'altro, salvati dalla purezza del loro amore.

In Francia il balletto di Mazilier, che era uscito dal repertorio con la partenza della Rosati, fu ripreso in una nuova ed elaborata versione in occasione dell'Esposizione Universale del 1867 dallo stesso Mazilier per la celebre ballerina Adele Grantsow, che interpretava Medora; per l'occasione ricoreografò completamente gran parte del balletto, aggiugendo il celeberrimo pas des fleurs ballato da Medora e Gulnare con la nuova musica di Leo Delibes. Questa versione uscì dal repertorio l'anno successivo, dopo ottantacinque rappresentazioni.

Questa stessa musica addizionale di Delibes fu utilizzata da Marius Petipa, forse per l'edizione del 1868, per il celebre divertissement del Jardin Anime, ossia il sogno di Seyd Pasha, che fu ballato proprio dalla stessa Grantsow. La legge sul diritto d'autore non esisteva ancora e queste vicende dimostrano con quanta facilità musiche e coreografie venissero riprese e modificate. Interessante dettaglio è che di questo divertissement rimane un prezioso documento di 88 pagine sull'allestimento del 1904 in notazione Stepanov, che ci permette di apprezzare lo stile di Petipa in tutta la sua bellezza: la coreografia prevedeva l'uso degli allievi della scuola di ballo con numerose ghirlande di fiori.


Quello che invece oggi è il brano più celebre di questo balletto, un pas de deux spesso rappresentato nei gala come esempio di grande virtuosismo, fa riferimento al pas de trois danzato da Medora, Conrad e lo schiavo Alì, aggiunto nell'ultima delle numerose edizioni del balletto nel corso del XIX secolo, su musica aggiunta di Riccardo Drigo. Si tratta della produzione montata da Marius Petipa a San Pietroburgo nel 1899 per Pierina Legnani.
Questo pas de deux fu poi ricoreografato nel 1939 da Agrippina Vaganova per Natalia Dudinskaya e Konstantin Sergeyev, ed è alla base di tutte le successive versioni.



In alto , una litografia relativa all'edizione 1844 del balletto The Corsair

Al centro, il frontespizio della riduzione per pianoforte della partitura di Adolphe Adam per Le Corsaire di Mazilier

In basso, Alla Sizova e un giovanissimo Rudolf Nurejev nel celebre Pas de deux con il quale vinsero il concorso di Balletto di Mosca nel 1958


Claudio Giorgione

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